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giovedì 15 ottobre 2015

337 - STORIA

Stiamo scrivendo la storia, ma ci hanno fregato l'inchiostro.

lunedì 14 aprile 2014

237 - Una storia del cazzo

Ieri sera mi son messo a parlare col mio cazzo.
Ed è già una cosa strana.
Ma ancor più strano è che lui mi abbia risposto e ancor più sorprendentemente si è rivelato un tipo assennato, non il testa di cazzo che immaginavo.
Oggi vado dal dottore a farmi visitare e farò parlare solo lui, il mio pisello.
Sono stanco di tutto, da ora in poi mi farò guidare dal pene, se volete parlarmi rivolgetevi a lui.
Nei colloqui di lavoro me lo tirerò fuori e lascerò che parli lui per me.
Se il prete mi busserà alla porta che vuole benedirmi la casa estrarrò in silenzio il mio battacchio e farò un cenno al prete che parli con lui.
Se le forze dell'ordine mi fermeranno per strada io sbatterò fuori l'uccello che parli con loro; se mi arresteranno per atti osceni e mi trascineranno in tribunale alle domande del giudice risponderò tirandomelo fuori, facendo rispondere al mio membro.
Direte che mi diranno che non lo sentono, che non sentono nessuna voce provenire dal cazzo, che vorranno portarmi in ospedale psichiatrico; niente paura, io li fregerò tutti, ho un asso nella manica: ho appena terminato un corso per ventriloquo e il pupazzo potete immaginarvi chi è.

martedì 11 febbraio 2014

222 - La storia personalizzata

Nelle ricostruzioni storiche più o meno faziose degli eventi bellici quello che si sottovaluta è che era una guerra e in guerra ci sono massacri e morti, lo sbaglio è sempre dividere buoni e cattivi, perché quando si combatte c'è solo la bestialità che è in noi, ed è in tutti i contendenti.
Dopo la storia ognuno cerca di aggiustarsela secondo il suo modo di vedere, ma che siano pochi o tanti i morti rimangono morti e sono sempre ammazzati per gli interessi di quelli che li comandavano.
Avrebbero potuto vivere la loro vita, se non ci fossero quelli che manovrano e decidono sulla vita delle persone innocenti.
Il male è il potere di decidere per gli altri.


martedì 24 dicembre 2013

208 - Una bella storia di Natale (racconto breve)

Ci sono tante storie di persone che in occasione del Santo Natale si fanno scoppiare il fegato mangiando finché vomitano sul tavolo o si cagano addosso nei pantaloni nuovi, oppure altri che tornando a casa gonfi di cibo e alcol finiscono in un fosso con la macchina, spaccandosi la testa contro il parabrezza.
Invece una bella storia di Natale è quella di una ragazza sola e triste, che per Natale presa dalla disperazione ha provato a infilarsi il puntale in vetro dell'albero natalizio nella vagina, però si è rotto dentro e ha dovuto ricoverarsi all'ospedale, l'hanno dovuta operare per asportare tutti i pezzi di vetro, ma nella convalescenza ospedaliera ha conosciuto un operatore sanitario, che mentre la puliva la guardava con occhi dolci e le sussurrava tanti "Ti amo".
Quando è stata dimessa hanno fatto all'amore un paio di volte, poi lui è sparito e lei depressa e disperata con un coltello da cucina si è accoltellata ripetutamente la figa.
L'hanno riportata in ospedale, e lì ha ritrovato lui che ha capito il male causato col suo comportamento e si è veramente innamorato.
Ma quando l'hanno dimessa e si sono accoppiati si è accorto che aveva la vagina distrutta, inutilizzabile, gli è passato l'amore e non si è più fatto vedere, sparito, introvabile anche in ospedale perché si era trasferito.
Allora lei perdutamente disperata provò a suicidarsi col gas, ma mentre aveva la testa nel forno col gas acceso una scintilla probabilmente dovuta al pigiama sintetico che indossava fece fare solo un gran botto, che però svegliò il vicino camionista mentre stava dormendo, incazzato come una belva sfondò la porta e la prese a calci rompendole un femore e parte del bacino.
La riportarono in ospedale dove la operarono e la immobilizzarono, ma mentre era lì bloccata c'era un' altra paziente che di notte andava da lei, si infilava nel letto e le infilava un dito o più nel sedere, lei sulle prime provò a protestare ma poi si accorse che le piaceva e si innamorò di questa tipa.
Dimessa cominciarono a frequentarsi, si misero a vivere insieme, presero una casa di proprietà e ora vivono felici e contente, con un mutuo e molte rate da pagare.