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martedì 5 novembre 2019

403 - CONOSCERE

Non sopporto quelli che se dici non ti piace un qualche artista ti dicono che devi leggere tutti i suoi libri, guardare tutti i suoi film o ascoltare tutti i suoi album prima di poter dire che non ti piace.
Allora io chiedo loro: "Ti piace mangiare la merda?"
Di solito rispondono no.
Ribatto: "Come fai a dirlo, devi assaggiare tutte le merde del mondo prima di poter affermare che non ti piacciono, perché può essercene una che ti piace, che ne sai se non le assaggi tutte. Sii coerente col tuo ragionamento."
Non rispondono, dicono che sono troppo volgare e se ne vanno.


giovedì 21 settembre 2017

373 - LAVORATORI CHE ODIANO GLI ARTISTI

Certi sono bravi a scrivere, meglio di tanti che lo fanno per mestiere, o a fare musica o a dipingere, ma devono trovarsi un lavoro per vivere, perdendo il loro talento o riservandolo ai rari pezzi di tempo libero che hanno, per la goduria di quel popolino mentalmente ottuso, per il quale ognuno deve faticare come una bestia da soma per guadagnarsi dignitosamente il diritto al pane quotidiano. Questa mentalità, diffusa soprattutto tra i cattolici e i comunisti malpensanti l'ho sempre considerata idiota.
Il vero comunismo è lavorare poco senza nessun sfruttamento, faticando il meno possibile e avere il tempo per divertirsi; persino ai tempi di Stalin andavano in pensione a 60 anni e avevano un orario di lavoro ridotto rispetto a noi occidentali, anzi è proprio grazie alle nazioni comuniste se hanno concesso maggiori diritti ai lavoratori occidentali, per farli star buoni. La prova del nove di ciò è che appena è crollato il blocco comunista se li sono ripresi indietro tutti i diritti che avevano concesso in occidente, infatti ora sfruttano i lavoratori e per farlo al massimo li tengono in uno stato di necessità e precarietà, anche peggio di un secolo fa.
Così al lavoratore occidentale è stata furbamente inculcata l'idea che un lavoro onesto è faticare come una bestia, sfinendosi e rischiando la vita per il padrone sfruttatore.
In questa maniera il lavoratore imbruttito poi se le prende con chi non se la suda la vita, con quelli che vogliono fare gli artisti, sputa sull'arte e sugli artisti, per lui bisogna rimanere ignoranti e faticare per vivere. In pratica è diventato il carceriere di se stesso, e quando vede una persona libera ne è infastidito.
Io invece vorrei un mondo dove ognuno potesse vivere facendo quello che gli piace, quindi qualsiasi persona che tenti di fare ciò avrà sempre il mio plauso, anche se è una a cui piace far sesso e fa la mignotta.


giovedì 8 dicembre 2016

347 - ARTISTI E ANALFABETI FUNZIONALI

Artista e analfabeta funzionale sono due delle definizioni più usate sui social network oggigiorno; artista in un uso elogiativo, analfabeta funzionale in un uso denigratorio.
Ma le due categorie spesso non esistono o se esistono a volte son presenti in un'unica persona.
Uno può essere un vero artista istintivamente, senza alcuna cultura o capacità di comprensione ma riuscirà a trasmettere emozioni tramite la sua opera meglio dei più dotti. Oppure può ammantare la sua mediocrità con una patina artistica, ecco che nel caso degli scrittori se la tireranno da gran sapienti, usando termini desueti e deridendo chiunque scriva il minimo refuso con discorsi da nazisti grammaticali, poi magari leggi loro cosa scrivono e ti trovi di fronte alla fiera delle banalità, spesso pure scopiazzate da altri, perché non sono neanche capaci di scrivere delle stupidaggini da sé, devono copiarle.
Ovviamente è preferibile chi è creativo ma poco colto di chi è colto ma vuoto, senza ispirazione, nonché se la tira da gran artista sapiente. Ma il tipo del secondo caso darà dell'analfabeta funzionale a quello del primo, non comprendendo che invece è lui il vero analfabeta funzionale, innanzitutto per l'uso improprio del termine, non avendo capito niente in proposito finisce per dare dell'analfabeta funzionale a chiunque abbia un pensiero diverso dal suo ("Gli analfabeti funzionali sono le persone che non ci piacciono, i diversi da noi". - Erik Boni - http://www.dudemag.it/attualita/chi-parla-di-analfabetismo-funzionale-e-un-analfabeta-funzionale/ ).
Se ne trovano molti che criticano chiunque si discosti dalla loro visione delle cose, invece di tenere la mente aperta a nuovi stimoli si chiudono, piantano i paletti e solo quello che appartiene alla loro visione va bene,  il resto è spazzatura per il semplice motivo che non rientra nelle regole che si sono imposti e che ritengono di valore universale in ragione alla loro arroganza.
Perciò faccio un appello agli artisti pieni di sé:  prima di cercare le pagliuzze negli occhi degli altri date una controllatina alla trave che, magari a vostra insaputa, avete nel vostro occhio o nel vostro ano.

martedì 15 ottobre 2013

180 - Gruppi di artisti su facebook

I gruppi di artisti su Facebook, in maggioranza sono pieni di stronzi che pensano solo a sé stessi e creano obiettivamente delle cagate vuote, inutili, strasentite, spesso pure copiate, credendosi perfetti e sommi defecatori di pepite artistiche.
Però in rari gruppi vedo un interesse per confrontarsi e crescere, se uno posta qualcosa se è valido riceve molti apprezzamenti.
La differenza è tra l'essere pieni di sé o pieni si se.
Quelli pieni di se stessi rimangono immobili ad ammirarsi pieni d'arroganza, invidia e meschinità, invece quelli che si mettono in discussione non sono mai soddisfatti, cercano di migliorarsi continuamente, confrontarsi, seguire altre ipotesi e facendo così crescono, sviluppano nuove idee, percorrono strade sconosciute, e più probabilmente degli altri creano qualcosa di veramente interessante.


venerdì 8 marzo 2013

155 - artisti guerrieri

Jimi Hendrix

La scrittura e l'arte in genere aiutano a darsi uno scopo e a non ricadere nel malessere esistenziale deprimendosi; siamo in  una guerra: gli stronzi sono in maggioranza e hanno il potere, noi siamo artisti guerrieri di una tribù minoritaria che non si adeguano alle imposizioni.
Ci vuole coraggio e non bisogna arrendersi mai altrimenti fai il gioco del nemico, e se ci fosse un dio vedrebbe che quelli nel giusto siamo noi, siamo le forze del bene che combattono per un mondo migliore.
Quindi un guerriero/guerriera non deve arrendersi mai e non indebolirsi con sostanze dannose, ma deve andare avanti con le sue idee cercando di difenderle contro gli omologatori del sistema.