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mercoledì 17 agosto 2016

326 - NOSTALGIE POLITICHE

Vedo un continuo festival del cervello in vacanza, con nostalgie per tutto ciò che è passato, da Berlusconi a Craxi, dalla Dc al Duce, fino ai Borboni o a Giulio Cesare.
D'accordo che regna la confusione e la situazione peggiora continuamente, con una sinistra che è andata a destra, inseguendo i moderati, che sarebbero la destra normale nei paesi normali. Così noi attualmente abbiamo un centrodestra che si fa chiamare centrosinistra avvalendosi dei voti degli elettori di sinistra, e una destra estrema che si fa chiamare centrodestra ( che va dal programma integralista cattolico dell' NCD, al piduismo di Forza Italia, al populismo di lega e fdi).
Quindi la sinistra non esiste e nemmeno il centrosinistra, sono attualmente rappresentati solo da sparuti gruppi politici senza parlamentari come Azione Civile e i vari partitini comunisti.
Senza nostalgie assurde, sarebbe di ricostruire un'unione socialista guardando più a Pertini che a Craxi, più ai diritti dei lavoratori che ai dibattiti da salotto, più alle problematiche reali delle persone che alle esigenze delle lobby e delle cooperative infiltrate dalla criminalità.
Oppure sperate nella rivoluzione del m5s.
Però è troppo legato agli umori di pancia dell'elettorato per i miei gusti, anche se certe sue iniziative come il reddito minimo garantito sono da appoggiare, per uscire da questo degrado.
Ma una presenza politica di una sinistra veramente socialista sarebbe comunque necessaria come l'ossigeno, in questo periodo storico di schiavizzazione dei lavoratori.

mercoledì 15 aprile 2015

297 - NOSTALGIE

Quasi tutti hanno nostalgie.
Ho sentito gente che aveva nostalgia dei gettoni telefonici, delle cabine telefoniche, degli elenchi telefonici di carta.
Ma io ricordo che agli elenchi telefonici sovente mancavano metà pagine perché qualche gentleman ci si era pulito il culo e magari proprio nella cabina ci aveva pure cagato e/o pisciato, oppure la cornetta era staccata dal filo o altre volte mancava proprio, in altri casi avevano sfondato la gettoniera per rubare i gettoni.
Così uno rimasto appiedato con l'auto che doveva telefonare al soccorso stradale oppure qualcuno che stava male e doveva chiamare un'ambulanza trovavano tutto lercio, sfondato, rotto, non funzionante.
Adesso hanno tutti un telefono cellulare sempre con sé ma sentono nostalgia per quei tempi.
Forse nelle cabine telefoniche distrutte e scagazzate hanno perso qualcosa di prezioso che non trovano più oggi: la giovinezza in un'epoca più viva e spensierata.
Però rendiamoci conto che un senso di bene comune non c'è mai stato, da sempre in Italia ognuno spacca e ruba la roba pubblica mentre custodisce bene la sua roba privata, in casa ha tutto pulito ma quando esce dalla porta sporca e getta la carta a terra.
In certe nazioni lungo la strada i contadini mettono delle bancarelle di frutta o verdura in cui non c'è nessuno a controllarle, ci si prende quello che si vuole, si pesa e si paga.
Se lo fanno qui da noi non solo non paga quasi nessuno ma dopo poche ore hanno portato via pure la bilancia e la bancarella, o come minimo hanno rotto tutto e ci hanno cagato e/o pisciato sopra.
Poi quando tornano nelle loro case pulite e ordinate si lamentano del degrado pubblico e dei politici tutti ladri.
Senza capire che si stanno specchiando.

Banksy