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sabato 11 aprile 2015

295 - POESIE AUTOMATICHE

Ho notato che su facebook ci sono sempre gli stessi stilemi che generano poesie in automatico.
Il 90% della poesia inutile è composta da alcune frasi a cazzo per imitare una poesia, con qualche parola simbolo del significato (fremere, passione, desiderio,ecc,) e per condire dandosi un'impronta saccente vengono messe alcune parole poco usate.
Si palesa sempre la figura dell'amato che risolve ogni malessere.
Più una foto un po' trasgressiva per facebook, per sembrare trasgressivi anche se si scrivono accomodanti banalità.
Ecco fatta la poesia di fb che riceverà tanti "mi piace".
Poi c'è la minoranza alternativa che produce poesie che esprimono malessere per lo schifo che ci circonda, ma purtroppo spesso sono solo pose per darsi un'immagine che non si ha, anche qui spesso si ripetono le stesse formule per essere accettati e apprezzati dal gruppo di appartenenza, con il soggetto schifato dall'universo che si droga/alcolizza per sopportarlo, parole crude tipo vomito/merda/ cazzo/figa per darsi un'immagine di strada; riproponendo sempre lo stesso concetto per centinaia di poesie, modificando solo un po' le parole.
Aggiungendoci una foto un po' horror e angosciante è pronta per essere postata anche la poesia alternativa.

domenica 26 gennaio 2014

215 . Poesie da esposizione

A cosa servono le poesie che parlano d'amore?
A masturbarsi la mente e/o i genitali
mentre fuori tutto marcisce.
E' la poesia per chi accetta supinamente
ogni ingiustizia di questo mondo.
E se lo dici salta fuori il saputello dalle paraculate intellettualoidi
con l'esempio del grande poeta che scrive poesie d'amore.
Il grande poeta potete appiccicarvelo ai genitali
non esistono grandi
esistono solo stronzi spacciati per grandi,
sono tutti stronzi, siamo tutti stronzi, ognuno è stronzo
e proprio per quello bisogna combattere la stronzaggine
per non esserlo eternamente.
Invece eccoli lì, a condividere le belle frasette di passione
mentre i criminali al potere
ci pignorano la casa
ci avvelenano il cibo e l'acqua
ci cancellano ogni speranza e ogni futuro
distruggendo l'ambiente
e ci massacrano a manganellate se protestiamo.
E tu lì, con le tue poesie:
oh, amore
imbevuto nella tua anima
gabbiano ferito
rosse gocce di passione
colan mescendosi
al tramonto sul mar
e mi vien da cagar.
Renditi conto:
il mondo crolla
mentre tu ti fai
solo delle seghe.




lunedì 14 ottobre 2013

178 - Porte dei cessi pubblici, social network da sempre

Se uno va alla stazione centrale e scrive sulla porta del cesso una poesia la legge più gente che a pubblicarla con un grosso editore.
La differenza la fa il lato della porta su cui la scrive, se la scrive sull'esterno avrà un effetto social network, molti la vedranno ma pochi la leggeranno soprattutto se è lunga, quasi nessuno si soffermerà a riflettere quanto letto, proseguiranno oltre; invece se la scrive sul lato interno si avrà un effetto sito o libro, si concentreranno di più sul testo le donne piscianti e/o caganti e gli uomini caganti, mentre gli uomini piscianti se non appartengono all'esigua minoranza che piscia da seduta, che diventa praticamente nulla nei gabinetti pubblici, noteranno la scritta solo quando escono, se hanno chiuso la porta alle spalle, e si soffermeranno più brevemente a leggere, ma comunque più a lungo che se era all'esterno.
Quindi sarebbe di scrivere testi brevi e incisivi sull'esterno delle porte dei cessi, e testi più lunghi e complessi sull'interno, che rimane comunque la scelta migliore, anche in vista della ripulita dalle scritte che viene effettuata più frequentemente sul lato esterno, mentre sul lato interno sono maggiori le probabilità che permangano più a lungo.


lunedì 30 luglio 2012

82 - Masturbation

Uno è considerato comunemente un poeta quando scrive poesie in alternativa alla classica masturbazione.


lunedì 28 maggio 2012

58 - PSEUDO



Vedo citare, apprezzare e condividere solo uomini preferibilmente con carnagione chiara e di cultura occidentale, tramite video musicali, citazioni, poesie, ecc. 
Sono scelte pseudoautonome di gente pseudolibera comandata da una pseudodemocrazia che guida i pseudogusti. 
Pseudobaci a tutti.