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domenica 9 luglio 2017

366 - Pornografia, prostituzione, femminismo, moralismo e integralismo

Ho appena tolto il mi piace a una pagina Facebook femminista perché è troppo moralista.
Quelle femministe che demonizzano la pornografia o la prostituzione anche se è tra adulti consenzienti, perché le ritengono mercificazioni del corpo femminile; hanno il problema di tutti gli integralisti, vogliono fare prevalere la loro idea sulla natura umana con le sue diversità e le sue infinite sfaccettature, perciò chi non si adegua a quello che pensano loro diventa un nemico.
Invece ci sono donne a cui piace fare sesso; così, alla faccia dei preti coraggio e delle femministe moraliste, pensano che se si deve fare un lavoro è meglio fare un lavoro che piace, perciò fanno film hard o altre si prostituiscono, sono due attività ben diverse tra l'altro ma per i moralisti di ogni tendenza politica il sesso è comunque una cosa oscena peccaminosa.
Io ho avuto un paio di amiche che si prostituivano per loro libera scelta, non avevano protettori o maschi che le sfruttavano, erano libere professioniste, mi dicevano che per loro era degradante fare un lavoro che non piace per 8 ore al giorno, malpagate, costrette ad avere a che fare con colleghi e datori di lavoro insopportabili e arroganti. Preferivano essere autonome, fare sesso e guadagnare bene. Tra l'altro erano due persone molto intelligenti e non erano nemmeno in uno stato di indigenza che le costringeva a farlo.
Oppure nel cinema porno ci sono delle pornostar che sono tutt'altro che stupide, Valentina Nappi per esempio, la loro è una scelta consapevole.
Perciò l'integralista di turno che le cataloga tutte come stupide vittime di una mentalità maschilista mi pare ovvio che non abbia capito niente, non solo della questione su cui sta pontificando con sue presunte verità che ritiene assolute, ma non ha capito niente della vita in generale.


giovedì 31 maggio 2012

60 - sex tv


Molta televisione è basata sull'imbonimento sessuale creante donne oggetto e spettatori-consumatori beoti, il moralismo è sbagliato, se una volesse anche prostituirsi è giusto lo faccia, ma qui non è una questione di libertà di farlo ma il fatto di diventare un simbolo del nazismo pubblicitario, per cui viene proposto un modello di vita lussuoso con soldi e donne disponibili, la maggioranza che non può raggiungere quel modello di vita si sentirà fallita ed emarginata se non compra i prodotti appartenenti a quel mondo a cui aspirano, con l' illusione indotta di farne parte tramite gli oggetti, saranno beoti e infelici acquirenti di tonnellate di prodotti, donando benessere e potere alle classi dominanti.
Diciamo tutti che siamo indipendenti e che nessuno guarda la tv, ma quando esco di casa vedo che ne sono imbevuti quasi tutti, vittime manovrabili del culto del consumo.
Leggevo sul giornale di adolescenti che si prostituiscono per un cellulare alla moda, altrimenti se non ce l'hanno vengono derisi ed emarginati dalla maggior parte degli altri, stesso discorso con i vestiti firmati ecc, e a quell'età non hanno neppure una personalità per decidere liberamente.
La scelta che ci mettono davanti è prostituirsi con gli onori del sistema dominante o non prostituirsi venendo emarginati dalla maggioranza di schiavi conniventi.
Tette e i culi sono armi del potere per attirare la mente dello spettatore in un meccanismo che lo distrugge.
La libertà sessuale sarebbe un antidoto che farebbe depotenziare il meccanismo, infatti le stesse persone tutte troie&coca poi nella vita pubblica fanno i moralisti casa&chiesa e votano leggi per ostacolare la libera sessualità.
Gli spettatori devono vedere e non fare per essere succubi.