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mercoledì 23 novembre 2016

343 - APPELLO AI DIFENSORI DELLE TRADIZIONI LOCALI

Se ti dà fastidio avere un africano come vicino di casa non è la paura di perdere le tradizioni del territorio che ti spinge a odiarlo, che utilizzi come paraculata e di cui non te ne è mai importato niente in sostanza, visto che ti vesti come un americano di merda, giri con un suv straniero e ti rincoglionisci con film o serie tv straniere. A spingerti a odiarlo è proprio la paura del diverso, causata dalla stronzaggine razzista insita dentro di te.
Quindi per essere stimato e rispettato devi solo dire quando ti presenti: "Sono profondamente razzista e odio chi è diverso da me per razza o religione o in qualsiasi altra forma!".
Farai più bella figura perché sarai considerato uno stronzo razzista, idiota, demente, testa di cazzo, merda umana...ma sincero.
La sincerità viene sempre apprezzata.



lunedì 18 luglio 2016

317 - La realtà e gli stereotipi da salotto

Mi fanno vomitare le varie analisi politiche basate sugli stereotipi da salotto.
Il "prima non eravamo così" non ha nessun riscontro, c'era solo una recita per nascondere l'istintività più becera, ma dietro la maschera erano anche allora uguali, perché ricordo quando ero bambino e non c'erano gli immigrati odiavano i meridionali (alcuni tuttora), prima che nascessi mi raccontavano i miei che c'era il campanilismo, si odiavano e menavano tra abitanti di paesini vicini. Lo esplicitavano meno perché c'erano le due scuole di pensiero indotto che li tenevano a bada, la chiesa/DC e il partito comunista, sorvegliavano i comportamenti e davano una direzione da seguire ai seguaci. Ma col crollo dei partiti e dell'appartenenza religiosa è sparita quell'inibizione, ipocrita ma socialmente utile, che nascondeva il vero schifoso animo di molti.
Aggiungiamoci il crollo delle sicurezze sociali indotto dal capitalismo finanziario basato sulla speculazione, per cui uno teme di perdere il proprio lavoro perché l'immigrato gli fa una concorrenza al ribasso, allora se la prende con l'immigrato e non con chi organizza questa gara al ribasso, aizzato in questo senso anche da certa politica e propaganda mediatica utile allo scopo, mentre i veri beneficiari della guerra tra poveri si arricchiscono, basta guardare al concentrarsi delle ricchezze sempre più in una cerchia ristretta, con l'impoverimento delle altre fasce sociali.
Perciò anche i discorsi che additano i comportamenti attuali che sento fare dagli esperti e dai preti rimangono belle e condivisibili parole, utopiche e innocue al sistema, finché non si attacca il capitalismo finanziario e lo sfruttamento dei lavoratori.
Perché anche con tutta la cultura del mondo, se non trovi un lavoro fai la fame e se per trovarne uno devi lavorare per uno stipendio da miseria e senza diritti, altrimenti un altro disperato straniero se lo prende lui il posto, non se ne esce.


lunedì 20 aprile 2015

299 - La tribù dei NOI e la tribù dei LORO

Ennesima strage di immigrati clandestini, qualche ora o qualche giorno per dimenticarli e saremo pronti per la prossima.
Riparati dagli schermi tra le nostre piccole sicurezze vediamo un turbinio di: immagini, parole, commenti razzisti, commenti dementi, commenti pietisti, politici col viso contrito che colgono l'occasione per farsi pubblicità, altri politici dispiaciuti cercano le frasi più assennate, giornalisti che fanno il loro lavoro, ...
Gli spettatori a un certo punto cambiano canale, si stancano, c'è di meglio da vedere.
Il problema rimane, come una gigantesca pietra, inamovibile.
Non si sa come fare e si pensa ad altro, e comunque sono dei LORO, mentre noi siamo della tribù dei NOI , loro sono diversi, vengono da un altrove ed è un altro mondo che non sentiamo nostro, se morissero centinaia di nostri simili saremmo più turbati, sarebbero della nostra tribù, ma visto che non è così il fatto ci tocca poco o niente.
Ci proteggiamo con sistemi di allarme, porte blindate, serrature a doppia mandata, catenacci, forze dell'ordine,...e  basta non passare per i quartieri peggiori nelle ore peggiori, basta rintanarsi nelle zone più nostre e non verremo a contatto nella nostra vita privata con la tribù dei loro.
Ma al di là del mare altri disperati vogliono partecipare ala roulette russa dell'immigrazione clandestina e sono pronti per il prossimo giro della morte.
La cosa da fare più giusta e logica sarebbe abbattere ogni frontiera, che ognuno sia libero di andare e venire dove vuole.
Però i recinti che ci siamo creati non lo permettono, sono recinti che abbiamo nelle menti di benestanti occidentali, cresciuti in un benessere che ci ha nutriti trasformando in denaro e buoni spesa il sangue degli sfruttati del terzo mondo, trattandoli per secoli come bestie da massacrare per nutrire il nostro egoismo consumatore
Basterebbe almeno rispettare i diritti umani, visto che vengono attratti qui per essere sfruttati da coloro che approfittano di questo caos per far soldi sui disperati, dai servizi di accoglienza fino al lavoro nero o sottopagato, tramite il quale viene creata una guerra tra i poveri nazionali e quelli stranieri, grazie alla quale chi sta sopra nella scala sociale si arricchisce ancora più di prima, pagando sempre meno i lavoratori e sfruttandoli come degli schiavi.
Inoltre lasciando gli immigrati allo sbando, sottopagati e senza diritti/doveri, si crea una situazione di confusione e di pericolo percepito, che permette a chi comanda di far credere che risolverà il problema dell'immigrazione ad ogni elezione, aiutati in ciò dai mass media controllati o compiacenti. Così la gente chiusa in casa, confusa e impaurita, vota i propri carnefici.
Mentre ogni immigrato che ce la fa con le traversate clandestine diventa un incentivo per partecipare alla roulette russa per gli altri rimasti.
Ragionando con le menti chiuse e dentro le regole che ci legano a questa civiltà perlomeno bisogna non permettere a nessuno di venire clandestinamente, ma riportarli immediatamente tutti indietro e poi tramite le ambasciate dare il permesso di venire regolarmente con un regolare volo di linea a quei profughi che ne hanno il diritto.
Ma soprattutto bisogna pacificare i territori da cui provengono e colpire chi invece ruba le loro risorse.
Però chi ruba le risorse sono le multinazionali che guidano la politica occidentale, i politici non andranno mai contro gli interessi dei propri sponsor.


domenica 27 ottobre 2013

182 - Dalla padella alla brace

Straniero sei capitato male, sei giunto nel regno della merda umana.
Qui troverai chi ti dà una mano solo se con quella mano si è appena pulito il culo.
Se sei un uomo forte ti faranno fare il mulo da soma fino a farti scoppiare a pezzi, e ringrazia e zitto.
Se sei donna ti useranno su letti d'asfalto, poi torneranno con la moglie davanti al telegiornale a dire che gli stranieri fanno schifo e bisogna ricacciarli tutti a casa loro.
E' il regno dell'ipocrisia, del compromesso, delle raccomandazioni, delle ruberie dei politici con il tacito assenso dei cittadini complici, del disinteresse per la cosa pubblica, dell'interesse privato.
Non fermarti qui, vogliamo andarcene anche noi.


giovedì 17 novembre 2011

28 - IMMIGRAZIONE

Oltre al cretinismo dei razzisti il problema è il lavoro nero, col quale viene creata una guerra tra i poveri nazionali e quelli stranieri, grazie alla quale chi sta sopra nella scala sociale si arricchisce ancora più di prima, pagando sempre meno i lavoratori e sfruttandoli come degli schiavi.
Inoltre lasciando gli immigrati allo sbando, sottopagati e senza diritti/doveri, si crea una situazione di confusione e di pericolo percepito, che permette a chi comanda di far credere che risolverà il problema dell'immigrazione ad ogni elezione, aiutati in ciò dai mass media controllati o compiacenti; così la gente chiusa in casa, confusa e impaurita, vota i propri carnefici.