martedì 18 dicembre 2012
domenica 16 dicembre 2012
134 - Campanilismi e nazionalismi
Mi han sempre fatto cagare i campanilismi e i nazionalismi:
"Non mi sento né veneto né italiano, mi sento un uomo solo col cazzo in mano."
(autocit :D )
"Non mi sento né veneto né italiano, mi sento un uomo solo col cazzo in mano."
(autocit :D )
martedì 11 dicembre 2012
lunedì 10 dicembre 2012
132 - Pianisti e barricate, Bologna 1977
Antonio Mariano, il ragazzo che suonò "Chicago" dalle barricate
[Per Francesco Lorusso, Antonio Mariano, Barbara Azzaroni e Valerio Spisso: Emancipate yourselves from mental slavery]
Fosse un film o un romanzo, potrebbe intitolarsi "La leggenda del pianista sulle barricate".
Ma non è un'invenzione narrativa: è successo davvero, e chi c'era ricorda.
Era la sera del 12 marzo 1977, Francesco Lorusso assassinato dagli sgherri di Kossiga, la zona universitaria di Bologna assediata dai carri armati e chiusa dalle barricate. Da una di esse, in via Zamboni, si levano le note di una canzone: "Chicago" di Graham Nash. La registrazione audio di quel momento è da poco riemersa da un qualche scatolone o cassetto.
Molte storie sono nate da quella storia. Era Chicago, o Chopin? Era uno solo, il pianista? E il pianoforte, com'era arrivato all'interno di una barricata? E dov'era?
Molte storie, molte memorie. Connettendo i diversi ricordi, unendo una sfaccettatura all'altra, il disegno alla fine è abbastanza nitido da essere raccontato. Grazie, soprattutto, al lavoro di Enrico Scuro, che con la raccolta delle foto dei "ragazzi del '77" ha riaperto i cancelli della memoria. E liberato qualche frammento di quei sogni rimasti impigliati nel cancello dei denti.
Il pianoforte fu portato fuori dal Conservatorio, e posizionato in via Zamboni, davanti a un locale: questo ha fatto pensare che venisse dal locale. In una narrazione romanzesca (M. Marino, Non sparate sul pianista, Libro Libero, Pavia 1978, p. 26) l'intera barricata viene trasfigurata in un'assemblaggio di strumenti musicali:
Il cielo era nuvoloso a forma di fumo. Quella volta abbiamo fatto una barricata di strumenti musicali. Appartenevano ad un conservatorio. Trombe, clarini, contrabbassi, violini e tamburi, ma il più voluminoso era un meraviglioso pianoforte a coda.
Imponente stava in mezzo alla barricata e sembrava, lui da solo il vero argine che avrebbe impedito che noi fossimo travolti dalla polizia che minacciosi se ne stavano dall'altra parte coi fucili puntati.
Poi è partito un candelotto. Sassi. Fucilate. Pistole. Fucilate. I bossoli volavano sulle teste infuriate e allora mi è parso di sentire una musica. Da dove viene? Viene forse dai nostri gesti, dalla nostra rivolta. Si è vero. È vicina questa musica. Questa musica è in noi.
Più volavano i proiettili, più la musica cresceva, ritmica, imponente, meravigliosa.
Era Antonio che suonava sul pianoforte a coda in mezzo alle barricate la musica che era in noi, e sulla schiena aveva un cartello con su scritto: NON SPARATE SUL PIANISTA.
In realtà il piano non aveva coda: secondo Gianluca Galliani, ex tastierista dei Gaz Nevada, «era uno Steinway 9 Grand Piano, cioè the best del pianoforte. OK, suonarono in 2-3, uno fui io che feci una "Mussorgsky Pictures at an Exhibition" (ma solo la breve promenade) con seguito rock'n'roll vecchio stile "Honky" (non quella di Emerson, ma simile). Gli altri prima di me e dopo, di cui purtroppo non ricordo i nomi».
Uno dei nomi era quello di Claudio Lolli: «Su quel pianoforte ho messo anch'io le mani una notte, pochi minuti amichevoli con lui e, tra i sassi che giravano in aria e i postumi dei manga nella schiena, quel suono spettrale e magico era come se aprisse un'altra dimensione. Forse proprio quella che avevamo sperato di aprire. Chicago o non Chicago, una questione di suono. Coi suoi cani vicini che non abbaiavano mai come se avessero capito che quel pianoforte sotto il portico emetteva dei suoni anomali, non disturbabili».
E poi Antonio Mariano, da Campomarino, vicino Termoli. Lo ricordano tutti come sorridente e gentile, leggermente claudicante a causa di una poliomelite infantile; aveva adottato due cagnolini, uno per sé e uno per il suo amico, e li aveva chiamati Harold e Maude. Si sedette al piano e suonò "Chicago". E qualcuno gridò davvero: NON SPARATE SUL PIANISTA!
Qualcun altro compose dei versi che furono letti su Radio Alice:
Il pianoforte borghese / trascinato sulla strada / fra due barricate / si trova stupito / a suonare note / più calde, più dolci. / Il mogano lucido / circondato dal fumo / sporco dei lacrimogeni. / Ed uno strano pianista / deposti i sampietrini / suona imprevedibile / la sua serenata. / Sul suo capo / sassi e cose passano. / E una voce allarmata / oltre la barricata / più in là 100 metri / "un pianoforte, attenti / può essere nocivo." / Sorridono i compagni e la tensione cala / l'aria si fa più dolce / sul segno lucente / si ammucchiano i pavè. / Il pianoforte borghese / accompagna gli scontri / e si sorprende / più giovane / in mezzo alla strada / guidato da un pianista / senza frac.
Poi, come in una tragedia, la storia fece un altro quarto di giro, e tre mesi dopo la Guzzi rossa su cui Antonio con la sua ragazza stava scendendo al sud toccò un furgoncino in direzione avversa durante un sorpasso, finì fuori strada, e fuori strada portò anche Antonio.
Sfogliando il libro di Enrico Scuro, guardando le foto di 35 anni fa, a volte si viene presi dalla stessa rabbia strascicata in una canzone di Vasco:
Ma non ricordo se chi c'era
aveva queste queste facce qui
non mi dire che è proprio così
non mi dire che son quelli lì!
Qualcuno ha perso i capelli e messo su la pancetta, qualcuno ha fatto di peggio. Qualcuno non c'è più. Qualcuno c'è rimasto, magari entrando in banca e rimanendo inchiodato dal gendarme che avrà anche preso un encomio per aver messo in salvo il capitale: e fa male vedere l'immagine di Valerio al funerale di Barbara.
E qualcun altro ha fatto una morte diversa, rimanendo in banca dalla parte sbagliata: ci sono vite che sono una morte un po' peggiore.
Pochi, forse: ma la metà basterebbe.
Ad Antonio non è capitato di scegliere, non ne ha avuto il tempo. Ma nessuno riuscirebbe a pensarlo dalla parte sbagliata: sarà perché anche "Chicago" è rimasta quella di allora, con Bobby Seale – So your brother's bound and gagged / And they've chained him to a chair - che non s'è pentito e Graham Nash che va ancora a cantare a Occupy Wall Street. Sarà perché quel momento è stato, anche, secondo Claudio Lolli «una epifania del '77 bolognese. Banalizzo: duri, ma con gioia. E quale gioia maggiore può esserci che sentire le note di "Chicago", di notte, nel centro di Bologna invaso dai carri armati? A loro la durezza (anche nostra) a noi invece solo tutta la gioia».
Sarà che qualcosa di quel momento è ancora nell'aria: come le note della violinista che ha suonato di fronte ai gendarmi durante i blocchi in Val di Susa.
E sembra di sentirle ancora, quelle parole:
Somehow people must be free
I hope the day comes soon
Won't you please come to Chicago, show your face
From the bottom of the ocean
To the mountains of the moon
Won't you please come to Chicago, no one else can take your place
We can change the world
Rearrange the world
It's dying - if you believe in justice
It's dying - and if you believe in freedom
It's dying - let a man live his own life
It's dying - rules and regulations
Who needs them, open up the door
* Un grazie di cuore per le informazioni a Claudio Lolli, Ambrogio Vitali, al gruppo fb "Il libro I ragazzi del '77", ai nipoti di Antonio Mariano e ad Enrico Scuro
http://www.youtube.com/watch?v=R08hL3M7dic&feature=youtu.be
mercoledì 5 dicembre 2012
domenica 2 dicembre 2012
130 - Essere
Non siamo, ci crediamo qualcosa e qualcuno, invece siamo dei niente, strutture vuote che il tempo corrode.
Solo pensieri propri espressi in qualche forma possono dare un senso alla struttura, ma purtroppo si sentono quasi sempre vuote repliche di discorsi già sentiti.
Spero solo che il vento porti le mie parole dentro pensieri in costruzione per edificare nuove idee.
venerdì 23 novembre 2012
129 - Gay derisi che si suicidano
C'è troppo conformismo.
Chi devia dai canoni imposti è un corpo estraneo, se non è perché sei gay ti prenderanno in giro per il corpo, per l'abbigliamento, per il cellulare vecchio, perché sei povero, o checazzoneso.
E' un mondo di merda, l'unica è insegnare ai figli a non badare mai agli altri.
C'è la tendenza ad aggregarsi per omologarsi ai canoni che vengono imposti, per poi difenderli odiando i diversi dal branco, diventando così i feroci guardiani della propria schiavitù.
Solo le menti aperte vivono, chi si chiude dentro schemi imposti non esiste.
Chi devia dai canoni imposti è un corpo estraneo, se non è perché sei gay ti prenderanno in giro per il corpo, per l'abbigliamento, per il cellulare vecchio, perché sei povero, o checazzoneso.
E' un mondo di merda, l'unica è insegnare ai figli a non badare mai agli altri.
C'è la tendenza ad aggregarsi per omologarsi ai canoni che vengono imposti, per poi difenderli odiando i diversi dal branco, diventando così i feroci guardiani della propria schiavitù.
Solo le menti aperte vivono, chi si chiude dentro schemi imposti non esiste.
sabato 10 novembre 2012
128 - affetto vaginale
Il cuore maschile batte per la vagina.
Ho notato che una anche se te la fa solo vedere la pensi sempre con affetto, la dimostrazione di vagina crea affetto maschile. Ne sono un esempio le attrici che la facevano vedere negli anni passati, sono ancora ricordate con più affetto dal pubblico maschile di quelle magari più brave artisticamente, ma più caste.
Ho notato che una anche se te la fa solo vedere la pensi sempre con affetto, la dimostrazione di vagina crea affetto maschile. Ne sono un esempio le attrici che la facevano vedere negli anni passati, sono ancora ricordate con più affetto dal pubblico maschile di quelle magari più brave artisticamente, ma più caste.
venerdì 9 novembre 2012
127 - Frank Marino
Frank Marino & the Mahogany Rush - Purple Haze.
Frank Marino, chitarrista italocanadese dallo stile simile a Hendrix dopo che per un overdose di lsd fu ricoverato in ospedale e durante il ricovero Jimi Hendrix gli apparve in sogno.
E' uno dei migliori chitarristi esistenti.
sabato 3 novembre 2012
126 - IL PAESE DELLE MARIONETTE
Nella nostra nazione in tv invitano per la miliardesima volta i cadaveri che facevano successo mezzo secolo fa, per radio trasmettono merdina addomesticata e gli scrittori più venduti sono di solito inutili.
Senza cultura hai solo un futuro da demente leccaculi.
Questo è un paese rimasto fuori dal mondo, con degli utili cerebrolesi lecchini in ogni posto di potere.
Bisogna uscire all'estero per avere un minimo di possibilità che consenta di mangiare e bere, senza fare un lavoro che non ti piace e in cui sei trattato peggio di uno schiavo.
Fuori dall'Italia trovi spesso una dignità derivante da una cultura che da noi non esiste; se guardi anche l'istituzionale David Letterman invita musicisti quasi sempre con un minimo di valore, hanno gusto artistico mentre qua da noi non sanno nemmeno cosa sia.
Ti scontri contro un muro di cemento fatto dall'idiozia degli schiavi consenzienti, proni a ogni volontà del padrone, schiavi che sono i veri cani da guardia del potere.
Senza cultura hai solo un futuro da demente leccaculi.
Questo è un paese rimasto fuori dal mondo, con degli utili cerebrolesi lecchini in ogni posto di potere.
Bisogna uscire all'estero per avere un minimo di possibilità che consenta di mangiare e bere, senza fare un lavoro che non ti piace e in cui sei trattato peggio di uno schiavo.
Fuori dall'Italia trovi spesso una dignità derivante da una cultura che da noi non esiste; se guardi anche l'istituzionale David Letterman invita musicisti quasi sempre con un minimo di valore, hanno gusto artistico mentre qua da noi non sanno nemmeno cosa sia.
Ti scontri contro un muro di cemento fatto dall'idiozia degli schiavi consenzienti, proni a ogni volontà del padrone, schiavi che sono i veri cani da guardia del potere.
giovedì 1 novembre 2012
125 - SOLDI SOLDI SOLDI
Dobbiamo obbligatoriamente concentrarci su come fare soldi soldi soldi.
Senza soldi non mangi, non bevi, non scrivi, non pensi, sei fottuto, uno zombi in mano a chi ne ha, per cui accetti di tutto per sopravvivere perdendo ogni residuo di personalità.
E' tutto organizzato per farci competere in un asta al ribasso tra poveri, vince un lavoro sempre più miserabile chi è disposto a darsi completamente, lo schiavo più sottomesso.
E se invece hai soldi per averli hai dovuto inserirti nel sistema economico, accettandolo, sei fottuto ugualmente, benestante ma fottuto mentalmente.
Sono due lati della stessa medaglia, ma è una medaglia di merda.
mercoledì 24 ottobre 2012
124 - la parte migliore
Il mondo è conquistato dagli stupidi perché sono pieni di arroganza derivata dall'ignoranza; invece quelli che pensano sono pieni di dubbi, ma l'unico dubbio che non bisogna mai avere è di essere noi pensanti quelli inadeguati; siamo la parte migliore, solo che la realtà è stuprata dagli idioti e noi in un angolo ci sentiamo inadeguati e/o ci facciamo di sostanze varie per continuare a sopportare.
domenica 21 ottobre 2012
123 - Nuovo Inno Nazionale
Mi alzo alla mattina
e trovo la brina sui peli della tua vagina,
ci han tagliato acqua gas e luce
non c'è più lavoro nel mondo che produce,
siamo perduti
mangiamo tra i rifiuti,
e se protestiamo perché ci macellano
la testa ci sfracellano,
allora zitti
righiamo dritti,
ci lamentiamo sottovoce sommessamente
moriamo di fame lentamente,
e a chi ci toglie la vita di mano
ci pieghiamo porgendo anche l'ano,
crepiamo obbedienti
a ricchi mafiosi e potenti,
siamo buona gente
ce lo dice anche il presidente,
soffriamo più dei cani
soffriamo da italiani.
sabato 20 ottobre 2012
122 - La genesi della poesia
Prima nascono il cazzo e la figa, i genitali insomma,
poi
se hanno terminazioni nervose particolarmente sviluppate
creano una potente connessione col cervello
e generano poesie:
se stanno bene meravigliandosi delle pozzanghere e delle nuvole scrivono poesie di gioia per ciò che li circonda;
se vengono usati poco e/o male sublimano scrivendo poesie d'amore in maniera ossessiva;
se invece sono genitali disadattati al vivere per le varie vicissitudini della loro esistenza scrivono poesie ribelli a ciò che li circonda, per rigurgitare il proprio disadattamento.
I poeti sono pensanti apparati genito-urinari.
immagine by Prof. Bad Trip
mercoledì 17 ottobre 2012
121 - buoni/cattivi
I buoni sono i cattivi e viceversa.
Se vuoi trovare la vera cattiveria e l'odio va con chi parla d'amore.
Sono le parole che hanno perso il loro significato; buono è comunemente chiamato uno mellifluo e represso, pieno di astio.
Il fatto è che siamo entrambe le cose, tutti.
Però uno all'apparenza cattivo spesso è solamente sincero o lo fa per proteggersi poiché è sensibile.
Vengono indicati come buoni quelli che aderiscono a determinati stereotipi, ma uno di fronte a un mondo finto che dietro alla patina perbenista perpetra le peggiori nefandezze deve essere incazzato, e lo è perché è buono.
La realtà è molto confusa, solo nei film i cattivi hanno la faccia brutta e i buoni vincono.
Quasi sempre quelli arrabbiati e disadattati in un mondo schifoso come quello in cui viviamo si rivelano le persone più interessanti e veramente più buone della media, al di fuori degli stereotipi.
venerdì 12 ottobre 2012
120 - Dio, sesso e divertimento
Supponiamo che esista un dio, se esiste ci ha creati per farci godere, infatti un uomo che non espelle lo sperma per oltre una settimana sviluppa tossine e rischia il cancro, deve avere orgasmi; mentre la donna dovrebbe essere fertile tutti i giorni dell'anno se fosse il dio dei cattolici oppure ci avrebbe fatto andare in calore un paio di volte all'anno come le bestie.
Invece siamo sempre attratti e la fertilità è limitatissima, per rimanere incinta deve farlo ripetutamente fino ad indovinare il giorno giusto, ci costringe a trombare dio, vuole che lo facciamo e spesso.
Inoltre se uno è triste si deprime e si ammala, invece se è allegro ha meno stress ed è più sano.
Quindi se esiste un dio vuole che facciamo sesso e anche che ci divertiamo.
Invece la religione diffonde l'idea di una vita piena di dolori e privazioni in cui sopportare succubi ogni angheria, per avere una ricompensa dopo che si è morti, lo fa per avere una popolazione assoggettata da usare come schiavi idioti. Ma se quando muori troverai veramente un dio, dopo una vita di merda simile, ti manda all'inferno, perciò sarai fregato doppiamente, in vita e in eterno; perché se c'è un inferno ci andranno sicuramente quelli che nella vita non si sono sfogati sessualmente e non si sono divertiti.
giovedì 11 ottobre 2012
119 - Saturati
Saturati, pieni di input inutili, Alvaro Recoba mi danza nel cervello, Davide Mengacci, Alessia Mertz, Sante Licheri, Francis Turatello, Jimmy Il Fernomeno, Mario Pastore, Marina Ripa Di Meana, Lilli Carati, Tito Stagno, Tarcisio Burgnich, Pierino Prati, Nicoletta Orsomando, Susanna Messaggio, Mario Moroder, Pietro Longo, Sammy Barbot, ...................miliardi di nomi e dati popolano le mie cellule cerebrali, tolgono spazio di memoria per dati che sarebbero più importanti.
Ricordo Lola Falana ma non ricordo più il tuo nome, e ti ho appena baciata.
martedì 9 ottobre 2012
118 - oggetti a disposizione
Certe persone più vuoi loro bene e più ti trattano male, vedendoti disponibile abbassano la maschera e fanno vedere il loro vero orrendo volto, ma se ti allontani rimettono la maschera e ti vengono a cercare per ricollocarti tra gli oggetti a disposizione.
Avvicinatevi a un loro orecchio e urlate dentro a squarciagola il più sentito vaffanculo.
Avvicinatevi a un loro orecchio e urlate dentro a squarciagola il più sentito vaffanculo.
domenica 7 ottobre 2012
sabato 6 ottobre 2012
116 - Assassini insospettabili
Quelli che darebbero fuoco agli zingari, che prenderebbero a legnate i neri, che sparerebbero ai drogati; poi repressi e frustrati si rintanano a covare odio dentro le loro vite meschine, e quando capita l'occasione che sono in compagnia e su di giri ecco saltar fuori la merda che contengono.
Poi diranno tutti che erano tanto dei bravi ragazzi, come è potuto accadere, non sapranno darsene spiegazione.
Condurre una vita insulsa da insoddisfatti rancorosi genera i mostri.
venerdì 5 ottobre 2012
114 - social network
Tanti monologhi che si sovrappongono senza un dialogo, benvenuti nell'era dei social network.
Social network pieni di frasi lucenti, cerchioni in lega di parole, piacevoli da vedere e inutili.
Social network pieni di frasi lucenti, cerchioni in lega di parole, piacevoli da vedere e inutili.
giovedì 4 ottobre 2012
mercoledì 3 ottobre 2012
martedì 2 ottobre 2012
110 - cunnilingus & fellatio
cunnilingus, fellatio che termini ridicoli, piacciono alle persone perbene ma se tua figlia rientra a casa all'alba e ti dice:
"Scusa il ritardo ma ho praticato un fellatio a tutti i miei amici"
o se invece dice:
"Scusa il ritardo ma ho succhiato il cazzo a tutti i miei amici"
non vedo differenze, sempre una figlia bocchinara nottambula hai.
E sai la cosa più sconvolgente?
Se le piace fa bene a farlo, non c'è niente di male.
Il fluire della vita e degli istinti non riesci a eliminarli nascondendoti dietro termini ipocriti, anzi peggiori le cose.
Aprire la mente, please, che il tempo a disposizione sta scadendo.
109 - Conoscersi
Mi presento.
Chi sono?
Un nome e un cognome del cazzo non vogliono dire niente, la data di nascita, i luogo dove abito, il lavoro, sono tutte cose insignificanti per capire chi è una persona.
Ci siamo presentati ma non sappiamo niente di chi siamo.
Puoi essere una merda o un diamante, dipende dal tuo cervello, che non conosci nemmeno tu tanto bene.
Come si può fare allora per presentarci e conoscerci?
Bisognerebbe sapere cosa pensa quella persona, e paradossalmente il pensiero di una persona si conosce più a fondo in maniera virtuale che reale, tramite i social network si capisce un minimo che personalità ha.
Ma nella realtà si capiscono cose che virtualmente non si percepiscono, anche solo il modo di muoversi fa capire qualcosa.
Inoltre se si tratta di una persona con cui ci piacerebbe avere dei rapporti sessuali sarebbe essenziale capire bene chi è, invece ci si abbandona un po' all'istinto che però è ostacolato dalle convenzioni sociali; perciò seguendo le convenzioni sociali capita di trovare un qualcosa che non va, di cui non ci importerebbe niente se seguissimo il nostro vero essere, a esempio se un uomo ha i calzini bianchi o una donna è vestita fuori moda vengono visti malissimo in genere (io non ci faccio neanche caso, ma il mio è un comportamento raro), succede di fare marcia indietro rimanendo delusi per queste stupidaggini e ferendo l'altra persona con questo comportamento; è un metodo stupido e ipocrita per conoscerci.
Dovremmo seguire totalmente l'istinto, bisognerebbe apprendere dal comportamento degli animali, dalla loro saggezza innata e fare come i cani, iniziando subito annusandoci a vicenda, fino ai genitali e se piace l'odore iniziare a leccarli, quindi se la cosa è gradevole continuare facendo sesso, sarebbe la maniera più intelligente di conoscerci senza inutili preamboli e senza scambiarci dati superflui, evitando così di comportarci da stupidi umani repressi.
Poi, quando è finito il rapporto passionale, scambiarci i nostri sciocchi dati, nomecognomeresidenzacodicefiscaleecc, solo allora avrebbero un senso, servono per rintracciare la persona in caso di nostalgia per i momenti appena passati, avendo la possibilità di ripeterli o perpetuarli in caso di estasi unica e totale con l'altro.
Ragionare con i genitali invece che con la mente sarebbe un'evoluzione.
Chi sono?
Un nome e un cognome del cazzo non vogliono dire niente, la data di nascita, i luogo dove abito, il lavoro, sono tutte cose insignificanti per capire chi è una persona.
Ci siamo presentati ma non sappiamo niente di chi siamo.
Puoi essere una merda o un diamante, dipende dal tuo cervello, che non conosci nemmeno tu tanto bene.
Come si può fare allora per presentarci e conoscerci?
Bisognerebbe sapere cosa pensa quella persona, e paradossalmente il pensiero di una persona si conosce più a fondo in maniera virtuale che reale, tramite i social network si capisce un minimo che personalità ha.
Ma nella realtà si capiscono cose che virtualmente non si percepiscono, anche solo il modo di muoversi fa capire qualcosa.
Inoltre se si tratta di una persona con cui ci piacerebbe avere dei rapporti sessuali sarebbe essenziale capire bene chi è, invece ci si abbandona un po' all'istinto che però è ostacolato dalle convenzioni sociali; perciò seguendo le convenzioni sociali capita di trovare un qualcosa che non va, di cui non ci importerebbe niente se seguissimo il nostro vero essere, a esempio se un uomo ha i calzini bianchi o una donna è vestita fuori moda vengono visti malissimo in genere (io non ci faccio neanche caso, ma il mio è un comportamento raro), succede di fare marcia indietro rimanendo delusi per queste stupidaggini e ferendo l'altra persona con questo comportamento; è un metodo stupido e ipocrita per conoscerci.
Dovremmo seguire totalmente l'istinto, bisognerebbe apprendere dal comportamento degli animali, dalla loro saggezza innata e fare come i cani, iniziando subito annusandoci a vicenda, fino ai genitali e se piace l'odore iniziare a leccarli, quindi se la cosa è gradevole continuare facendo sesso, sarebbe la maniera più intelligente di conoscerci senza inutili preamboli e senza scambiarci dati superflui, evitando così di comportarci da stupidi umani repressi.
Poi, quando è finito il rapporto passionale, scambiarci i nostri sciocchi dati, nomecognomeresidenzacodicefiscaleecc, solo allora avrebbero un senso, servono per rintracciare la persona in caso di nostalgia per i momenti appena passati, avendo la possibilità di ripeterli o perpetuarli in caso di estasi unica e totale con l'altro.
Ragionare con i genitali invece che con la mente sarebbe un'evoluzione.
giovedì 27 settembre 2012
giovedì 20 settembre 2012
giovedì 13 settembre 2012
106 - mode
Mode, anche se alternative sono sempre mode, inseguendo strade imposte da altri speri così di appartenere a un gruppo, d'essere riconosciuto tramite codici sociali come persona avente le caratteristiche veicolate dai simboli che sfoggi, ma le persone che hanno un'identità solo tramite degli oggetti o simboli hanno anche una totale assenza di autonomia del pensiero.
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