Se apprezzate e volete offrirmi una birra o una pizza, vi ringrazio immensamente:

martedì 5 marzo 2013

154 - apprendere

Tutto quello che ho capito è che bisogna imparare tanto e continuare sempre a imparare, apprendendo cose nuove ogni giorno, ma bisogna anche scordarselo, occorre scordarsi di sapere e seguire l'istinto.
Così, con un substrato da cui pescare e senza le barriere delle convenzioni inculcate, il pensiero può correre libero e selvaggio scovando idee preziose e originali.

venerdì 1 marzo 2013

153 - Come diventare poeti famosi


Milioni di poesie vagano, milioni di poeti sognano, ognuno vorrebbe un attimo di attenzione, una carezza all'ego, almeno un dito in culo di notorietà.
Ma come emergere in questo mare in tempesta agitato tra assopita indifferenza e sogni supponenti?
E ci sono le leggi del mercato che devi seguire obbediente, per pubblicare poesie che criticano le leggi del mercato e chi le segue obbediente.
Mi dicono gli esperti che le poesie non interessano a nessuno, solo a un ristretto pubblico, al massimo vendi poche migliaia di copie in Italia se sei un poeta famosissimo nell'ambiente.
E poi cos'è questa smania di pubblicare un libro che leggeranno poche persone, che spesso sono quelle che già ti conoscono? Mi pare che sia un desiderio di essere accettati socialmente, si desidera concretizzare i propri pensieri in un oggetto-libro, che socialmente dà un'immagine e un ruolo di scrittore. Si passa così agli occhi delle persone che incontriamo ogni giorno da sbandato/drogato/alcolizzato/facciadimmerda a poeta/scrittore/intelligentone , ci si immagina realizzati, si suppone che le persone dell'altro sesso ci assaliranno pervase dallo spasmodico desiderio di accoppiarsi con noi. Tutto ciò solo pubblicando un libro col nostro nome in bella mostra, con i nostri pensieri che entreranno in tanti altri cervelli accendendo scintille di ribellione, la ribellione si propagherà e la popolazione si rivolterà contro il sistema capitalistico che ci opprime, annientandolo, rendendo il mondo un posto più vivibile, venderemo tantissimi libri diventando talmente miliardari che pure le dive di Hollywood si prenoteranno per donarci un fellatio.
Sogni, illusioni, speranze di poveri umani asociali, che si aggrappano disperati a quelle parole scritte con fatica, spremendo la propria intelligenza per cercare un senso alla propria esistenza, in questa tempesta che velocemente attraversiamo lungo il tragitto figadimadre-cassadamorto.
Ma al di là delle spiritosaggini e delle malinconiche constatazioni, come fare per far conoscere ciò che si scrive?
COSE IMPORTANTI DA TENERE SEMPRE PRESENTI:
1 - Non farsi influenzare dalle convenzioni sociali e cominciare a non agognare troppo la pubblicazione di un libro cartaceo, tenendo presente in ogni caso che ci sono editori che ti pubblicano senza spendere un centesimo, perciò non pagare niente né accettare di dover vendere copie obbligatoriamente, loro sono imprenditori e devono assumersi il rischio, se invece i costi li scaricano su di te sono solo dei furbastri che vogliono sfruttarti, tutti sono capaci di fare gli imprenditori senza rischiare niente e facendo mettere materia prima (poesie) e soldi che coprano la pubblicazione al lavoratore (in questo caso l'aspirante poeta che ha lavorato per creare quelle poesie).
2- Se vuoi farti conoscere tramite i social network o un sito o un blog puoi tranquillamente raggiungere più gente di tutti i libri del poeta più di successo italiano.
3 - Usa qualsiasi mezzo ti piaccia usare per farti conoscere, realizzando video, cd, serate nei pub, serate poetiche, festival dei motociclisti o della birra, serate di streap-tease, leggendo le poesie al mercato o di notte alle mignotte lungo i viali, ogni occasione è buona per diffondere ciò che vuoi dire.
4 - È importante usare la creatività tenendo presente il mercato attuale; se le trasformi in canzoni o le sistemi dentro un testo teatrale hai più possibilità di guadagnarci qualcosa, o anche una trasmissione di poesie in una rete televisiva locale che col digitale si sono moltiplicate e si creano spazi che avrebbero notevoli potenzialità. Ricordiamoci che nonostante il web la televisione è ancora quella che muove le scelte delle persone, esempio Wislawa Szymborska è andata in testa alla classifica dei libri più venduti dopo che Saviano si è messo a leggere in televisione le sue poesie, prima se gliela nominavi credevano fosse un codice fiscale.
QUINDI:
la poesia ha un enorme potenziale, tutti quelli che apprezzano gli aforismi, quelli che si leggono i testi delle canzoni, quelli che apprezzano i testi rap, cercano parole che abbiano un significato, che trasmettano qualcosa; ricordiamoci il famoso festival dei poeti a Castel Porziano (ROMA) nel 1979 invaso da migliaia di persone, molti perché pensavano ci fosse Patti Smith allora all'apice del successo, ma anche quelli cercavano parole significative.
Il problema principale è che quando uno cerca poesia trova dei sapientoni esaltati, che usando paroloni desueti rompono i coglioni spesso senza dire niente, creando solo cumuli di merda secca. Ci vuole invece una poesia che raggiunga le persone senza perdere un grammo della propria forza, anzi acquisendone dalla semplicità.
La poesia di merda secca danneggia la vera poesia e la diffusione di qualsiasi genere poetico.
Uno che comincia a interessarsi di poesia attraverso le forme più accessibili poi, se gli piacciono, si avvicinerà anche alle forme più complesse.



domenica 24 febbraio 2013

152 - il voto

Gli scrutatori scrutano gli scroti ai votanti,
democrazia moneta fasulla in cambio dell'annullamento;
sono un votante, illuso,
già sorge un senso di nausea,
uso matite copiative con schede variopinte,
sacralità nei gesti,
immagino pronte tv e rotative,
immagino un risultato eclatante e straripante
o forse la solita asfissiante merda fumante.
Risalgono i dubbi mentre torno a casa.
Un nulla, il nulla, nulla che annulla ogni volta ogni cosa.
Istituzioni che piegano le volontà,
dentro le regole si perdono le residue speranze.
Sempre.
Guarderò alla tv chi sale e chi scende, con i commenti dei commentatori in calore.
E penserò che ho deciso, ho contribuito a scegliere chi mi rappresenterà nella tragica farsa.


giovedì 21 febbraio 2013

151 - Riflessioni su facebook




Oggi sono 2 anni esatti dalla mia iscrizione a facebook, il 21/2/2011, stavo pensando a cosa è successo in questi due anni. Mi ha fatto conoscere molte persone interessanti; ho ripreso a scrivere che avevo abbandonato per cui mi sono fatto i blog e hanno più visite di quel che pensavo; stanno per uscire due libri: una raccolta di poesie e una di racconti a cui partecipo e un libro di poesie "Lardichella Road poetry" è già uscito l'anno scorso con 5 mie poesie; ho partecipato alla creazione della superlativa rivista fanzine Negazioni; e ho fatto un libro virtuale con Angela Caporaso che, parlandone senza ritegno, lo considero un capolavoro assoluto, ne sono molto orgoglioso; come anche di tutto il resto, tranne qualche scemenza scritta a scopo ludico soprattutto sulla mia pagina satireggiando che potevo risparmiarmela, a volte qualcuno si è offeso, ma chi non sa ridere me lo appendo insieme a chi non sa ragionare.
Devo dire che prima di fb non credevo ci fossero così tante persone che la pensano in maniera simile a me, constatando che è una scemenza classificare la gente in base a età o titolo di studio, si vedono persone cresciute per strada che sembrano dei professori da tante cose sanno e dei plurilaureati completamente stupidi che al massimo ripetono come pappagalli le cose che si ricordano di quanto hanno studiato, o ci sono giovani di ventanni che fanno discorsi migliori e più sensati di chi ha 3 o 4 volte la loro età. Potrebbe servire a questo un social network, ad abbattere tutti i pregiudizi cancellando i luoghi comuni; leggendo i pensieri che scrivono le persone si riesce a conoscere sotto molti aspetti meglio una persona qui che per strada o in un bar, vedendo che non siamo poi tanto diversi o inconciliabili.
Invece molti non capiscono un cazzo, vedo cretinate che speravo sepolte, razzismi, frasi di merda, fascismi, odi senza senso.
Siamo più simili di quel che pensiamo noi esseri umani, però molte persone non sono esseri umani, bensì pezzi di merda che non riescono a parlare senza dire scemenze.
Ma le persone migliori che conosciamo emettono una luce che mette in ombra tutti gli stronzi del mondo.
Ho fatto anche il lieto fine come gli amerikani, posso pubblicarlo.

lunedì 18 febbraio 2013

150 - Wendy O. Williams



Wendy Orlean Williams, (28 maggio 1949 – 6 aprile 1998)  si faceva chiamare Wendy O. Williams per avere la sigla WOW, è stata una cantante punk metal con il gruppo Plasmatics e come solista.
Nata a New York, a 16 anni scappa di casa e girovaga per diversi anni negli Usa e in Europa facendo vari lavori dal cucire bikini in Colorado, alla cuoca a Londra,  alla spogliarellista a New York.
Nel 1976 entra  nel cast dello spettacolo "Captain Kink Theatre" di Rod Swenson e con lui un paio di anni dopo forma i Plasmatics, che con Swenson come manager e Wendy come cantante debuttano nel 1978 sulla scena punk di New York esibendosi al CBGB con spettacoli che riempiono il locale e si distinguono per la loro trasgressione,  nel 1979 Wendy partecipa anche a un film hard in cui esibisce la sua capacità di lanciare con i muscoli vaginali delle palline da ping pong.
I  loro spettacoli diventano famosi per la loro trasgressiva carica selvaggia oltre ogni limite conosciuto: chitarre tagliate con la motosega, esplosioni sul palco di casse, di televisori e persino di automobili , oltre alle provocazioni di Wendy che seminuda simula rapporti sessuali.
Nel gennaio 1981 a Milwaukee, venne arrestata e picchiata dalla polizia per essersi esibita sul palco in simulazioni di rapporti sessuali col seno ricoperto solo di schiuma da barba; dal suo rilascio comincerà durante gli spettacoli a coprirsi i capezzoli con del nastro adesivo nero.
Nel 1982 esce con un disco singolo in coppia con il suo amico Lemmy Kilmister dei Motorhead.
I Plasmatics incontravano spesso difficoltà per esibirsi dal vivo e vengono banditi anche a Londra, questo porterà alla decisione di sciogliere il gruppo.
Gene Simmons dei Kiss produce nel 1984 "WOW", il debutto da solista di Wendy . Nel 1985 viene nominata per il premio Grammy come miglior voce femminile. Nel 1986 partecipa al film indipendente considerato un capolavoro "Reform School Girls".
Riunisce i Plasmatics nel 1987 per il concept album "Maggot: The Record", in cui lei vegetariana convinta e arrabbiata si scaglia contro il consumismo, l'album racconta la storia horror ironica di una famiglia borghese divorata dai vermi.
Nel 1991 si ritira dalle scene e va a vivere col suo compagno Rob Swenson nel Connecticut, si occupa della riabilitazione di animali e scrive libri di ricette vegetariane per promuovere un'alimentazione più sana; in uno show televisivo, a cui partecipa per portare avanti la sua battaglia per un cibo sano, accusa la famosa produttrice di biscotti Debby Fields di essere simile a uno spacciatore di eroina per i danni causati dallo zucchero bianco che mette nei suoi prodotti.
Depressa per l'insensibilità dell'umanità che definisce cinica e superficiale, tenta di suicidarsi nel 1993 piantandosi a martellate un coltello nel petto, nel 1996 ci riprova con un'overdose di efedrina, nel 1998 mette la testa in un sacchetto di nylon affinché non si disperdano i pezzi per facilitare quelli che la ritroveranno e con una pistola si spara.
Il suo amico di sempre Lemmy Kilmister le dedicherà la canzone "No Class" nell'album live del 1999 dei Motorhead  "Everything Louder Than Everyone Else".


Album con i Plasmatics:
New Hope for the Wretched ( LP 1980)
Beyond the Valley of 1984 (LP 1981)
Metal Priestess (mini-LP 1981)
Coup d'Etat (LP 1982)
Maggots: The Record (LP 1987)

Album da solista:
W.O.W. (LP, 1984)
Kommander of Kaos (LP, 1986)
Deffest! and Baddest!  (LP, 1988)






















sabato 9 febbraio 2013

149 - Bisogna informarsi


Trovo paradossalmente molto complice del potere dire che la gente deve informarsi su ogni cosa, per sapere come deve comportarsi;  non si può avere la pretesa che un povero disgraziato, che si fa il culo come la capanna dello zio Tom per vivere e mantenere la famiglia, debba anche mettersi a cercare le informazioni giuste quando si ritira a casa stanco morto e con mille pensieri. E' lo stato che deve garantire una vita serena e sicura, sono diritti inalienabili come anche il diritto a un'informazione senza censure che difenda i cittadini. Invece sono spesso collusi con la peggiore gente proprio quelli che devono garantirci, che noi paghiamo per proteggere i nostri diritti. Sono proprio loro che aiutano i criminali a toglierci tutto. Deevi informarti su quanto si comportano male, ma anche se lo fai loro rimangono lì mentre tu ti rodi il fegato inutilmente dalla rabbia.
Bisogna muoversi tutti per difendere i propri diritti, delegare all'informazione è già un atteggiamento passivo che presuppone guardare dal di fuori, essere spettatore e non protagonista della propria storia.
Si può cominciare non tacendo mai di fronte a un'ingiustizia, non votando mai per quelli che avete anche solo sentito nominare mandandoli via tutti dopo solo un mandato, e nazionalizzando tutte le attività essenziali: banche, case farmaceutiche, ecc, alla cubana, in modo che non ci siano speculazioni sui bisogni essenziali delle persone.
Inoltre i corrotti a qualsiasi livello vanno allontanati, prendendoli a calci in culo.


martedì 5 febbraio 2013

148 - Siano lodati i falliti

Sento spesso anche persone che reputo intelligenti lamentarsi dicendo: Sono un fallito.
Uno che ci prova non è mai un fallito, e soprattutto fallito è una parola orrenda imposta dal sistema capitalistico con cui si cerca di denigrare facendo sentire a disagio chi non si adegua e non si inserisce nella competizione.
Io vorrei scardinarlo questo sistema per cui: lode ai falliti, stima a tutti quelli considerati falliti dai servi del potere, ma che non saranno mai dei falliti per loro stessi e per chi vede le cose senza i paraocchi.

foto di andreasfinottis



martedì 22 gennaio 2013

147 - compra, compra

Comprati qualcosa oggi, un oggetto qualsiasi che desideri averlo, compratelo e vedrai che stai meglio per qualche minuto, e poi comprane un altro, e un altro ancora,...sempre col cervello spento per non avere pensieri, immersi nella soave demente beatitudine del limbo dei centri commerciali, basta comprare qualcosa per sentirsi un po' bene, per dimenticarsi delle angosce, per dimenticarsi di esistere.


lunedì 14 gennaio 2013

146 - sessualità predatoria



Bisognerebbe uscire dalla mentalità inculcata da religioni e pubblicità che negano una libera sessualità, ma la impostano su impulsi contraddittori, tra sensi di colpa/peccato e desideri possessivi/predatori per l'oggetto desiderato.
È una semplificazione rassicurante indicare lo stupratore come persona disturbata mentalmente, invece la violenza è latente in molti e basta un episodio per scatenarla, perché sono persone altrimenti normalissime che hanno la loro vita sociale. Ricordiamoci che la stragrande maggioranza delle violenze avviene in famiglia o tra ex partner; in quel momento avevano bisogno di soddisfare il loro desiderio e l'altro è stato visto come l'oggetto da usare, dimenticando di ledere un essere umano.
La mentalità possessiva è perciò alla base della sessualità distorta e sbagliata.
Noi con i nostri comportamenti siamo la società.
La sessualità è più libera che decenni fa ma certe contraddizioni rimangono, per cui quelli mentalmente più deboli ne subiscono le conseguenze. Sento moltissimi, anche fra  i giovani, chiamare troia una che è libera sessualmente disprezzandola, invece un uomo che ha un identico comportamento lo ammirano, non c'è stata un'evoluzione mentale di pari passo con i costumi.
I media con l'immagine che forniscono della donna, che deve essere piacente e rientrare dentro certi canoni estetici necessari per essere nel ruolo di oggetto desiderato, altrimenti verrà derisa ed emarginata, contribuiscono ad aizzare le menti più condizionabili, per far loro desiderare i prodotti abbinati alle trasmissioni, veicolandone la vendita tramite il desiderio sessuale, ecco allora lo svilimento della donna come persona e il desiderarla come un oggetto da avere. Infatti nelle trasmissioni devono sembrare più sceme e disponibili possibile, per far immaginare ai mentecatti che aderendo a quello stile di vita e quindi prendendo quei prodotti accederanno a quelle donne, le vendite vengono stimolate dal desiderio sessuale.
Per non parlare della donna nelle religioni.
Basterebbe comprendere che siamo tutti persone, siamo tutti esseri umani, siamo tutti maschi/femmine/gay/lesbiche/trans.
Siamo unici, autonomi e non possedibili.
Bisogna insegnare a non voler possedere, a non obbligare, a non catalogare nessuno; inoltre insegnare anche di spegnere più spesso la televisione.

venerdì 11 gennaio 2013

145 - Dibattito politico


Stamattina mi sento un idiota, ieri sera ho buttato via una cosa preziosa: tre ore di vita.
Tre ore di vita per vedere un programma televisivo imperdibile assolutamente perdibile.
Tre ore di noia passate come spettatore di un obsoleto teatrino fatto da gente vecchia, fuori dal tempo in cui viviamo, estranei alla nostra vita.
Se si guarda un vecchio imbonitore datosi per opportunismo alla politica gli si dà comunque un'importanza che non merita, lo si considera uno con cui dialogare.
Guardare i programmi politici è scendere al loro livello, cosa sempre da evitare.


martedì 8 gennaio 2013

144 - ammore

Uno dei comportamenti più insopportabili è quel cancellarsi per aspirare a una vita di coppia da telefilm, sognarla, ottenerla, parlarne continuamente: ...ammore ammore ammore...
Praticamente è come cagare in pubblico, fa schifo, se due vogliono farlo lo facciano ma non se ne vantino, non rompano il cazzo con l'amore.
Poi ci sono quelli che li guardano con invidia e dicono è possibile, bisogna fare così, ma è come non fare un cazzo aspettando di vincere alla lotteria, e considerando la situazione in pratica sono guardoni passivi di chi caga in pubblico l'ammore.
Invece muovi il culo, conosci gente, prendi botte, allora puoi trovare una compagna di viaggio con cui stai bene, e sarà buon per te, ma comunque una faccenda personale e nemmeno l'unica ragione di vita,  perché quando lo è significa che sei vuoto come una borsa di nylon.


143 - Flycat con Sara Tommasi: Cacciamo i mercanti dal tempio


Flycat, un writer milanese, esordisce nel rap e nel video del suo primo singolo è con Sara Tommasi



sabato 5 gennaio 2013

142 - Monti


A mio modesto parere Monti è stato peggio di Berlusconi, di Andreotti, di Craxi, di Mussolini. E ho citato i 4 capi di governo che mi fanno più schifo in assoluto. Almeno un minimo di considerazione per la popolazione ce l'avevano, anche per motivi populistici.
Monti non taglia nessun spreco, nessun stipendio d'oro, nessun privilegio di banche e preti, appartiene a quella casta che ci tiranneggia e sopravvive facendo morire le persone comuni, sia mentalmente che fisicamente. Come non bastasse grazie a lui è aumentato il debito pubblico ed è diminuita la produttività, quindi più tasse da pagare e meno lavoro per tutti. Un disastro.


mercoledì 2 gennaio 2013

141 - arte


Io mi fotografo il cazzo, ne faccio una gigantografia, la espongo sulla pubblica piazza, la gente che passa la guarda, nascono polemiche e discussioni, divento famoso e mi stimano per la notorietà acquista.
Una notorietà del cazzo.
Così è molta arte moderna.

lunedì 31 dicembre 2012

140 - Ruoli predeterminati


La normalità della realtà è folle, sono comportamenti indotti eseguiti senza ragionare, un autolesionismo di massa, e se obietti sei tu quello deviato, pazzoide, allora ecco il modulo prestampato per la carriera di folle disadattato, look e stupefacenti per interpretare il ruolo e perciò avere caratteristiche grazie alle quali i guardiani del potere ti possono perseguitare agevolmente. 
Accettare di recitare dei ruoli in questa farsa è la vera pazzia, la vera saggezza è cercare di essere sé stessi fuori da ogni schema, socializzando solo con gente simile a noi.

giovedì 27 dicembre 2012

139 - Dischi


Ci sono dischi che vanno oltre il loro valore artistico e diventano una parte di te, rappresentano un periodo del tuo tempo e riascoltandoli riportano dentro quei momenti come una macchina del tempo mentale, Carly Simon con Boys In The Trees lo è per me.
L'ho preso a metà anni 80, anni dopo la pubblicazione avvenuta nel 1978, era tra i dischi in offerta a poche lire, venni attirato dalla bellezza malinconicamente autunnale della copertina, un immenso salone con foglie morte e lei che si fa fotografare in varie pose, mi rappresentava un presagio della fine di un periodo collettivo con un ritiro nel privato.
Nonostante fosse un genere che di solito apprezzo poco, ascoltandolo mi ha affascinato ed è diventato la colonna sonora di un pezzo della mia vita, un tassello del mosaico di spazio-tempo che ho vissuto e si è inglobato indelebilmente nel mio DNA.


138 - Tasse e sprechi


Si potrebbero togliere quasi tutte le tasse senza sforzi: togliendo l'8 per mille alla chiesa e l'ora di religione nelle scuole, sveltendo la burocrazia e la giustizia, mettendo i registratori di cassa nei circoli che fanno attività di bar o discoteche, regolarizzando la prostituzione affinché paghi le tasse come negli altri paesi europei, idem col cinema hard, e soprattutto riducendo stipendi e pensioni d'oro di politici e appartenenti alle varie caste, eliminando anche gli sprechi di auto blu e benefici assurdi.
Ma il grosso da recuperare lo si trova nelle società che operano in Italia però con sedi in paradisi fiscali e in tutto il denaro che viene nascosto all'estero cominciando dalla Svizzera.
Se facessimo così pagheremmo il debito pubblico e diverremmo una nazione ricca.
Chiesa, multinazionali e parassiti vari sono il problema.


venerdì 21 dicembre 2012

137 - L'attività di vitale importanza

Tutto il mistero della vita, tutto ciò che ci spinge ad andare avanti contro ogni avversità, ciò che ci fa sentire vivi e ci dà forza è: l'import/export di sperma.

mercoledì 19 dicembre 2012

136 - L'amore vero

Donne! Se cercate il vero amore prendetevi un disoccupato, oltre a fare un'opera di bene meritoria sarete sicure che sarà autentico amore.
Infatti se scegliete un lavoratore potreste scegliere il suo lavoro e non lui, se è un medico o se è un bracciante agricolo spesso fa la differenza  il lavoro, confondendovi scegliete per convenienza, ma la persona che c'è dietro la conoscerete dopo anni e in genere vi deluderà.
Invece un disoccupato se lo amate è per la persona che è, quindi sarete sicure che sarà un vero, puro e limpido amore.


martedì 18 dicembre 2012

135 - Rassegnandoti

Rassegnandoti al vivere come gli altri perdi te stesso.

Anita Ekberg, foto modificata da andreasfinottis

domenica 16 dicembre 2012

134 - Campanilismi e nazionalismi

Mi han sempre fatto cagare i campanilismi e i nazionalismi:
"Non mi sento né veneto né italiano, mi sento un uomo solo col cazzo in mano."
(autocit   :D )





martedì 11 dicembre 2012

133 - TRAPPOLE

C'è sempre qualcosa nella vita che cerca di chiuderci, di intrappolarci, ed è una gabbia che è stata costruita da noi.
Quando ci conformiamo a idee non nostre che ci vengono imposte, reprimiamo il nostro istinto e ci ingabbiamo da soli.



lunedì 10 dicembre 2012

132 - Pianisti e barricate, Bologna 1977


Antonio Mariano, il ragazzo che suonò "Chicago" dalle barricate


di Girolamo De Michele (Carmillaonline)

[Per Francesco Lorusso, Antonio Mariano, Barbara Azzaroni e Valerio Spisso: Emancipate yourselves from mental slavery]

Fosse un film o un romanzo, potrebbe intitolarsi "La leggenda del pianista sulle barricate".
Ma non è un'invenzione narrativa: è successo davvero, e chi c'era ricorda.
Era la sera del 12 marzo 1977, Francesco Lorusso assassinato dagli sgherri di Kossiga, la zona universitaria di Bologna assediata dai carri armati e chiusa dalle barricate. Da una di esse, in via Zamboni, si levano le note di una canzone: "Chicago" di Graham Nash. La registrazione audio di quel momento è da poco riemersa da un qualche scatolone o cassetto.

Molte storie sono nate da quella storia. Era Chicago, o Chopin? Era uno solo, il pianista? E il pianoforte, com'era arrivato all'interno di una barricata? E dov'era?
Molte storie, molte memorie. Connettendo i diversi ricordi, unendo una sfaccettatura all'altra, il disegno alla fine è abbastanza nitido da essere raccontato. Grazie, soprattutto, al lavoro di Enrico Scuro, che con la raccolta delle foto dei "ragazzi del '77" ha riaperto i cancelli della memoria. E liberato qualche frammento di quei sogni rimasti impigliati nel cancello dei denti.
Il pianoforte fu portato fuori dal Conservatorio, e posizionato in via Zamboni, davanti a un locale: questo ha fatto pensare che venisse dal locale. In una narrazione romanzesca (M. Marino, Non sparate sul pianista, Libro Libero, Pavia 1978, p. 26) l'intera barricata viene trasfigurata in un'assemblaggio di strumenti musicali:

Il cielo era nuvoloso a forma di fumo. Quella volta abbiamo fatto una barricata di strumenti musicali. Appartenevano ad un conservatorio. Trombe, clarini, contrabbassi, violini e tamburi, ma il più voluminoso era un meraviglioso pianoforte a coda.
Imponente stava in mezzo alla barricata e sembrava, lui da solo il vero argine che avrebbe impedito che noi fossimo travolti dalla polizia che minacciosi se ne stavano dall'altra parte coi fucili puntati.
Poi è partito un candelotto. Sassi. Fucilate. Pistole. Fucilate. I bossoli volavano sulle teste infuriate e allora mi è parso di sentire una musica. Da dove viene? Viene forse dai nostri gesti, dalla nostra rivolta. Si è vero. È vicina questa musica. Questa musica è in noi.
Più volavano i proiettili, più la musica cresceva, ritmica, imponente, meravigliosa.
Era Antonio che suonava sul pianoforte a coda in mezzo alle barricate la musica che era in noi, e sulla schiena aveva un cartello con su scritto: NON SPARATE SUL PIANISTA.

In realtà il piano non aveva coda: secondo Gianluca Galliani, ex tastierista dei Gaz Nevada, «era uno Steinway 9 Grand Piano, cioè the best del pianoforte. OK, suonarono in 2-3, uno fui io che feci una "Mussorgsky Pictures at an Exhibition" (ma solo la breve promenade) con seguito rock'n'roll vecchio stile "Honky" (non quella di Emerson, ma simile). Gli altri prima di me e dopo, di cui purtroppo non ricordo i nomi».
Uno dei nomi era quello di Claudio Lolli: «Su quel pianoforte ho messo anch'io le mani una notte, pochi minuti amichevoli con lui e, tra i sassi che giravano in aria e i postumi dei manga nella schiena, quel suono spettrale e magico era come se aprisse un'altra dimensione. Forse proprio quella che avevamo sperato di aprire. Chicago o non Chicago, una questione di suono. Coi suoi cani vicini che non abbaiavano mai come se avessero capito che quel pianoforte sotto il portico emetteva dei suoni anomali, non disturbabili».

E poi Antonio Mariano, da Campomarino, vicino Termoli. Lo ricordano tutti come sorridente e gentile, leggermente claudicante a causa di una poliomelite infantile; aveva adottato due cagnolini, uno per sé e uno per il suo amico, e li aveva chiamati Harold e Maude. Si sedette al piano e suonò "Chicago". E qualcuno gridò davvero: NON SPARATE SUL PIANISTA!
Qualcun altro compose dei versi che furono letti su Radio Alice:

Il pianoforte borghese / trascinato sulla strada / fra due barricate / si trova stupito / a suonare note / più calde, più dolci. / Il mogano lucido / circondato dal fumo / sporco dei lacrimogeni. / Ed uno strano pianista / deposti i sampietrini / suona imprevedibile / la sua serenata. / Sul suo capo / sassi e cose passano. / E una voce allarmata / oltre la barricata / più in là 100 metri / "un pianoforte, attenti / può essere nocivo." / Sorridono i compagni e la tensione cala / l'aria si fa più dolce / sul segno lucente / si ammucchiano i pavè. / Il pianoforte borghese / accompagna gli scontri / e si sorprende / più giovane / in mezzo alla strada / guidato da un pianista / senza frac.

Poi, come in una tragedia, la storia fece un altro quarto di giro, e tre mesi dopo la Guzzi rossa su cui Antonio con la sua ragazza stava scendendo al sud toccò un furgoncino in direzione avversa durante un sorpasso, finì fuori strada, e fuori strada portò anche Antonio.

Sfogliando il libro di Enrico Scuro, guardando le foto di 35 anni fa, a volte si viene presi dalla stessa rabbia strascicata in una canzone di Vasco:

Ma non ricordo se chi c'era
aveva queste queste facce qui
non mi dire che è proprio così
non mi dire che son quelli lì!

Qualcuno ha perso i capelli e messo su la pancetta, qualcuno ha fatto di peggio. Qualcuno non c'è più. Qualcuno c'è rimasto, magari entrando in banca e rimanendo inchiodato dal gendarme che avrà anche preso un encomio per aver messo in salvo il capitale: e fa male vedere l'immagine di Valerio al funerale di Barbara.
E qualcun altro ha fatto una morte diversa, rimanendo in banca dalla parte sbagliata: ci sono vite che sono una morte un po' peggiore.
Pochi, forse: ma la metà basterebbe.
Ad Antonio non è capitato di scegliere, non ne ha avuto il tempo. Ma nessuno riuscirebbe a pensarlo dalla parte sbagliata: sarà perché anche "Chicago" è rimasta quella di allora, con Bobby Seale – So your brother's bound and gagged / And they've chained him to a chair - che non s'è pentito e Graham Nash che va ancora a cantare a Occupy Wall Street. Sarà perché quel momento è stato, anche, secondo Claudio Lolli «una epifania del '77 bolognese. Banalizzo: duri, ma con gioia. E quale gioia maggiore può esserci che sentire le note di "Chicago", di notte, nel centro di Bologna invaso dai carri armati? A loro la durezza (anche nostra) a noi invece solo tutta la gioia».
Sarà che qualcosa di quel momento è ancora nell'aria: come le note della violinista che ha suonato di fronte ai gendarmi durante i blocchi in Val di Susa.
E sembra di sentirle ancora, quelle parole:

Somehow people must be free
I hope the day comes soon
Won't you please come to Chicago, show your face
From the bottom of the ocean
To the mountains of the moon
Won't you please come to Chicago, no one else can take your place
We can change the world
Rearrange the world
It's dying - if you believe in justice
It's dying - and if you believe in freedom
It's dying - let a man live his own life
It's dying - rules and regulations
Who needs them, open up the door


* Un grazie di cuore per le informazioni a Claudio Lolli, Ambrogio Vitali, al gruppo fb "Il libro I ragazzi del '77", ai nipoti di Antonio Mariano e ad Enrico Scuro
http://www.youtube.com/watch?v=R08hL3M7dic&feature=youtu.be

mercoledì 5 dicembre 2012

domenica 2 dicembre 2012

130 - Essere


Non siamo, ci crediamo qualcosa e qualcuno, invece siamo dei niente, strutture vuote che il tempo corrode.
Solo pensieri propri espressi in qualche forma possono dare un senso alla struttura, ma purtroppo si sentono quasi sempre vuote repliche di discorsi già sentiti.
Spero solo che il vento porti le mie parole dentro pensieri in costruzione per edificare nuove idee.


venerdì 23 novembre 2012

129 - Gay derisi che si suicidano

C'è troppo conformismo.
Chi devia dai canoni imposti è un corpo estraneo, se non è perché sei gay ti prenderanno in giro per il corpo, per l'abbigliamento, per il cellulare vecchio, perché sei povero, o checazzoneso.
E' un mondo di merda, l'unica è insegnare ai figli a non badare mai agli altri.
C'è la tendenza ad aggregarsi per omologarsi ai canoni che vengono imposti, per poi difenderli odiando i diversi dal branco, diventando così i feroci guardiani della propria schiavitù.
Solo le menti aperte vivono, chi si chiude dentro schemi imposti non esiste.



sabato 10 novembre 2012

128 - affetto vaginale

Il cuore maschile batte per la vagina.
Ho notato che una anche se te la fa solo vedere la pensi sempre con affetto, la dimostrazione di vagina crea affetto maschile. Ne sono un esempio le attrici che la facevano vedere negli anni passati, sono ancora ricordate con più affetto dal pubblico maschile di quelle magari più brave artisticamente, ma più caste.


venerdì 9 novembre 2012

127 - Frank Marino


Frank Marino & the Mahogany Rush - Purple Haze.
Frank Marino, chitarrista italocanadese dallo stile simile a Hendrix dopo che per un overdose di lsd fu ricoverato in ospedale e durante il ricovero Jimi Hendrix gli apparve in sogno.
E' uno dei migliori chitarristi esistenti.


sabato 3 novembre 2012

126 - IL PAESE DELLE MARIONETTE

Nella nostra nazione in tv invitano per la miliardesima volta i cadaveri che facevano successo mezzo secolo fa, per radio trasmettono merdina addomesticata e gli scrittori più venduti sono di solito inutili.
Senza cultura hai solo un futuro da demente leccaculi.
Questo è un paese rimasto fuori dal mondo, con degli utili cerebrolesi lecchini in ogni posto di potere.
Bisogna uscire all'estero per avere un minimo di possibilità che consenta di mangiare e bere, senza fare un lavoro che non ti piace e in cui sei trattato peggio di uno schiavo.
Fuori dall'Italia trovi spesso una dignità derivante da una cultura che da noi non esiste; se guardi anche l'istituzionale David Letterman invita musicisti quasi sempre con un minimo di valore, hanno gusto artistico mentre qua da noi non sanno nemmeno cosa sia.
Ti scontri contro un muro di cemento fatto dall'idiozia degli schiavi consenzienti, proni a ogni volontà del padrone, schiavi che sono i veri cani da guardia del potere.




giovedì 1 novembre 2012

125 - SOLDI SOLDI SOLDI



Dobbiamo obbligatoriamente concentrarci su come fare soldi soldi soldi.
Senza soldi non mangi, non bevi, non scrivi, non pensi, sei fottuto, uno zombi in mano a chi ne ha, per cui accetti di tutto per sopravvivere perdendo ogni residuo di personalità.
E' tutto organizzato per farci competere in un asta al ribasso tra poveri, vince un lavoro sempre più miserabile chi è disposto a darsi completamente, lo schiavo più sottomesso.
E se invece hai soldi per averli hai dovuto inserirti nel sistema economico, accettandolo, sei fottuto ugualmente, benestante ma fottuto mentalmente.
Sono due lati della stessa medaglia, ma è una medaglia di merda.