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martedì 16 agosto 2016

325 - Italia, medaglia d'oro nei soldi pubblici sprecati

Le medaglie olimpiche le dobbiamo pagare e care.
L'Italia è la nazione europea che paga di più chi vince una medaglia: 150mila euro l'oro, 75mila l'argento, 50 mila il bronzo. Oltre a essere gli atleti quasi tutti appartenenti alle varie forze dell'ordine, quindi a carico dei contribuenti. Tra l'altro siamo già primi al mondo come densità di forze dell'ordine, con il più alto rapporto poliziotti per abitante. Essendo sempre tra i primi nelle classifiche degli sprechi di denaro pubblico, non stupiamoci se abbiamo il debito pubblico tra più grandi del mondo e se subiamo una tassazione esagerata.

Fonti:
http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-06-17/05.spm

http://www.repubblica.it/speciali/olimpiadi/rio2016/2016/08/15/news/olimpiadi_medaglie_quanto_valgono-146031424/



mercoledì 10 agosto 2016

324 - L'orto sinergico

L’Orto Sinergico è un metodo scoperto dall'agricoltrice spagnola  Emilia Hazelip che si ricollega al filone della Permacoltura (coltura permanente, eterna, equilibrata ed inesauribile, non consumistica) ed alle ricerche relativamente recenti sull’ impoverimento del suolo a causa dell’ abuso-uso agricolo meccanico-chimico da parte dell’ uomo.
Gli attuali metodi di coltivazione ISOLANO le piante artificialmente in zone monoqualitative ed in filari massimizzati sul terreno, e le incoraggiano ARTIFICIALMENTE nello sviluppo, scavando e modificando il terreno naturale, usando fertilizzanti sulle piante desiderate, usando diserbanti sulle piante ritenute dannose, usando pesticidi contro più piccole forme di vita animale ritenute potenzialmente dannose per le piante desiderate; il risultato e’ quello di avere nei supermercati frutta e verdure visivamente perfette, ma inconsistenti dal punto di vista del gusto (con minori quantità di elementi nutritivi utili contenuti), oltre che parzialmente tossiche per la salute umana (veleni occasionalmente non rilevati, non ancora proibiti, o tollerati in basse dosi dalla legge).
Aggiornati studi microbiologici evidenziano il fatto che LE PIANTE CRESCENDO E VIVENDO SUL SUOLO CREANO SPONTANEAMENTE UN SUOLO PIU’ FERTILE DI PRIMA, grazie a residui organici ed attività chimica.
La terra, oltre che dalle piante, e’ resa fertile anche da vari microrganismi, batteri, lombrichi, funghi.
La Hazelip ha strutturato un metodo di coltivazione che promuove meccanismi di AUTOFERTILITA’ del terreno, SENZA BISOGNO DI ARARE oppure di CONCIMARE, ne di separare le piante (pur facendo attenzione a collegarle in modo compatibile e collaborativo tra loro).

Esistono chimiche inimmaginabili nella natura.. alcune piante emettono tossine persino verso esemplari della loro stessa specie, una volta sviluppatesi in un dato territorio … altre piante emettono sostanze preziosissime solo per altre specifiche varieta’ o specie.

A differenza delle usuali coltivazioni agricole industriali, in un orto sinergico le PIANTE PERENNI CONVIVONO CON le PIANTE STAGIONALI, e la stessa verdura e’ presente CONTEMPORANEAMENTE A DIVERSI STADI (persino decomposta a nutrire uno stesso esemplare in fiore).

La copertura dell’ orto sinergico e’ una copertura organica permanente, messa per promuovere meccanismi naturali di autofertilizzazione ed autoaerazione.

A integrazione dell’articolo guardate ii due video di Marilia Zappalà, socia fondatrice dell’ Associazione Basilico, nata nel 2002 con l’obiettivo di sostenere la creazione di eco-villaggi, diffondere i metodi dell’agricoltura naturale e della permacultura, praticare stili di vita ecologici.



Gli organismi presenti in un suolo spontaneamente nell’ orto sinergico non sono visti come un pericolo, ma come un pregio da coltivare nel modo migliore a supporto del massimo sviluppo agricolo (sinergia).

Solitamente in questo tipo di orti l’ irrigazione viene applicata con la tecnica ”a goccia” (tubi forati sotto la pacciamatura, interrati, o meglio ancora poggiati, sul terreno delle piante), senza sprecare quantità d’ acqua nell’ aria o sulle foglie, oltre che senza rischiare di slavare sostanze nutritive utili dal corpo della pianta o dal terreno… in questo modo si risparmia molta acqua.

Con questa tecnica ”a goccia” si risolvono i soliti problemi derivanti dalla bagnatura della parte aerea delle piante (le foglie bagnate, soprattutto con il caldo, perdono sali a causa dell’ evaporazione dell’ acqua che da esse assorbe automaticamente delle sostanze preziose per il processo micro-idraulico chiamato osmosi) e si riduce lo choc termico (il rapido passaggio dal caldo intenso, specie se la pianta viene scaldata direttamente dai raggi del sole, al freddo dell’ acqua d’innaffiamento, specie se poggiata sulle foglie, può far morire qualche esemplare e stressarne altri, come per le congestioni estive dei bagnanti).

Si dispone direttamente sul terreno da coltivare un tubo di 16 mm di diametro, lungo la zona da irrigare, a formare un anello che la circonda (se molto estesa creare una spirare destrogira) e si praticano dei fori con un punteruolo ogni 15cm. , poi si ricopre con una pacciamatura (foglie secche e rametti naturali che mantengono al suolo l’ umidità d’ estate ed il calore d’ inverno).

La natura lasciata a sé stessa e’ in grado di produrre frutti abbondanti senza diminuire la fertilità della terra … soltanto quando l’ uomo comincia a coltivare si verifica la diminuzione progressiva della fertilità, che poi rende necessaria la fertilizzazione esterna artificiale (tradizionale o chimica).

Nell’ orto sinergico quindi NON SI ZAPPA NE SI ARA il terreno, e non si concima con concimi organici ne’ (ovviamente) chimici.

Evitando lavorazioni artificiali e seminando una gran varietà di piante la fertilità del terreno aumenta anno dopo anno.

Quando ariamo la terra provochiamo sempre un ingresso nel sottosuolo (ricco di Humus e forme vitali ANAEROBICHE utili) di una grande quantità di ossigeno che ”BRUCIA” subito la stragrande maggioranza dei microorganismi che popolavano il terreno.

Alan Smith, un microbiologo australiano, ha dimostrato come arare la terra danneggi i cicli nutritivi del suolo.

E’ importante dividere nettamente la zona dove si passa per lavorare da quella dove invece crescono le piante coltivate sinergicamente … in questo modo si evita di compattare il suolo calpestandolo.

Nella zona coltivata si mantiene la terra sempre ricoperta da uno spesso strato di pacciamatura (meglio un misto di materiale di recupero o di riciclo: paglia, rametti, carta non tossica, foglie morte) che ha la stessa funzione delle foglie morte sul suolo di un bosco.

La pacciamatura trattiene una basilare umidità del suolo, combatte la crescita delle erbe spontanee causando ombra sul terreno, proteggere la fertilità del suolo dal dilavamento della pioggia, evita l’ effetto di compattamento del suolo quando piove violentemente (pioggia battente).

I materiali usati per i bordi dei campi sono naturali (legno, muretti a secco, senza calce e cemento) o addirittura siepi di piante… allo stesso modo si usano salici o ginestre al posto dei laccetti (inquinanti) in plastica e metallo.

I principi dell’agricoltura sinergica sono:

- non arare ne zappare

- non compattare il suolo

- non concimare

- piantare e seminare insieme almeno tre specie diverse di piante.

Il sistema di coltivazione della Hazelip e’ chiamato ”agricoltura sinergica” perchè prende in considerazione i vantaggi della sinergia tra diverse piante (sinergia = energie collaboranti concettualmente unibili in una sola energia per un unico scopo collettivo … le piante si aiutano a vicenda come in una simbiosi allargata e varia).

Per avere la sinergia ottimale di solito si seminano insieme:

1) almeno una LEGUMINOSA (legumi), come i ceci, le lenticchie, i fagioli, i piselli.

Le leguminose, tramite un batterio che cresce nelle loro radici, HANNO LA CAPACITA’ DI FISSARE L’ AZOTO ATMOSFERICO NEL SUOLO (principale nutrimento di tutte le piante).

2) almeno una LILIACEA (intorno agli altri due tipi di piante), come l’ aglio, la cipolla, il porro, lo scalogno (piccola cipolla rossa allungata, detta anche ”cipolla romana”).

Le liliacee TENGONO LONTANI I BATTERI per le loro caratteristiche chimico-biologiche.

3) almeno una verdura comune al centro della zona seminata, mantenendo una giusta distanza minima tra le piante (perchè non si ”soffochino” reciprocamente).

SAREBBE MEGLIO COLTIVARE ANCHE DEI FIORI nella stessa zona seminata: la Calendula ha una potente attività antibatterica, il Piretro ed il Nasturzio tengono invece lontane le formiche.

Le Erbe Spontanee (classicamente chiamate ”erbacce”) possono aiutare a trattenere umidità nel suolo (con le loro radici) e sono da rimuovere (a mano e generalmente senza sradicare completamente) e sfoltire SOLO NEL CASO CHE SOFFOCHINO IL NOSTRO SEMINATO GERMOGLIANTE O ADOMBRINO LE NOSTRE PIANTE COLTIVATE E I LORO FIORI-FRUTTI.

Naturalmente alcune erbe spontanee non sono aggressive-infestanti, oppure sono medicinali, oppure commestibili, in questi casi ovviamente NON vanno assolutamente danneggiate (al massimo sfoltite in modo mirato ed utilizzate).

Probabilmente se un certo tipo di erba spontanea nasce accanto ad alcune nostre piante coltivate e NON ACCANTO AD ALTRE, allora quella pianta sarà in armonia con le altre da noi seminate, e difficilmente vi saranno tossine naturali di competizione reciproca.


I prodotti dell’ orto sinergico sono proporzionali alla bontà del suolo iniziale, ma eccellono in qualità ed intensità di sapori, inoltre aumentano esponenzialmente (seppur lentamente, negli anni) anche in quantità del raccolto.

E’ possibile creare qualcosa di simile a delle fioriere (fondamentale su terreni particolarmente rocciosi).. saranno costruite in legno e non avranno base (niente fondo, collegate al terreno sottostante) … prima si arerà o vangherà il terreno, poi si creerano le ”fioriere” alte circa trenta centimetri e larghe circa un metro e sessanta centimetri (esistono delle ”proporzioni auree” in matematica geometrica e numerologica, ma non so se sono state ancora applicate anche alle proporzioni di costruzione di tali ”fioriere”) … le ”fioriere” verranno subito ricoperte di paglia o compostaggio (dopo la semina) per i motivi detti prima.

La paglia in particolare, decomponendosi, produce miceli (filamenti vegetali, agglomerati filiformi di funghi) che proteggono le piante coltivate da vari aggressori microbiologici.

La cellulosa contenuta nella paglia, poi, costituisce un alimento o un apporto di carbonio per i microrganismi terrestri compatibili con la crescita delle piante e favorisce lo sviluppo di batteri benefici.

Per una coltivazione sinergica possiamo usare paglia di grano o di tutti gli altri cereali.

Se utilizzassimo paglia pressata, questa andrebbe aerata bene prima dell’uso, per evitare un eccessivo isolamento termico del terreno.

PER LA PACCIAMATURA PROTETTIVA (strato biodegradabile di protezione del suolo), oltre alla (1) PAGLIA, possiamo utilizzare anche:

(2) FOGLIE SECCHE: escludendo le foglie di eucalipto, che possono inibire lo sviluppo dei microrganismi, si possono usare tutte le foglie.

Foglie di rovere, castagno, quercia, noce, si possono utilizzare anche come pacciamatura, ma anch’ esse insieme a foglie di altri alberi.

Solo gli aghi di pino e di altre conifere sono in generale da evitare, salvo eccezioni (sempre mescolati con altri materiali e solo se non si dispone di altro materiale) come nella pacciamatura della fragola o in terreni con un pH molto basico.

(3) CANNE: si utilizzano spezzettandole.

Anche diverse piante acquatiche come l’Enea e tutte le Typhaceae vanno bene.

Si raccolgono una o due volte l’anno quando sono verdi o quando sono già adulte e (solo se) secche.

(4) CARTA: meglio se lasciata all’ aperto (meglio se mista ad altri materiali) per un certo periodo prima della frammentazione e posa in opera finale, e meglio se di pura cellulosa, senza additivi chimici o coloranti.

In Europa solitamente possiamo anche utilizzare la carta dei quotidiani tagliata in strisce (utilizzando le tagliadocumenti da ufficio : macchine per la distruzione di documenti che tagliano la carta in piccolissime striscie), dal momento che l’inchiostro dei giornali dei paesi OCCIDENTALI NON contiene piombo.

Però bisogna evitare carte colorate o brillanti come quelle delle riviste, perchè contengono metalli pesanti e sono tossiche per l’ uomo.

(5) SEGATURA: in estate viene regalata dalle industrie della lavorazione del legno, ma bisogna fare attenzione che non provenga da legname trattato o incollato.

Se vogliamo spendere in sicurezza, anche il pellet (combustibile recente per stufe ottimizzate a doppia combustione), essendo costituito da legname pressato garantito come NON TRATTATO, dovrebbe essere un buon pacciamante, ma va prima triturato e lasciato all’ aperto a riprendere la sua forma naturale.

Per evitare che le piante soffrano di carenza d’azoto, e’ bene distribuire la segatura fresca stesa anche dove si cammina, sui percorsi lasciati liberi per il passaggio dei coltivatori (o dei visitatori dell’ orto sinergico), in modo che subisca una prima decomposizione, evitando di depauperare il terreno dall’ azoto, e dopo un anno, a segatura scura, la si potrà aggiungere alla pacciamatura dell’aiuola.

(6) ALTRI MATERIALI COMPATIBILI: per esempio PICCOLI RAMI raccolti nei boschi o piccoli scarti del legname, (sterpaglie di bosco, di siepi, di piante potate) scarti di produzione della viticoltura triturati, ed in certi casi anche residui di noccioli di ulivo dei frantoi, comuni CARTONI, nonostante siano trattati con vari tipi di colla, e persino piume e lana di pecora.

Mischiare i materiali garantisce sempre di non eccedere negli eventuali errori di posa in opera!



Qualsiasi sia la pacciamatura, e’ bene porla anche come copertura anche ai bordi delle ”fioriere”, tra le stesse ed il ”passaggio di lavoro-visitatori”, in modo che il calore e l’ umidità vengano trattenuti nel terreno anche ai bordi delle diverse zone agricole sinergiche.

Per quanto riguarda l’ irrigazione a goccia troveremo in commercio diversi tipi di tubi con gocciolatoi molto complicati che, oltre a costare tanto, a lungo termine subiscono l’ ostruzione degli ugelli per i depositi di calcare o le impurità contenute nell’acqua.

Pur essendo di buona qualità tali attrezzature sono infatti studiate e realizzate essenzialmente per l’agricoltura chimica ciclica, dove ogni volta che si cambia coltivazione, tubi e gocciolatori vengono rimossi e puliti con acidi.

Per una permacultura (permanente) sinergica (armoniosa) sono più utili i tubi in polietilene, a bassa pressione e non forati: sono molto più economici oltre che più adatti.

Per dare acqua alle ”fioriere senza fondo” sinergiche e’ consigliabile utilizzare tubi da 12mm ai 16mm di diametro che, una volta forati, vanno fatti correre a 10cm dai bordi alti delle aiuole, e fissati al terreno con forcine di metallo.

I fori, alla distanza di 20-30cm tra loro, possono essere praticati con un sottile chiodo arroventato o un trapano con punta 1.5-2mm, vanno rivolti verso il basso e posti sotto la pacciamatura (con due prese d’acqua in ognuno degli estremi dell’aiuola o, se le dimensioni della superficie da irrigare e la pressione dell’acqua lo consentono, vanno posti a circuito chiuso).

Per ogni giuntura-attacco idrico porremo una valvola per il controllo del flusso dell’acqua dal tubo principale di diametro maggiore, che farà da portante per tutti i tubi forati più piccoli posti sopra alle aiuole.

Una volta installati, i tubi per l’irrigazione a goccia resteranno in loco permanentemente, ed in caso di otturazioni basterà semplicemente rifare altri fori. Se il campo e’ in discesa sarà bene stabilire sezioni di irrigazione, magari consultare anche un esperto in idraulica per evitare problemi futuri.

Sarebbe meglio non usare acqua corrente in modo da poter annaffiare a temperatura ambiente (anche se l’ acqua corrente dinamizzata potrebbe essere utile ad energizzare le forme di vita vegetali).

I sistemi di annaffiamento tradizionale (con l’ annaffiatoio per zone tipo ”aiuole rialzate” o col tubo per zone più grandi) sono meno efficaci del sistema ”a goccia” perchè accelerano la decomposizione della pacciamatura, oltre che dilavare sostanze nutritive dalle foglie e a volte anche dal terreno, sprecando poi molta acqua inutilmente.

Ricordiamoci di porre la pacciamatura dopo la semina, oppure di affrettare la semina subito dopo la pacciamatura.

Il periodo migliore per semine e trapianti e’ indubbiamente la primavera, ma anche l’autunno può andare bene.

Bisogna saper osservare ed interagire con i ritmi della natura per collaborare con essa… badiamo al clima anche nella semina, e chiediamo consiglio ai contadini vicini che conoscono le specifiche cronotopiche del luogo (quali periodi e quali piante sono migliori … per quale zona di terra, più o meno ricca chimicamente o più o meno riparata dal sole, o dal vento, anche se nel nostro caso la pacciamatura e la coltivazione sinergica ci avvantaggia molto e rendono la geomorfia dei luoghi quasi equivalente).

Il terreno ha bisogno primariamente di RADICI per stare bene, quindi SE IL NOSTRO ORTO E’ PRONTO, NON ESITIAMO A SEMINARE o trapiantare, anche se il periodo non sembra ottimale, oppure volendo possiamo utilizzare le Piante Pioniere come la Senape Bianca, LE PIANTE DA FORAGGIO, LE COSTE, LE CICORIE, ecc ecc, che si adattano più di altre a suoli poveri e permettono di MIGLIORARLI con la semplice e sola loro presenza.

Il manto artificiale-naturale della pacciamatura tende ad imitare la natura, invece di modificarla: il terreno sano in natura e’ sempre coperto.. un manto verde per la prateria, una copertura di foglie nel bosco .. solo nelle zone percorse da molti animali o dall’ uomo la terra naturale diventa nuda (spoglia a causa del calpestio).

La nostra pacciamatura incoraggia, tra gli altri organismi utili, i LOMBRICHI, che, resi più attivi dalla nostra protezione, aiutano il terreno ad arieggiarsi in modo sostenibile (senza bruciare tutte le forme di vita anaerobe come con l’ aratura) e ad arricchirsi grazie ai loro escrementi, prezioso nutrimento chimico-minerale per le piante.

Lo spessore ottimale della pacciamatura potrà essere ancora migliore se adeguato dinamicamente ad ogni stagione (in inverno di spessore maggiore) ad ogni momento produttivo dei vegetali presenti (prima di seminare o trapiantare piantine in primavera, si apriranno dei piccoli varchi nella pacciamatura, per permettere al terreno di assorbire raggi solari e scaldarsi prima di ricevere i semi, poi la pacciamatura sarà mantenuta rada ed arieggiata finché le piantine non si saranno sviluppate abbastanza, per poi intensificare di nuovo la pacciamatura in estate se il sole sarà troppo intenso ed il terreno caldissimo) ed al tipo di vegetali (ad esempio porri e carciofi richiedono una copertura maggiore di quella richiesta per le varietà di insalata).

Alla posa in opera iniziale della pacciamatura e’ consigliabile innaffiare subito, per favorire la sua aderenza al terreno.

Come detto prima alcune erbe infestanti durante la crescita potranno essere rimosse o sfoltite (deradicate dolcemente solo se incompatibili con una specifica verdura) e nel raccogliere i vegetali coltivati si eviterà l’ eradicazione (o si praticherà l’ eradicazione delicata nel caso di tuberi commestibili).

Per combattere l’ esplosione demografica di alcuni parassiti indichiamo suggerimenti erboristici (ma nell’ orto sinergico ben tenuto NON e’ assolutamente necessario) :

- Macerato d’ Ortica(eventualmente anche con Equiseto) per combattere le infestazioni di afidi o di ragnetto rosso su: fagioli, piselli, fragole ecc.

- preparati a base di Quassio che agiscono per ingestione determinando nei parassiti un breve periodo di inappetenza e la successiva morte in 2-3 giorni.

Agiscono contro la cavolaia e tutti i bruchi in genere, mentre sono totalmente innocui per gli insetti predatori, gli animali a sangue caldo, l’uomo.

- alternando Propoli in soluzione ammoniacale con propoli in Soluzione Idroalcoolica si evitera’ il proliferare di: cocciniglie, afidi, tignole, carpocapsa, minatori fogliari, ragnetto rosso, vari altri parassiti animali prevenendo malattie fungine come ruggine, ticchiolatura, monilia, oidio.

La somministrazione in questo caso va effettuata dopo la cascola naturale dei frutticini (ancora verdi) degli alberi, che si verifica generalmente 20-25 giorni dopo la caduta dei petali, ed eventualmente dopo l’ asportazione manuale dei frutti deformi, troppo ammassati, rovinati o gia’ beccati dagli uccelli (tale selezione non fa parte della strategia sinergica, ma potrebbe comunque essere in armonia con i bisogni naturali della pianta).

Un altro elemento ”polivirtuoso” di un orto sinergico e’ quello di costruire ripari per gli uccelli e luoghi naturali dove nidificare al meglio (gli uccelli aiutano a ridurre la quantità di insetti dannosi nell’ orto).

Il coltivatore deve agire come UNO SCIENZIATO CHE COLLABORA CON LA NATURA e cerca di imitarla!

Secondo me sarebbe bene anche ORGANIZZARE UNA SERIE DI ESPERIMENTI SISTEMATICI sull’ interazione fra COPPIE di singole specie (e sottospecie) di piante, in quantità significative di eventi e soggetti osservati… tu hai tempo? perchè non lo fai e prepariamo insieme un piccolo libro (magari gratuito o ad offerta libera) per divulgare i risultati?

Man mano che troverò informazioni più precise sulle singole interazioni tra DUE tipi di vegetali le pubblicherò qui (mandatemele se le conoscete).

Tornando all’ argomento generale ricordo anche che piantando vegetali con tipi di radici diverse per forma e profondità, si agisce in armonia con la natura, senza chimiche artificiali o modifiche meccaniche del suolo, e si evita il compattamento del terreno che viene aerato dalle radici stesse.

Se, infine, vogliamo che il nostro orto sinergico sia pienamente permaculturale, ricordiamo di preferire il riutilizzo al riciclo (se usiamo vetro o altre sostanze riciclabili, proviamo ad usarle nella loro forma primaria, senza ”scomporle e ricomporle” sprecando energia, come avviene comunque nel riciclaggio, sciogliendo il vetro col calore e poi rimodellandolo), di usare ciò che l’ ambiente SPECIFICO ci offre facilmente (non materiali o piante provenienti da chissadove), informandoci e tramandando più possibile le tecniche tradizionali del posto dove operiamo… infine cerchiamo di fare in modo che sia anche visivamente BELLO, che ci trasmetta significati positivi, che ci stimoli emozioni costruttive, che unisca la creatività artistica alla saggezza naturale, in una risonanza reciproca.

 Bruno Bruglia
e-mail: riordinare@yahoo.it





sabato 6 agosto 2016

323 - LEGGI ITALIANE

In Italia siamo pieni di leggi confuse e contraddittorie, che faticano a capire persino gli addetti ai lavori.
Per esempio se un ragazzino mette della pubblicità sul suo sito internet certi commercialisti dicono che fin quando ha raggiunto i 4.800 euro di guadagno basta solo dichiararli come introiti, dopo quella cifra si deve fare la partita iva, che però viene a costare minimo 5mila euro all'anno, così uno quel poco che ha incassato deve spenderlo per farsi la partita iva. Però altri dicono che la partita iva devi fartela subito, anche se guadagni pochi euro, perché si tratta di un'attività continuativa in quanto la pubblicità e visibile 24 h al giorno. Altri dicono che non è vero. Ecc Ecc.
Alla fine uno fa in nero, o va all'estero o non fa niente e quelle pubblicità se le incassano dei siti esteri che si rivolgono al medesimo target. Autolesionismo statale al massimo.
Oppure se pubblichi un libro qui in Italia devi mandarne anche delle copia alle biblioteche nazionali e regionali, certi dicono una copia certi due , a ogni modo diceva uno che ci lavorava che questi libri vengono presi e buttati all'ammasso, diventano irreperibili nel caos dei giganteschi magazzini pagati con i soldi dei contribuenti per questa inutile legge, assurda nell'epoca degli ebook e di internet, con siti e blog che pubblicano a vengono letti più dei libri.
Oppure se giro col cane sui sedili posteriori dell'auto la legge dice che si può circolare se non disturba la guida, però mi è capitato un paio di volte di essere fermato dai dei carabinieri che mi volevano fare la multa per il cane, dicono che devo mettere una rete per impedirgli di saltare sui sedili anteriori, ho fatto notare che è un cane anziano, piccolo, cieco e zoppo, non riesce neanche a salire sul sedile se non lo metto io, figuriamoci se salta da dietro fino a quello anteriore, oltre al fatto che mi ascoltava anche da giovane e se dico di stare li ci sta. Però potrei portarlo comunque senza rete, mentre loro vogliono che la metta.
Potrei fare altri esempi, ma il senso è sempre quello.
Creano leggi demenziali e confuse con lo scopo di tiranneggiare, così uno non è mai certo e teme sempre di essere perseguitato, spingendolo ad arruffianarsi con chi ha un qualche potere per sopravvivere in questa melma schifosa, che sta soffocando questa disgraziata nazione.


martedì 2 agosto 2016

322 - IL VOLTO DELL'ASSASSINO

Sabato mattina 2 agosto 1980, diciottenne senza patente, dovevo andare a fare un giro a Bologna  ma ho rinunciato, stanco e mezzo stordito poiché avevo dormito poco. Così sono rimasto a letto, ho perso l'autobus che mi portava alla stazione ferroviaria di Rovigo, dove prendevo il treno per Bologna. Però anche se ci andavo arrivavo a Bologna prima e alle 10.25 ero fuori dalla stazione, a meno che non avessi trovato qualcuno che conoscevo e mi fossi fermato a parlare con lui; oppure se prendevo il treno successivo arrivava dopo, trovavo già l'esplosione e la stazione chiusa, sarei rimasto bloccato dentro il treno per ore, tra Ferrara e Bologna.
85 morti e oltre 200 feriti.
Il più grave attentato terroristico nella storia della Repubblica Italiana.
Quello che mi dispiace maggiormente oggi è vederla definita come una strage fascista, fermandosi così agli esecutori materiali, dimenticando i mandanti e gli organizzatori. Nel dopoguerra, dalla strage di Portella della Ginestra del primo maggio 1947 in poi, se unite i punti fermi si delinea il volto dell'assassino: la commistione tra pezzi dello stato, servizi segreti, P2, criminalità organizzata e fascisti.
Ricordiamo che a Bologna ci sono state altre due stragi:
il 4 agosto 1974, la strage del treno Italicus, San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna, 12 morti e 48 feriti; e il 23 dicembre 1984, la strage del treno rapido 904, nello stesso posto dell'attentato del 1974; 16 morti e 266 feriti.
Riporto un episodio significativo relativo alla strage del 1974:
"Il 9 agosto 1974 arriva alla Questura di Roma la testimonianza di Rosa Marotta, titolare di una ricevitoria del Lotto di via Aureliana a Roma. La donna avrebbe ascoltato, qualche giorno prima della strage, la telefonata fatta da una ragazza nel suo locale, riguardante un attentato in preparazione:
«Le bombe sono pronte… da Bologna c'è il treno per Mestre, là trovi la macchina per passare il confine... stai tranquillo… i passaporti sono pronti…». I dirigenti dell'ufficio politico della capitale accertano rapidamente chi era la ragazza autrice della telefonata, Claudia Ajello, non aspettandosi però che questa fosse una collaboratrice del Sid e che lavorasse in un ufficio del Servizio segreto in via Aureliana.
La ragazza, interrogata dal Pm ben tre giorni dopo, afferma di non aver assolutamente parlato di bombe e che la telefonata era rivolta alla madre in partenza per un viaggio che prevedeva il trasferimento da Roma a Mestre in treno. La Ajello fornisce però versioni contrastanti con quelle dei suoi superiori del Servizio segreto, anche riguardo al motivo dell'utilizzo di un telefono pubblico invece dell'apparecchio presente nell'ufficio del Sid. Verrà rinviata a giudizio per falsa testimonianza. Inoltre verrà accertato il suo ruolo all'interno del Sid, non semplice traduttrice, ma infiltrata all'interno dell'ambiente degli studenti greci e del PCI, sezione di Casal Bertone, cui si era iscritta."
(tratto da Wikipedia).

4 agosto 1974. Nella notte una bomba esplode nella vettura numero 5 dell'espresso Roma-Brennero. I morti sono 12 e i feriti circa 50, ma una strage spaventosa è stata evitata per questione di secondi: se la bomba fosse esplosa nella galleria che porta a San Benedetto Val di Sambro i morti sarebbero stati centinaia. Racconta un testimone della strage: «Il vagone dilaniato dall'esplosione sembra friggere, gli spruzzi degli schiumogeni vi rimbalzano su. Su tutta la zona aleggia l'odore dolciastro e nauseabondo della morte». I due agenti di polizia che hanno assistito alla sciagura raccontano: «Improvvisamente il tunnel da cui doveva sbucare il treno si è illuminato a giorno, la montagna ha tremato, poi è arrivato un boato assordante. Il convoglio, per forza di inerzia, è arrivato fin davanti a noi. Le fiamme erano altissime e abbaglianti. Nella vettura incendiata c'era gente che si muoveva. Vedevamo le loro sagome e le loro espressioni terrorizzate, ma non potevamo fare niente poiché le lamiere esterne erano incandescenti. Dentro doveva già esserci una temperatura da forno crematorio. 'Mettetevi in salvo', abbiamo gridato, senza renderci conto che si trattava di un suggerimento ridicolo data la situazione. Qualcuno si è buttato dal finestrino con gli abiti in fiamme. Sembravano torce. Ritto al centro della vettura un ferroviere, la pelle nera cosparsa di orribili macchie rosse, cercava di spostare qualcosa. Sotto doveva esserci una persona impigliata. 'Vieni via da lì', gli abbiamo gridato, ma proprio in quel momento una vampata lo ha investito facendolo cadere accartocciato al suolo»

"Piazza bella piazza. Uno dei momenti più alti e drammatici di questo disco incredibile e coraggioso.
Una delle scene più indimenticabili di tutta una vita. Dieci bare in fila sul sagrato della chiesa. E davanti, fermi, immobili nei loro completi scuri, impenetrabili, il sindaco di Bologna, il presidente della repubblica Giovanni Leone, il segretario della DC Amintore Fanfani, tanti ufficiali, politicanti. Dietro di loro tutta una città riunita, raccolta, ostile. Dapprima ondeggiante di sdegno, poi rumorosa di fischi, grida, ululati. Che si trattiene a stento dal trascendere. Dal travolgere le istituzioni presenti."
Jonathan Gustini, da: Claudio Lolli, la terra la luna e l'abbondanza, edizioni Stampa Alternativa, p. 115.
Piazza bella piazza, ci passò una lepre pazza... è una filastrocca popolare toscana che la madre di Claudio Lolli, originaria di Grosseto, cantava sempre al figlio.

Piazza, bella piazza
ci passò una lepre pazza,
uno lo cucinò, uno se lo mangiò,
uno lo divorò, uno lo torturò,
uno lo scorticò, uno lo stritolò,
uno lo impiccò
e del mignolino ch'era il più piccino
più niente restò.

Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza...

Ci passarono dieci morti
i tacchi, e i legni degli ufficiali,
teste calve, politicanti
un metro e mezzo senza le ali,
ci passai con la barba lunga
per coprire le mie vergogne,
ci passai con i pugni in tasca
senza sassi per le carogne.

Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza...

Ci passò tutta una città
calda e tesa come un'anguilla,
si sentiva battere il cuore,
ci mancò solo una scintilla;
capivamo di essere tanti
capivamo di essere forti,
il problema era solamente
come farlo capire ai morti.

Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza...

E fu il giorno dello stupore
e fu il giorno dell'impotenza,
si sentiva battere il cuore,
di Leone avrei fatto senza,
si sentiva qualcuno urlare
"solo fischi per quei maiali,
siamo stanchi di ritrovarci
solamente a dei funerali".

Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza...

Ci passarono le bandiere
un torrente di confusioni
in cui sentivo che rinasceva
l'energia dei miei giorni buoni,
ed eravamo davvero tanti,
eravamo davvero forti,
una sola contraddizione:
quella fila, quei dieci morti.

Video: https://www.youtube.com/watch?v=5rIi5Irdo74











domenica 31 luglio 2016

321 - RASSEGNATI AL PEGGIO

Quando critichi qualcosa per la maggioranza ottusa vuol dire che sei invidioso, non concepiscono che a uno possa fregargliene un cazzo e che la pensi in maniera diversa.
Per loro tutti devono essere uguali, dei mentecatti che vendono ogni dignità per possedere gli oggetti fatti desiderare dalle pubblicità; non arrivano a capire che c'è gente che la pensa diversamente.


martedì 26 luglio 2016

320 - APPELLO AI POETI

Poeti
invece di scrivere nuove poesie
per combattere i problemi
e che non cambieranno niente
si potrebbe risolvere qualcosa
detenendo un potere economico,
inventiamoci metodi per fare i soldi,
perché le poesie non smuovono nessuno
mentre i soldi smuovono tutto.
Inoltre oggigiorno
la maggioranza della gente
più delle parole di un poeta
ascolta le parole di un ricco.

Poi un poeta
se non è un fasullo, ce ne sono,
avrà una sensibilità diversa
nell'indirizzare l'economia
avendo in mano lui i soldi,
potrebbe evitare di finanziare
lo sfruttamento dei lavoratori
la distruzione dell'ambiente
le torture sugli animali
come gli speculatori invece fanno
essendo interessati
solo dall'avere maggiori profitti.

La poesia vera
è togliere i soldi
agli imbecilli.







lunedì 25 luglio 2016

319 - UN PROBLEMA

Ho un grave problema quando sento che sono avvenute delle stragi, percepisco sospiri di sollievo tra le parole dette quando gli attentatori sono bianchi, magari cattolici integralisti.
Sono tranquillizzati dal fatto che non c'è dietro l'uomo nero, lo spauracchio, il bau bau mediatico, il diverso da noi. Mentre, al contrario, quando c'è un attentatore anche lontanamente classificabile come diverso da noi ecco che si cerca di enfatizzare l'evento per creare clamore mediatico, con ascolti più alti e con sapienti opinionisti tirati fuori per l'occasione pronti a pontificare per ore sui pochi dati incerti a disposizione.
Magari il giorno prima è successo un attentato più grave in cui sono morte molte più persone, ma sono finite subito nel dimenticatoio, avendo avuto la sfortuna mediatica di non essere bianchi occidentali cattolici.
Il caso Regeni lo conosciamo, ma non sento nessuna vera indignazione per i molti ragazzi egiziani che hanno fatto la stessa orribile fine.
Il problema alla base è non considerare tutti semplicemente come esseri umani.
Esseri umani che possono essere persone piacevoli o spiacevoli, che ti aiutano o ti ammazzano, che ti amano o ti violentano, intelligenti o deficienti, ricchi o poveri, di qualunque orientamento sessuale, o religioso. Che vanno aiutati quando sono in difficoltà e presi a calci quando ti aggrediscono.
Ma sempre e comunque esseri umani, se ci si scorda questo si diventa degli imbecilli influenzabili da chi ne approfitta per trarne dei vantaggi.
Anche il pietismo per cui sono tutti buoni e innocenti i diversi da noi è una cretinata, l'altra faccia della stessa merdaglia mentale, che non ci fa considerare tutti come esseri umani, a prescindere.
Allora per esempio si capirebbe che è un crimine farli arrivare qui su imbarcazioni pericolanti, ma si devono organizzare dei viaggi regolari per tutti, non solo per chi se lo può permettere perché ha i soldi, abbattendo le frontiere. Sono conscio che è un'utopia al momento, però se almeno non si andasse a depredarli delle loro ricchezze e a organizzare guerre funzionali agli interessi occidentali appoggiando i più fanatici, ecco che la situazione già migliorerebbe di molto.



318 - LEGALIZZAZIONI

Sono favorevole alla legalizzazione di tutte le sostanze stupefacenti, anche di quelle "pesanti".
Specifico per i malpensanti che non prendo niente, neppure fumo.
Non è un ragionamento viziato da qualche abitudine personale, è solo la cosa più logica da fare per limitare i danni, togliere i guadagni alla criminalità organizzata e far perdere alle varie sostanze il fascino del proibito.

lunedì 18 luglio 2016

317 - La realtà e gli stereotipi da salotto

Mi fanno vomitare le varie analisi politiche basate sugli stereotipi da salotto.
Il "prima non eravamo così" non ha nessun riscontro, c'era solo una recita per nascondere l'istintività più becera, ma dietro la maschera erano anche allora uguali, perché ricordo quando ero bambino e non c'erano gli immigrati odiavano i meridionali (alcuni tuttora), prima che nascessi mi raccontavano i miei che c'era il campanilismo, si odiavano e menavano tra abitanti di paesini vicini. Lo esplicitavano meno perché c'erano le due scuole di pensiero indotto che li tenevano a bada, la chiesa/DC e il partito comunista, sorvegliavano i comportamenti e davano una direzione da seguire ai seguaci. Ma col crollo dei partiti e dell'appartenenza religiosa è sparita quell'inibizione, ipocrita ma socialmente utile, che nascondeva il vero schifoso animo di molti.
Aggiungiamoci il crollo delle sicurezze sociali indotto dal capitalismo finanziario basato sulla speculazione, per cui uno teme di perdere il proprio lavoro perché l'immigrato gli fa una concorrenza al ribasso, allora se la prende con l'immigrato e non con chi organizza questa gara al ribasso, aizzato in questo senso anche da certa politica e propaganda mediatica utile allo scopo, mentre i veri beneficiari della guerra tra poveri si arricchiscono, basta guardare al concentrarsi delle ricchezze sempre più in una cerchia ristretta, con l'impoverimento delle altre fasce sociali.
Perciò anche i discorsi che additano i comportamenti attuali che sento fare dagli esperti e dai preti rimangono belle e condivisibili parole, utopiche e innocue al sistema, finché non si attacca il capitalismo finanziario e lo sfruttamento dei lavoratori.
Perché anche con tutta la cultura del mondo, se non trovi un lavoro fai la fame e se per trovarne uno devi lavorare per uno stipendio da miseria e senza diritti, altrimenti un altro disperato straniero se lo prende lui il posto, non se ne esce.


sabato 9 luglio 2016

316 - TIFOSERIE

Dirò una cosa impopolare e antipatica, ma non sopporto i cervelli all'ammasso.
Nel caso del povero ragazzo nigeriano morto a Fermo così come è succeso in altri casi si formano dele tifoserie politiche, e i fatti non contano più niente.
In questo caso la verità deve essere per forza quella detta dalla sua ragazza, anche se viene smentita dai rilievi della scientiifica e da tutti gli altri testimoni.
Dicono che l'agggressore era fascista, per cui ha torto a prescindere, è qui posso anche essere d'accordo in quanto che mi conosce un minimo sa quanto odi i fascisti (vecchi, nuovi o 3.0 che siano) ma al punto di cancellare la logica dei fatti e l'obiettività non sono d''accordo. Tra l'altro come testimonia il sindaco del paese che lo conosceva fino a qualche anno fa si definiva comunista l'imputato, in pratica era solo una persona ignorante e confusa. (vedi qui: linkiesta.article
I testimoni che non dicono la verità stabilita da chi non c'era a prescindere dai fatti vengono minacciati (vedi qui: cronachefermane. ) .
Non sopporto questo meccanismo mentale di massa, è quello del linciaggio, delle tifoserie, della scemenza che regna sovrana in questa sciagurata nazione.
Sicuramente alla base del delitto c'è il clima di razzismo alimentato dai politici opportunisti per ottenere consensi elettorali  e dai giornalisti furbastri per amplificare i pericoli facendo più audience con i loro nauseanti programmi.
Preoccupiamoci di smantellare questo clima razzista invece di blaterare su fatti che non conosciamo, lasciamo che facciano luce sugli avvenimenti coloro che sono pagati e hanno i mezzi per farlo, ascoltando tutti i testimoni e facendo i rilievi opportuni. Invece ho letto commenti contro una testimone: "..troia.." "...puttana..." o persino assurdi "...poteva farsi i cazzi suoi...".
Io so solo che ci sono versioni contrastanti, non posso sapere la verità non essendo stato presente agli avvenimenti, perciò mi pare stupido il comportamento di chi ne sa quanto me ma si mette a tifare per questo o quello, diventando loro degli ultras della presunta verità.


mercoledì 29 giugno 2016

315 - LE VECCHIE TIGRI DEL ROCK

Non vado ai concerti di musicisti anziani miti del rock, che per mantenere nell'era della crisi discografica il loro elevato tenore di vita dei tempi d'oro sono costretti in tarda età a fare tour, in cui ripropongono scialbe e stanche repliche degli anni ruggenti.
Mi fanno lo stessso effetto delle vecchie tigri allo zoo, mettono una incredibile tristezza e quelle che vedi non sono le vere tigri.
Servono solo ai più giovani e ai feticisti di ogni età, per poter raccontare che li hanno visti agli amici alla sera al pub e per conservare il biglietto d'ingresso nella cameretta, insieme alle bottiglie vuote delle birre più strane che si sono scolati.
Magari dietro l'angolo ha suonato qualche nuovo gruppo valido con nuove canzoni, ma non è andato nessuno a vederli, perché poi non c'è niente di mitologico da esibire e soprattutto si cercano solo rassicuranti certezze nelle repiche di ciò che si conosce.
A me i vecchi miti non dicono più niente.
Ho bisogno di gente, parole e suoni inaspettati.


lunedì 27 giugno 2016

314 - SUGGERIMENTI E DIKTAT

Ho trovato queste foto su riviste del 1978/1979, Lei, guardavo la bellezzza delle modelle di allora e pensavo a quelle venute poi, alla moda filonazista con facce corrucciate, e soprattutto alla differenza tra andare in sintonia con la gente della strada e invece imporre un trend a cui si adeguano pedissequamente, allora erano suggerimenti poi hanno cercato di diventare diktat dell'industria a cui obbedire.
Le fotomodelle sono diventate attaccapanni anoressici, e chi non si adegua a quella imposizione si sente emarginata socialmente.
Anche all'interno c'erano articoli interessanti, superlativi per l'epoca, in uno parlano d Charles Bukowski, in un altro c'è un'intervista ai Motorhead. Era una rivista del gruppo Vogue, quando mai succede adesso? Trovi solo superficialità e nessun approfondimento.
Non è una questione secondaria, ricordatevi che dal mondo della moda per esempio sono nati fenomeni come i Sex Pistols, creati da Malcolm Mclaren con la compagna Vivienne Westwood, e hanno cambiato la storia della musica contemporanea.


venerdì 24 giugno 2016

313 - L'EUROPA E LA BREXIT

Questa Europa è una cagata pazzesca, a me fa schifo.
Suddita del FMI e della politica Nato, è l'Europa delle merci, con un parlamento europeo in pratica inesistente e con l'iniziativa reale demandata alle singole nazioni.
La Gb poi era fuori dall'euro e faceva da paradiso fiscale per aiutare le aziende e i riccastri a evadere le tasse, oltre a rafforzare in ambito europeo la tendenza a seguire la politica estera filoamericana, perciò per un'Europa più indipendente è meglio se la GB resta fuori.
Poi arrivano i sapientini economici a raccontare che non possiamo competere divisi contro le grandi potenze unite in un'economia globale, ma quando mai questa Europa ha avuto una politica unitaria e coesa tra le varie nazioni per un interesse comune se si procede in ordine sparso, perseguendo i propri esclusivi interessi e fregandosi a vicenda, vedi gli accordi commerciali tra Cina e Germania che hanno fatto diventare la Germania la testa di ponte cinese in Europa
(vedi qui per esempio: http://www.professionefinanza.com/scheda.php?id=6665).
I lavoratori in questi anni europei in Italia sono tornati a condizioni che rasentano e oltrepassano lo schiavismo, in una guerra indotta tra poveri per fare abbbassare i diritti.
Hanno fatto un'Europa che non funziona come nazione unica, è solo una somma di stati e ognuno pensa per sé, prevalgono gli egoismi e i poteri finanziari, due leader nazionali Hollande e Merkel pesano nelle decisioni e nella politica più degli altri senza esser stati eletti da nessuno a rapppresentare gli interessi delle altre nazioni, mentre le istituzioni europee elette vengono messe da parte e non hanno poteri decisional reali, ma solo di facciata.
Se si disfa tutto io non sentirò nessuna nostalgia.
L'unica cosa buona dell'Europa finora c'è stata solo per quelli che hanno trombato come ricci con l'Erasmus.


martedì 21 giugno 2016

312 - L'italiano medio americanizzato

Gli italiani medi tutto quello che vedono fare agli americani lo imitano, come scimmie ammaestrate.
Gli americani girano col Suv, allora tutti col Suv.
Gli americani hanno l'Harley, pure loro come moto desiderano l'Harley.
Gli americani mangiano da Mcdonald, anche loro lo fanno.
Gli americani festeggiano Halloween, ecco che qua lo festeggiano.
Siamo colonizzati mentalmente, troppa televisone spazzatura d'ispirazione piduistica grazie al monopolista di Arcore.
Questi sono i risultati, una nazione piena di scimuniti come il personaggio che interpretava Albetto Sordi, diiventato scemo a forza di guardare i film americani.


martedì 14 giugno 2016

311 - FASCISTI O SOCIALISTI?

Tanti che sono fascisti in realtà non lo sono, perché se chiedi loro cosa di buono ha fatto il fascismo citano le cose più socialiste che Mussolini ha fatto, memore del suo passato socialista, che poi sono in gran parte delle falsità (vedi qui: vademecum-contro-le-balle-fasciste).
Però coloro che ci credono cercano un socialismo, non il fascismo, ma sono tanto imbecilli da non capirlo.



domenica 12 giugno 2016

310 - POESIA D'AMORE (da copiare e attribuirsi)

(Ho scritto questa poesia per i poeti senza ispirazione, che copiano le poesie degli altri, può essere liberamente copiata, da chiunque)

Sono:
fragile
come rosa nel vento
forte
come roccia nel deserto.

Volo
nei tuoi sguardi di passione.

Fremo
nelle tue labbra.

Danzo
nei tuoi sospiri.

Ma mi sospendo
tra le tue parole
evaporando
come la rugiada dell'alba 
in un nuovo giorno
dell'amore.




(Potete copiare anche l'immagine)



sabato 4 giugno 2016

278 - POLEMICHE INUTILI

Non polemizzo mai con nessuno, è tempo perso, ognuno è come è mentre io non ho lo spirito missionario del voler convertire la gente alle mie idee.
Anche lo scambio di idee lo trovo una rottura di palle inutile, se non le condivido le tue idee perché devo stare ad ascoltarle?
Comunico solo che chi ha idee simili alle mie e tolgo dalle amicizie chi mi infastidisce.
Non sarà democratico ma neppure la supposta democrazia è democratica, essendo diventata una dittatura della maggioranza più stupida e influenzabile da chi ha il potere.
Perciò per me è meglio una tribù di simili.

Pavel Kucinski 

mercoledì 1 giugno 2016

277 - ASSORBITORI D'IMMONDIZIA AMERICANA

Abbiamo assorbito tutta l'immondizia americana senza assorbirne anche qualche raro pregio, necessario per controbilanciare il sistema.
Se per esempio regoli il mondo del lavoro sul modello americano ma non c'è quel dinamismo economico, non ci sono le possibilità di lavoro che ci sono là o la facilità di aprire un'impresa o di accedere al credito di quell'economia, ecco che sarà un disastro. Così come è un disastro assorbire linguaggi e mode non nostre, che vanno a inserirsi in un tessuto sociale diverso, qui c'è gente che come sviluppo intellettivo è rimasta al delitto d'onore, al fidanzarsi in casa col corredo pronto, all'andare a letto presto la sera e alla messa la domenica col vestito migliore, ma guardando la tv vogliono fare i moderni, si atteggiano a quello che non sono, poi davanti ai problemi si evidenziano le discrepanze, e l'idiozia massmediatica peggiora la situazione.
Canzoni idiote come quelle attuali io non me le ricordo, così come non mi ricordo ci fosse una televisione così stupida e violenta, così acuiscono il problema facendo leva sugli istinti più bassi per ottenere consenso e vendere; perché se nascondi la musica e tutto ciò che è intelligente per pubblicizzare la demenza e l'egoismo poi non stupirti se vivi in una nazione di dementi egoisti.


domenica 29 maggio 2016

276 - MASCHILISMO SOCIAL

Ma gli ometti di cui pullula facebook che a una politica o a una qualsiasi altra donna che vorrebbero criticare non riescono a dire altro che: troia, puttana, va a fare i pompini...
Ma come stanno messi loro?
Possibile non riescano a mettere insieme una frase che non siano stronzate sessiste, che non hanno alcun senso dagli anni 60?
O forse vogliono fare i gangsta rapper de noantri?
Non per fare lo splendido, ma cagate simili non le dicevo neanche da ragazzino, quando mi ubriacavo duro.


martedì 24 maggio 2016

275 - IL SEGRETO DELLA SFIGA

Ho scoperto il segreto della sfiga.
"Come mai a certi va tutto bene e ad altri gira tutto storto?" Ci si chiede spesso, senza trovare la risposta.
Se ci fate caso quelli a cui va tutto storto sono sempre in condizioni di disagio economico e quelli a cui gira sempre bene sono ricchi.
A me domenica è esplosa una pila del telecomando che se compravo quelle migliori non succedeva, mi si è bruciata una lampadina che avevo preso perché costava meno delle altre e cambiandola stavo per cadere dalla scala malsicura da due soldi che ho, poi si è rotto un secchio d'acqua allagandomi la casa, l'avevo comprato dai cinesi, se ne prendevo uno fatto con plastica migliore non succedeva.
Perché succede che se hai pochi soldi ti compri oggetti di qualità scadente, che si rompono e ti creano problemi.
Se giri in automobile e hai pochi soldi te ne comprerai una usata con alte probabilità di rottura, o se cambi le gomme prenderai quelle più a buon mercato che poi, come è successo a me, in curva con l'asfalto umido ti tradiscono e rischi di ammazzarti.
O mangi degli alimenti scadenti che ti creeranno più problemi dei cibi più costosi, e se poi stai male andrai dal dottore della mutua e non dai più rinomati e costosi specialisti.
E così via.
Sono i soldi che portano fortuna, finché non ne hai sarai sempre sfortunato.


sabato 21 maggio 2016

274 - LEGALIZZIAMO OGNI SOSTANZA

Oltre  alla canapa, che è pure un'ottima fibra tessile, vanno legalizzate anche le droghe pesanti, che siano tutte libere e assumibili in sicurezza.
Uno che le usa sta solo assumendo una sostanza, legalizzandole tutte costui può uscire dalle false mitologie, assumendo con maggiore consapevolezza e in sicurezza la sostanza più adatta al suo bisogno; diverrebbero come le medicine, per cui perderebbero quell'aura cretino-maledetta che infatti non hanno le medicine, non avrebbero più nessun fascino, facendo così calare la diffusione e il proselitismo.
Io sono un antiprobizionista totale.
Un adulto maggiorenne deve potere fare quello che vuole, basta non dia fastidio agli altri.
Non ci deve essere nessuno dall'alto che va a stabilire per lui cosa va bene e cosa va male.
Invece tanta gente ha bisogno di una religione o di uno stato o di un chiunque che dall'alto gli impone delle regole, inutili o anche deleterie, per poi subire il fascino della trasgressione e magari sentrisi un ribelle trasgredendole. Se non ci fossero quelle regole si guarderebbe all'essenza delle cose e si capirebbe cosa non va, per cui è preferibile per chi comanda mentenere questa situazione, piena di regole e divieti, ed ecco che ti concentri su quelle distraendo l'attenzione sui problemi concreti, come la schivizzazione e lo sfruttamento degli individui da parte del potere.
Inoltre si è più facilmente perseguibili se l'assunzione di sostanze illegali diventa parte integrante della ribellione. Per esempio ricordo Billy Preston, musicista, che diceva un amico nella polizia gli aveva riferito che ai tempi dei grandi raduni musicali tipo Woodstock avevano ricevuto ordini dall'alto di lasciare circolare liberamente la droga, di tollerarne il consumo, avevano già capito che era il tallone d'Achille del movimento di contestazione perciò ne incentivavano l'uso, e anche da noi tramite la mafia che controlla il traffico possono far circolare le sostanze per loro più comode in quel determinato momento storico, tipo l'eroina per spegnere il movimento di contestazione degli anni 70 e anche nei primi anni zero è successo una cosa analoga, mi dicono quelli che vivevano in strada nel periodo.

martedì 17 maggio 2016

mercoledì 11 maggio 2016

272 - LACCACULO

Ho inventato un nuovo termine:
Laccaculo
[lac-ca-cù-lo]
s.m. e f. inv.
volg., spreg. Persona servile, pronta ad adulare in qualsiasi modo i potenti per ingraziarsi i loro favori e trarne profitto che non si limita alle usanze comuni di lecchinaggio, ma glorifica oltremisura il soggetto od oggetto della sua devozione, tentando di farlo assurgere a un aura simile a un mito o un santo.
Il termine deriva dall'usanza di laccare i mobili che si restaurano presumendo abbiano un certo valore, e dall'usanza di leccare il sedere in senso figurato o in alcuni isolati casi anche pratico, al fine di carpire le simpatie del leccato.


venerdì 6 maggio 2016

271 - INQUINAMENTI

Si lamentano per l'inquinamento, ma usano l'auto per andare a prendere il pane a 500metri da casa e poi vannno in palestra a fare la cyclette per dimagrire.


sabato 30 aprile 2016

270 - NOI CHE...

Ho letto che Carlo Conti cerca delle frasi simpatiche che inizino con "Noi che..." per ricordare gli anni passati, ho pensato di inviargli anch'io alcune frasi simpatiche:

Noi che la strategia della tensione ci faceva saltare in aria alla stazione dei treni e poi i processi venivano depistati dalla P2, P2 a cui appartiene anche Silvio Berlusconi con tessera n.1816.

Noi che lo Stato infiltrava nelle manifestazioni agenti in borghese armati che sparavano, e chi non ci crede lo chieda a Giorgiana Masi.

Noi che la mafia collusa con apparati dello Stato ci nascondeva il fumo per far diffondere l'eroina.

Noi che alla tv sentivamo le stesse canzoni di merda che sentiamo ancora adesso, mentre tanti grandi della musica restano sconosciuti.

Noi che vivevamo negli anni di piombo ma sappiamo solo noi che c'era molto di buono nascosto da quel piombo, gettato appositamente sui ricordi.

Noi che ci stava sul cazzo Pippo Baudo quanto adesso Carlo Conti.




mercoledì 27 aprile 2016

269 - COME FARSI FREGARE IL PROPRIO TEMPO

Odio le facilitazioni, i pensieri comodi, le convenzioni sociali, ogni adeguarsi alle usanze comuni.
Quello che più odio è il recitare una parte per essere accettati in un contesto sociale, è l'atteggiamento umano più degradante e patetico che ci sia, per me.
Invece noto nella quasi totalità della gente che mi circonda non è così, recitano quasi tutti per nascondere ciò che sono, dentro di loro si fanno schifo pertanto non volendo farsi riconoscere cercano sempre di camuffarsi per essere accettati socialmente.
Io ho il vantaggio che sto veramente meglio da solo che in compagnia, e non per posa, non me ne vanto e non lo consiglio a nessuno perché so che non è una vita agevole. Ma io sto meglio così.
Questo mi dà il vantaggio di fregarmene di essere accettato da un qualsiasi gruppo sociale.
Non devo mettere in mostra dei segnali che mi facciano riconoscere e catalogare come appartenente a un qualche raggruppamento.
Non dico a nessuno di fare come me, ma neanche di falsarsi per essere ciò che non si è.
Bisogna evitare d'avere paura di noi stessi, accettandosi cercando sempre di migliorarsi ci accetteranno anche gli altri, se invece si recita conosceranno il personaggio che si interpreta, ma quando conoscendoci meglio vedranno il nostro vero volto saranno delusi dal trovare un'altra persona, capiranno che è tutta una recita e giustamente ci schiferanno considerandoci persone false e traditrici.
Invece se si è sinceri se ci apprezzano sarà per quello che siamo veramente, e anche se faremo ribrezzo a qualcuno perlomeno ci considererà onesti e sinceri, seppure schifosi.
È il volere piacere a tutti la fregatura che spinge a recitare, ed è un comportamento indotto in gran parte dalla televisione e dal web, in cui bisogna piacere a tutti per fare più ascolti / visualizzazioni, allora chi si forma mentalmente con questi mezzi assume anche lui questo atteggiamento, cancellando ogni forma di personalità propria, per diventare un essere insulso che in realtà più che piacere a tutti non dà fastidio a nessuno, soprattutto a chi detiene il potere.
Chi è ai vertici della piramide dello sfruttamento capitalistico adora le persone prevedibili e classificabili, per vendere meglio i prodotti che induce a desiderare, facendo leva proprio sulla voglia di adeguarsi agli altri e di farsi riconoscere socialmente, con la somma genialità che rende questa una dittatura perfetta di mettere a disposizione dei consumatori la versione contestatrice del sistema, per cui uno sarà considerato un vero contestatore solo se ha comprato i gadget messi a disposizione per essere riconosciuti come contestatori: così devi avere ascoltato certi dischi, visto certi film, letto certi libri e se vuoi sembrare ancora più libero dai condizionamenti sociali sarà ancor meglio avere una motocicletta, magari di quella determinata marca e girarci con quel determinato abbigliamento, in modo che nelle ore d'aria concesse agli schiavi dal sistema potrai sfoggiare i simboli che faranno credere a te e agli altri di essere uno veramente libero dai condizionamenti.


martedì 19 aprile 2016

268 - GLI ITALIANI MEDI E I REFERENDUM

Italiani medi non pigliatevi per il culo da soli col discorso che non avete capito questo referendum ed era confuso, diciamo la verità: all'italiano medio non gliene frega un cazzo di qualsiasi questione pubblica.
In 20 anni non è passato nessun referendum, tranne quello sulla privatizzazione dell'acqua solo perchè l'italiano medio temeva che gli aumentassero la bolletta.
L'italiano medio se c'è da imparare qualcosa che gli interessa si applica subito, sa immediatamente il funzionamento di complicatissimi giochi o di intricate slot machine o come ottenere scontato il televisore di moda o come fare l'abbonamento per vedere le partite della champions league.
Gli interessa solo quello che lo riguarda personalmente, non sa neppure cosa sia la cosa pubblica, lo noti dalla sostanziale indifferenza davanti agli scandali del denaro pubblico rubato, in qualsiasi altra nazione ci sono sollevazioni popolari e indignazioni per ammanchi di pochi euro, qui spariscono miliardi di euro nell'indifferenza generale; perché nel suo ragionamento l'italiano medio pensa che tanto sono soldi pubblici, mica i soldi suoi privati.
Lo stesso ragionamento che lo spinge a tenere pulita la sua casa e appena esce per strada comincia a gettare per terra la carta delle caramelle o la lattina di birra o il pacchetto di sigarette vuoto; che poi insieme alle cartacce gettate dagli altri italiani medi alla prima pioggia intensa finiscono a ostruire le grate delle fognature, così si allagano le strade e i piani terra delle case, poi vedi che intervistano gli allagati e senti che tutti danno la colpa allo stato che non passa a pulire le grate delle fognature. Ed è così su tutto, dall'evasore fiscale visto con benevolenza, alla casa abusiva che devasta l'ambiente, alla raccomandazione per far passare il figliolo scemo davanti a quello capace.
Qui per poter vivere in una vera democrazia bisogna togliere il diritto di voto all'italiano medio o espatriare.


sabato 16 aprile 2016

267 - OPINIONEGGIANDO

Un giorno su Facebook ho litigato con musicista barbuto pseudoalternativo, fan dei Joy Division, che parlando di aborto mi diceva la chiesa fa bene a ostacolare la pillola del giorno dopo, così imparano a pensarci prima. Un'altra volta c'era un altro pseudoartista barbuto che con cervellotici sofismi spiegava che non andrà a votare, ma mi sono accorto che non aveva capito niente, neppure per cosa doveva esprimere il parere. Mi chiedo cosa mi ha fatto collegare i due: la barba modaiola, l'artisteggiare o l'usare facebook per defecare pensieri, senza il filtro di un minimo ragionamento logico? 
Mi rispondo: è soprattutto il cagare pensieri senza filtri. 
Quello è il problema principale, aggravato dalla sicumera che hanno acquisito molti credendosi dei gran cervelli, deliziati dai mi piace per le proprie espressioni pseudoartistiche propinate sul web si montano la testa e presumono di essere pozzi di saggezza, perciò si mettono a sentenziare su tutto, dimostrando così di non sapere in realtà una sega. 
Provo nostalgia per le chiacchiere da bar a questo punto, almeno uno rischiava l'incolumità fisica sparando certe stronzate, o come minimo l'emarginazione sociale venendo considerato un vero deficiente, come sarebbe successo ai tipi succitati se fossimo stati tutti al bar che frequentavo prima di riversarci qui sul web a opinioneggiare su tutto.  Uno ci pensava su bene e cercava di informarsi prima di esprimere un'opinione.  Io faccio ancora così, come se fossi ragazzino in un bar frequentato da energumeni della sinistra anni 70, cerco di esprimermi solo quando sono sicuro di quello che dico e tengo conto della valenza sociale che può avere ciò che dico.  Però conservo sempre un'autonomia di pensiero che a quei tempi non c'era, ci litigavo spessissimo con quei tipi di sinistra, troppo ortodossi, persino il partito comunista di allora non mi piaceva, troppo dirigismo dall'alto e troppi cervelli all'ammasso dal basso che ripetevano la linea del partito, senza un minimo pensiero autonomo, era come se fosse una religione.

Pavel Kucinski

martedì 12 aprile 2016

266 - NO POLIESTERE

Ogni tanto in giro capita di vedere qualche vecchio rinco puttaniere di stile berlusconiano, con i capelli tinti, la camicia scura di poliestere, gli occhiali da sole negli interni e la cavezza d'oro in vista.
La gente si apre in due come il Mar Rosso con Mosè per farlo passare, quando ti è vicino capisci tutto, ti tiri in parte anche tu,  e lui passa.
Noti che si gasa del fatto, crede di incutere timore e di venire rispettato per il suo aspetto grintoso.
Invece deve rigraziare per ciò solo il poliestere, essendo per la puzza tremenda da sudore marcio che emana la sua camicia del cazzo di poliestere che lo fanno tutti passare davanti alla svelta, anche se è in fondo alla fila,  poiché se si soffermasse farebbe venire gli sforzi di vomito anche alla più tosta delle massaie.
Lui crede di essere un duro, ma è duro solo di comprendonio.
Per evitare di essere coglioni i cotal maniera non comprate mai maglie o camicie in poliestere, neanche se ne hanno solo una minima parte.




venerdì 8 aprile 2016

265 - LA MAFIA PER TUTTI

La vera mafia non è il figlio di Riina in Rai, la vera mafia è la Rai, piena di raccomandati di partito, che fa pubblicità ma ti chiede il pizzo perché possiedi un televisore e adesso ti taglia la luce se non lo paghi, è l'idiozia dei programmi più stupidi che trasmette, sono i dirigenti e i conduttori provenienti da Mediaset riciclati dal piduista Berlusconi nella Rai per controllare anche la concorrenza e scaricare sui contribuenti gli stipendi da pagare, ...
La mafia è il sistema.
Pure la ditta che prende l'appalto pubblico e fa un lavoro scadente per rubare il denaro pubblico e quel lavoro era un argine e l'argine quando il fiume è in piena cede e si annega la gente e la causa è la natura ormai incontrollabile dicono dalla Rai, invece no, è stata la mafia.
Oppure gli ortaggi cancerogeni coltivati sui rifiuti tossici e venduti sul mercato mescolati agli altri sono la mafia.
Sono amenità simili la mafia e producono nella società l'humus su cui proliferano tutte le varietà di mafie possibili.
E la mafia sei tu, quando per non morire di fame e avere un lavoro miserabile sei costretto a farti raccomandare dal potente di turno, magari passando davanti a uno con più capacità che non ha conoscenze, qualcuno anche della sinistra che si adatta dirà che è giusto così, ma magari fai il medico, magari ti trovano un lavoro, magari non sai un cazzo, magari operi qualcuno e muore e magari diciamo tutti che sono disgrazie che capitano...capitano stocazzo, capitano se c'è la mafia diffusa ovunque.
E solo un reddito minimo garantito e dei diritti garantiti per tutti possono sconfiggere la mafia, così che la gente non sia più costretta a chedere favori e a competere in una guerra tra poveri per il ribasso di stipendi e diritti, al fine di far aumentare il profitto di chi comanda il gioco.
Al nostalgico fascistoide di turno che tirerà fuori il prefetto Mori e Mussolini che hanno combattuto la mafia e gli americani che l'hanno fatta rinascere nel dopoguerra, faccio notare che il fascismo era una forma di mafia, con un potere da rispettare e dei cittadini sudditi che dovevano obbedire a quel potere per ottenere ciò che spettava loro, mentre chi dissentiva veniva eliminato. Quindi hanno solo cercato di eliminare la concorrenza, magari inglobandola (da Wikipedia: Alcuni mafiosi erano membri del PNF, a conoscenza e con il favore di Benito Mussolini. Il principe Lanza di Scalea fu uno dei candidati nelle liste del PNF per le amministrative di Palermo mentre a Gangi il barone Antonio Li Destri, pure candidato del PNF, era protettore di banditi e delinquenti. Il carabiniere Francesco Cardenti così riferisce: "Il barone Li Destri al tempo della maffia era appoggiato forte ai briganti che adesso si trovano carcerati a Portolongone (Elba) se qualcuno passava dalla sua proprietà che è gelosissimo diceva: Non passare più dal mio terreno altrimenti ti faccio levare dalla circolazione, adesso che i tempi sono cambiati e che è amico della autorità [...] Non passare più dal mio terreno altrimenti ti mando al confino.").
Solo un socialismo vero e diffuso elimina la mafia.

 dal libro "Cento passi, cento sorrisi" Edizioni Zem
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