giovedì 27 dicembre 2012

139 - Dischi


Ci sono dischi che vanno oltre il loro valore artistico e diventano una parte di te, rappresentano un periodo del tuo tempo e riascoltandoli riportano dentro quei momenti come una macchina del tempo mentale, Carly Simon con Boys In The Trees lo è per me.
L'ho preso a metà anni 80, anni dopo la pubblicazione avvenuta nel 1978, era tra i dischi in offerta a poche lire, venni attirato dalla bellezza malinconicamente autunnale della copertina, un immenso salone con foglie morte e lei che si fa fotografare in varie pose, mi rappresentava un presagio della fine di un periodo collettivo con un ritiro nel privato.
Nonostante fosse un genere che di solito apprezzo poco, ascoltandolo mi ha affascinato ed è diventato la colonna sonora di un pezzo della mia vita, un tassello del mosaico di spazio-tempo che ho vissuto e si è inglobato indelebilmente nel mio DNA.


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