giovedì 25 maggio 2017

365 - PROVA COSTUME

Il fatto che mi fa capire siamo in primavera avanzata è lo stuolo di culoni, che a tutte le ore, camminano o corrono come forsennati sull'argine. Quest'inverno si sono mangiati anche il cellophane delle paste del mulino bianco, ma adesso con qualche camminata o corsa pensano di dimagrire in poche settimane e presentarsi col costume in spiaggia con fisici da fotomodelli. C'era pure una di 90 kg che pensava di dimagrire continuando a mangiare dolciumi e senza muoversi, perché beveva molta acqua Vitasnella, così è diventata più di un quintale.


364 - CRIMINALI

Stavo leggendo le notizie di cronaca locale, mi colpisce il fatto che nel 2017 ci siano ancora provvedimenti d'altri tempi, a gente beccata in flagranza di reato viene disposto che per un anno o più non possano risiedere in quel comune.
Fa ridere. Vanno ad abitare in un comune limitrofo e continuano indisturbati la loro attività.
Le leggi sono rimaste ai tempi in cui ci si spostava a cavallo e non avevano ancora inventato il telefono.
O sono una voluta presa per il culo, in modo che la piccola criminalità continui a dar fastidio alla gente comune che così concentra la sua attenzione su quel problema e la distoglie dalle grandi ruberie di politici e imprenditori, poi richiede più controlli e più presenza dello Stato, voterà per i partiti più a destra, ecc... così i suddetti ladroni al potere acquisiranno sempre più potere.


martedì 23 maggio 2017

363 - ATEISMO PER LA PACE

Quando i gesti dei terroristi non terrorizzeranno più nessuno diverrà inutile terrorizzare. Lo scopo è sempre quello di spaventare la gente per farle percepire il prossimo come una minaccia, spingendola a richiedere uno stato di polizia con più controlli e a votare per partiti che vogliono questo.
Oppure a fare come quei fessacchiotti che non sono mai stati religiosi, ma che davanti ai terrorismi di matrice religiosa islamica si aggrappano alle proprie radici cattoliche, per difendere la propria identità, quando magari fino a pochi mesi prima pensavano solo ad ascoltare rock a palla, a sballarsi e a trombare. Infatti sarebbero quelle le vere radici culturali da difendere, ossia la libertà da ogni imposizione religiosa e tutte le conquiste che abbiamo ottenuto in quel senso negli ultimi secoli, che le religioni vorrebbero cancellare.
Quindi per annullare i gesti terroristici non mutate la vostra vita, ma siate se possibile più liberi di prima, anche per le vittime di quelle stragi, che non saranno morte invano se noi saremo ancora più atei e meno terrorizzati di prima, difendendo così le nostre conquiste civili. Io non sopporto il capitalismo di rapina, ma le (poche) libertà che abbiamo non le cambierei con le regole di società religiose o tribali. A me sembravano assurdi già da ragazzino quei tipi intrippati per le religioni orientali, ricordo uno che parlava bene dell'India e della religione induista divisa in caste. Leggo tutt'oggi degli avvenimenti orripilanti dovuti alla separazione induista della società in caste, ragazze fatte violentare su decisione degli anziani del villaggio, per aver frequentato uno di una casta non appropriata alla loro.
Fanculo le religioni con tutte le loro idiozie.
Se volete essere religiosi nascondetevi, come quando cagate, vergognatevi a esserlo in pubblico perché è una cosa vergognosa per l'intelligenza umana, da fare il più nascosti possibile.


martedì 9 maggio 2017

362 - Aldo Moro e la strategia della tensione

Una volta Aldo Moro andò in visita a una tribù di Watussi, incontrò il capo villaggio, gli tese la mano dicendogli:
"Io sono Aldo Moro!"
Il capo villaggio si arrabbiò, non gli diede la mano e gli rispose:
"Io essere aldo e moro, du invece essere biggolo, biango e sdronzo!"
Quando rapirono Aldo Moro ero un ragazzino e ricordo nei bar raccontavano questa barzelletta, non gliene importava molto, anzi qualcuno diceva: "Speriamo ammazzino tutti i politici".
Poi quando è morto hanno fatto uno sciopero a scuola, alcuni sono andati in classe ugualmente, perché non lo ritenevano un motivo per scioperare.
A me non piaceva Aldo Moro, però aderii allo sciopero, soprattutto perché aderivo a qualsiasi sciopero possibile per evitare la scuola per un giorno, ma anche perché avevo letto sul giornale che avevano trovato della sabbia nei risvolti dei suoi pantaloni, e la famiglia aveva detto che era andato a giocare in spiaggia una domenica con i figli, era per quello che aveva la sabbia nei risvolti. Quel particolare mi colpì, anche a mio padre succedeva che veniva al mare con noi e poi aveva la sabbia nei risvolti dei pantaloni, mi rese l'idea dell'uomo che c'era dietro il personaggio pubblico, un uomo che non poteva più tornare alla sua vita e dalla sua famiglia, poichè mio padre era morto neanche un anno prima mi immedesimai nella situazione.
Poi come sentivo dire da certi più grandi e svegli, se avessero voluto colpire lo Stato avrebbero rapito Andreotti o Cossiga, che avevano palesemente più potere di Moro ed erano antipatici a quasi tutti, quindi avrebbe avuto maggior consenso popolare il loro atto terroristico. Diventava evidente anche in questo caso quello che si evidenziava in molti atti della strategia della tensione, che era diretta da una certa parte marcia dello Stato, anche contro altre parti dello Stato scomode o poco in linea con i loro piani, manovrando con infitrati tra i terroristi gli attentati, o intervenendo direttamente con i servizi segreti, al fine di far cadere la responsabilità su tutti coloro che contestavano, per fare impaurire la gente, così si chiudeva in casa e chiedeva più controllo dello Stato con leggi poliziesche, perciò psicologicamente la massa si allontanava dalla contestazione del sistema.
L'eroina girava in quel periodo a fiumi per le strade, con il probizionismo delle sostanze stupefacenti lasciavano il mercato delle sostanze in mano alla mafia, alleata e socia dai tempi di Portella della Ginestra di quella certa parte dello Stato marcia, in tal modo potevano decidere che sostanza dare in quel preciso momento, se volevano fiaccare chi contestava arrivava l'eroina e sparivano le sostanze più leggere, ed è ancora oggi strutturato così il sistema delle sostanze, proibite ma in pratica reperibilissime.
Poi a rincoglionire la gente chiusa in casa arrivò la televisione commerciale, con il piduista ( tessera n.1816) Berlusconi soffocò le piccole tv libere e con assegni in bianco ai conduttori portò via i nomi di punta della Rai, imponendo una tv che a sua volta imponeva i prodotti come mezzi con i quali esprimere la propria personalità, di consumatori. Ecco che arrivano i loghi dell'abbigliamento in mostra, il macchinone magari usato e in debito; si diffonde un desiderio di mostrarsi benestanti, perciò diventa poco onorevole, socialmente, protestare per i propri diritti.
Si arriva al rincoglionimento totale attuale, con i lavoratori che sono tornati a essere sfruttati e sottopagati, in una guerra tra poveri per accappararsi un lavoro da schiavo sfruttato.
Bisogna ammettere che la strategia della tensione ha funzionato alla grande, ed è stata esportata, basta guardare gli attentati dell'Isis attuali o i meccanismi con cui innestano le guerre nelle nazioni non allineate politicamente ed economicamente con gli Usa e i loro servi della Nato. Ormai i meccanismi sono sempre quelli, ma una finta sinistra, consapevolemte o ingenuamente imbevuta dalla propaganda mediatica, ci casca ancora, vedi la Siria o adesso il Venezuela.
Si commemora l'anniversario di Aldo Moro oggi, domani sarà un altro anniversario e un'altra giornata dedicata a qualcosa.
Intanto quello che c'era dietro, con i mandanti, rimane.

P.S.
Se non l'avete mai visto guardatevi questo documentario Rai:
https://www.youtube.com/watch?v=kywmDZVjTnw


domenica 7 maggio 2017

361 - La rivoluzione degli antonellivenditti

Antonello Venditti, ero bambino alle elementari e lui cantava Roma Capoccia. Adesso io ho oltre mezzo secolo d'età e lui lo vedo ancora in giro, negli spazi dedicati nei programmi televisivi alla musica giovane, sempre uguale, neanche un capello bianco, stessi occhiali,  preciso identico ad allora, tranne la barba che non la tiene più lunga come e sembra persino più giovane.
Allora mi immagino un pianeta in cui siamo tutti antonellivenditti.
Trovi uno che non vedevi da trenta o quarant'anni ed è identico, il tempo non esiste più. Così la ragazza che ti piaceva a vent'anni la ritrovi settantenne sempre uguale, magari questa volta funziona, si ha una seconda possibilità, che non sfugge.
La vita diventando eterna dà il tempo di rimediare agli sbagli.
Non ha più senso il detto che bisognerebbe vivere due volte, una per imparare e l'altra per vivere consapevolmente, perché si vive una volta sola da antonellivenditti, per sempre.
Non esistono più malattie o paure degli invecchiamenti.
Si possono fumare tutte le sigarette che si desidera o scolare ogni bottiglia di liquore che capita a tiro, senza conseguenze fisiche.
Non ci sono più guerre o attentati, perché sono diventati inutili, tempo perso, gli antonellivenditti non muoiono mai.
Se un terrorista tira una bomba a un antonellovenditti non succede niente, lui sorride beffardo al terrorista, si sistema con calma gli occhiali a goccia antinebbia spostati dalla deflagrazione dell'ordigno e inizia a cantargli "Bomba o non bomba", così il terrorista scappa disperato e piangente, rendendosi conto di essere diventato un essere inutile, così anche i suoi mandanti al potere si sentono inutili, svaniscono tutti i loro piani, tutto crolla davanti all'immortale immutabilità di una popolazione di antonellivenditti.
Perciò la vera rivoluzione per ogni essere umano è essere come Antonello Venditti, cominciamo tutti a procurarci un paio di occhiali fatti a goccia con le lenti giallastre, forse è quello il segreto dell'immortalità.



sabato 29 aprile 2017

360 - MATRIMONI E RAPPORTI ORALI

Leggendo le statistiche e ascoltando le confidenze noto che molte persone non tradiscono il partner avendo rapporti completi, ma non considerano tradimento mettersi in bocca i genitali di un altro, lo vedono un po' come fumarsi una sigaretta per evadere dalla monotonia.
Però non se lo dicono con il partner fisso, se fossero più sinceri si direbbero:
- "Caro, stasera vado a bere un aperitivo e a spompinare qualche cazzo con le mie amiche."
- "D'accordo cara, io sto in casa a guardare la partita e nell'intervallo tra il primo e il secondo tempo vado a fare un sessantanove con la vicina."
Io sono per le coppie aperte perché do per scontanto che la quasi totalità delle coppie finisca per tradirsi in maniera completa o magari solo orale, perciò si rischia che finisca tutto se l'altro viene a saperlo e non lo tollera, magari si è costruito qualcosa insieme che crolla, con conseguenze disastrose, tutto finisce solo perun temporaneo svago sessuale, che non ha niente a che vedere con l'amore, perché si ama come prima o anche più di prima il coniuge. Ma tanta gente preferisce illudersi, prendersi in giro, ama l'ipocrisia e la falsità,  ma soprattutto non gliene frega niente di stabilire un rapporto di complicità e intesa profonda col partner, perché il rapporto fisso per loro è solo una maniera per avere delle sicurezze, sotto cui nascondere le proprie paure.
Il coniuge così è solo un oggetto utile a cui ci si affeziona, magari un giorno sarà sostituito da un robot che obbedisce agli ordini e non ci saranno più crisi coniugali o divorzi.

Street art, Brooklin, artist: Ryan Frank

giovedì 27 aprile 2017

359 - GAY E NATURA

Mi capita di leggere ogni tanto che essere gay non è naturale, questa è ovviamente una cagata pazzesca, basta guardare gli animali e una percentuale di gay più o meno elevata c'è nelle varie specie, quindi è naturalissimo essere gay. Una delle percentuali più elevate pare sia tra le giraffe, lo sospettavo.
Ma le persone pensano, si creano limiti e vogliono imporli agli altri, per cui si hanno categorie con una percentuale di gay più alta che tra le giraffe, come i preti, che vogliono imporre le loro idee non naturali come naturali.
Commettendo veri e propri omicidi, perché questo moralismo assurdo crea danni tra le persone più fragili, tanti si ammazzano o si fanno del male poiché non riescono ad accettare quello che naturalmente sono, per colpa delle idee imposte dai religiosi e dagli ottusi seguaci.
Perciò ricordiamoci sempre che tra adulti consenzienti il sesso deve essere libero e nessuno deve condannare o ergersi a moralizzatore della natura.

William S. Burroughs e Allen Ginsberg

venerdì 21 aprile 2017

358 - I FIGHI

Voglio spezzare una lancia in favore dei tipi fighi.
In un'intervista a Ian McCulloch cantante degli Echo & the Bunnymen gli dissero che era fortunato a essere considerato un figo, lui si arrabbiò e rispose che essere fighi è un durissimo lavoro, che ti impegna tutta la giornata, non è una cosa facille o una fortuna che capita.
Sono d'accordo con lui, è un lavoro durissimo essere fighi, io per un breve periodo da ragazzino ho provato a esserlo, ma poi ho mollato, stravolto dalla fatica.
Devi essere sempre in tiro, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.
Controllare anche il minimo pelo fuori posto, ogni gesto, ogni parola.
Al mattino devi alzarti prima degli altri e prepararti in modo da essere impeccabile, poi non devi mai e poi mai vestirti come il giorno prima, devi cambiare sempre, stupire affascinando, attirare l'attenzione senza esagerare, in un difficile equilibrio, altrimenti non sei un figo.
Non è solo bellezza, si tratta di una forma d'arte, che va oltre l'estetica perché la bellezza da sola dice poco o niente, mentre l'essere fighi è fare surf sull'onda dell'attualità, bisogna seguire tendenze, cultura e arte contemporanea per assimilare il momento storico, introiettandolo, sviluppandolo in un proprio stile, che deve essere unico, mai banale.
Quindi, sapendo quanto duro sia esserlo, se vedo una ragazza fighissima la stimo a prescindere, per rispetto a tutto il lavoro che c'è dietro. Non è neppure detto che una così sia una superficiale, capace di parlare solo di tendenze modaiole, mi è capitato di parlare con ragazze fighissime molto intelligenti, profonde, sensibili e soprattutto che neanche se la tiravano, anche se poteva sembrare così, era solo un atteggiamento di difesa quell'apparenza.
Nei fatti, il luogo comune della bella svampita e della brutta intelligente, è una diceria messa in giro dalle bruttarelle, per accalappiare qualche cazzo in più con questa leggenda.
Invece, almeno a me, è capitato più spesso di trovare quella brutta che è pure scimunita piuttosto di quella bella che è una svampita. Che poi i brutti, sporchi, trasandati, veri cessi che non si lavano neanche il culo e i denti vorrebbero andare insieme ai belli, ma vengono giustamente da questi respinti e allora dicono che i belli sono stronzi, che se la tirano, persino che sono razzisti.
Però loro che sono brutti e dicono di non tirarsela non ci provano con le brutte, loro simili, non lo fanno mai, vogliono le belle, perciò i veri ipocriti e razzisti sono loro, sono razzisti con se stessi e lo negano. Così come fanno anche gli artisti o intellettuali contestatori del sistema basato sull'immagine, ma che poi nella quasi totalità cercano di accoppiarsi con la bellona, magari giustificandosi con delle assurde paraculate, veramente imbarazzanti.
Perciò al di là dei luoghi comuni, dei buonismi e dei ragionamenti preconfezionati, una bella, che è un'onesta lavoratrice per esserlo e che non se la tira, merita tutto il rispetto possibile.

Danielle Dax

sabato 15 aprile 2017

357 - I RAGNI ITALIANI PIÙ VELENOSI

Premesso che tutti i ragni  producono e inoculano tossine piu o meno attive, perciò è sempre meglio evitare di farsi mordere, il ragno più pericoloso presente in Italia è:
la Malmignatta (Latrodectus tredecimguttatus) detta anche Vedova Nera Italiana, o Ragno di Volterra, simile alla Vedova Nera Americana, differisce per tredici punti rossi sul dorso, il suo veleno è pericoloso ma è raro che sia mortale
( qui un esempio delle conseguenze: www.medicinadurgenza.org).






Mentre questa sotto è la Vedova Nera Americana (Latrodectus mactans), velenosissima, più pericolosa:


Ci sono altri ragni pericolosi in Italia.
- Il Ragno Violino (Loxosceles rufescens)








- La Falsa Vedova Nera (Steatoda paykulliana)




- Il Ragno Lupo detto  Tarantola Italiana (Lycosa tarentula)
"Gli effetti del veleno del ragno sono prevalentemente locali, simili alla puntura di vespa,  con rari eventi di lievi necrosi. Quindi il morso della tarantola non è letale, ma neppure da non sottovalutare: è molto doloroso non tanto per il veleno, che non è molto tossico, quanto per l’azione fisica del ragno, essendo i suoi cheliceri di ragguardevoli dimensioni. Nella zona di morsicatura compare del gonfiore e possono associarsi sintomi sistemici quali nausea, vomito e malessere generale. Per ridurre il dolore ed il gonfiore conseguente al morso è utile applicare un cubetto di ghiaccio (avvolto in un panno per proteggere la pelle da lesioni da freddo). In caso di manifestazioni sistemiche la terapia è di ordine sintomatico. Però non è tanto facile farsi morsicare da uno di questi ragni di giorno, perché essi vivono rintanati nei loro tunnel e poi non si arrampicano, men che meno sugli esseri umani.
( http://www.lucianoschiazza.it/documenti/Tarantola.html )"


- Il Ragno dal Sacco Giallo (Cheiracanthium punctorium) molto aggressivo "non è oggi considerato pericoloso in quanto il suo veleno non ha effetti mortali o invalidanti sull’uomo. Il suo morso tuttavia può essere causa di forte dolore, urente, simile per intensità a quello dovuto ad una bruciatura e provoca solitamente rossore, turgore locale e prurito nella zona interessata. Tutti questi effetti hanno comunque natura transitoria regredendo spontaneamente in breve tempo (Vetter et al, 2006; Vetter & Isbister, 2008; Nentwig & Kuhn-Nentwig, 2013). Gli effetti sistemici come mal di testa e nausea, che solitamente passano comunque nel giro di qualche ora, sembrano essere attribuibili più a particolari condizioni fisiche del soggetto morso che all’azione diretta del veleno.
Fino a pochi anni fa si credeva che il veleno del genere Cheiracanthium potesse provocare delle necrosi tissutali, simili a quelle riscontrabili a seguito di un morso di Loxosceles; queste credenze erano frutto soltanto di esperimenti su animali da laboratorio e casi in cui il morso di questo ragno era stato solo presunto ma mai confermato (Vetter et al, 2006; Vetter & Isbister, 2008).
Si tratta di un ragno grande, tendenzialmente mordace e che non esita ad esibire i cheliceri con atteggiamento intimidatorio ed a mordere se inavvertitamente toccato o schiacciato. Può accadere di rinvenire esemplari erranti nel periodo estivo, specialmente i maschi, nei pressi o all’interno di case sia di campagna ma anche di centri abitati non eccessivamente metropolizzati che preservano al loro interno gli habitat tipici di questa specie. In queste aree non è quindi improbabile venirne a contatto ed essere accidentalmente morsi: nell’eventualità, come detto prima, eccetto i fastidi temporanei non sussistono altri pericoli per la salute.
( http://www.aracnofilia.org/i-ragni-locali/cheiracanthium-punctorium-miturgidae/) "





- Ci sono anche ragni velenosi non italiani che possono essere presenti, fuggiti a chi li alleva o importati con merci provenienti dall'estero, per esempio il ragno delle banane (Phoneutria nigriventer):










(Foto e testi tra virgolette sono tratti dal web, con il nome dell'autore dove è stato possibile reperirlo)

mercoledì 12 aprile 2017

356 - SICUREZZE

Se cerchi sicurezze le trovi nella nuova auto straordinaria, nel nuovo cellulare che dice ciao al cazzo, nella nuova moto più grossa e rumorosa, nel nuovo televisore che dicono ti trasforma l'esistenza e in ogni oggetto desiderato, per dimenticarti.
Ma sono sicurezze che spariscono appena possiedi l'oggetto e ti rendi conto che sei rimasto l'essere umano disperato di prima, ancor più di prima.
Sarai sempre in questa situazione, fino a quando non ti accorgerai che è tutta una enorme truffa, per rubarti la vita, facendoti fare lo schiavo che lavora per andare nel tempo libero nei nuovi templi ad ammirare e comprare nuovi oggetti.
Abbraccia un albero. Fa sesso con la persona insieme alla quale stai bene. O masturbati.
Qualsiasi cosa che vuoi veramente tu sarà sempre meglio che sprecare la vita per quello che ti impongono gli altri.

Banksy

lunedì 10 aprile 2017

355 - Dubbi politico/grammaticali

Una talpa inserita da un altro partito nel movimento 5 stelle si può definire un grillotalpa?
Un carcerato che fa sollevamento pesi e vota Forza Italia si può definire un forzuto forzato forzista?
Un avvocato che clandestinamente rilega i libri e pratica il bondage se vota per la Lega si può definire un legale rilegatore illegale legatore leghista?
Un nuovo costruttore di lampade al neon che vota per la prima volta Casa Pound si può definire un neoneonista neoneofascista?
Un impiegato postale che sbagliando data scrive su Facebook che vota Fratelli d'Italia si può definire un postelegrafonico postatore postdatato postfascista?
Un marciatore che possiede molti terreni agricoli a Fondi (LT) e creatore di un club di proprietari d'automobili Ford se vota Rifondazione Comunista si può definire un fondista latifondista fondano fondatore fordista rifondista?
Un universitario fumatore che aspira sigarette dal bocchino mentre va alla Bocconi e per hobby pratica molti fellatio se vota il deputato Bocchino si può definire un bocchinista bocconiano bocchinaro bocchiniano?


venerdì 7 aprile 2017

354 - GLI SCHIAVI BENESTANTI

Quello che mi infastidisce maggiormente in questi tempi orrendi è l'educato ragionare degli schiavi più benestanti, prendono le difese del potere che perseguita gli altri, con una logica fatta di luoghi comuni, inculcati da un presunto buongusto piccolo borghese.
Il generalizzare con il formarsi di tifoserie e l'identificarsi solo nei problemi che ci riguardano direttamente, considerando i diversi da sé poco più che immondizia umana, sono devastanti pieghe/piaghe mentali troppo diffuse attualmente.
Si stanno perdendo così in pochi anni diritti acquisiti dopo decenni o secoli di lotte, sputando sulle tombe dei tanti che hanno sacrificato la propria vita per questo.
Solo i camerieri del potere più impeccabili avranno qualche diritto, considerato un privilegio, un premio per il più prono, per chi non si oppone in alcun modo, per chi accondiscende nella miglior maniera.
Poi possono sempre sembrare interessanti, recitando la parte di una contestazione di facciata; ma al dunque si smaschera la recita dei cuccioli di una borghesia razzista, ottusa, stupida.
Capace di tutto per vendersi.
Capace di festeggiare e ballare sulle budella di chi soffre.
Vuoti a perdere ci governano la vita, mentre le persone piene di meraviglie vengono eliminate; perché il vero diverso spaventa sempre.
La fintamente arguta idiozia lollista dei mediocri è il muzak, colonna sonora di questo tempo infame.


venerdì 10 marzo 2017

353 - L'UTILITÀ DELLE PROTESTE

Serve ancora a qualcosa indignarsi e protestare, quelli che dicono non serve a niente è perché non hanno voglia di farlo o stanno bene anche con le ingiustizie. Quell'operaio licenziato perché era stato ammalato e ha dovuto subire un trapianto di fegato ora è stato reintegrato al lavoro, proprio grazie alle proteste e alla mobilitazione che si è creata.
State attenti anche ai trucchi mediatici, certi scrivono che lavora in una fabbrica d'armi di proprietà svizzera ma non è vero, confondono la Oerlikon-Bührle azienda svizzera che in Italia opera con il marchio Rheinmetall Italia S.p.A ( https://it.wikipedia.org/wiki/Oerlikon-B%C3%BChrle ) con la  Oerlikon Graziano SPA, dove lavora lui, che è italiana e costruisce ingranaggi ( http://tecodirectory.it/oerlikon-graziano-s-p-a/ ), tentando così di far calare la voglia di difendere il suo posto di lavoro in chi si mobilita. Oppure si attacca personalmente chi fa notare come siano licenziabili gli operai dopo le riforme di Renzi, come ho visto in un programma di La7, in cui la Santanchè e una giornalista del Corriere della Sera attaccavano Corradino Mineo accusandolo di sciacallaggio, solo perché aveva esposto l'evidenza di come sia peggiorata la situazione dei lavoratori.
Per chi preferisce che le persone comuni stiano buone e passive è meglio disinformare, per far credere che sia un episodio casuale, compiuto da dei cattivissimi svizzeri costruttori di armi, cercando di far calare l'adesione alla protesta e di far passare sempre l'idea che sia inutile o sbagliato mobilitarsi.


giovedì 2 marzo 2017

352 - I CANI DA GUARDIA DEGLI SFRUTTATORI

Uno magari ha 50 o 60 anni, è disoccupato e senza soldi, non è riuscito a trovarsi un lavoro stabile in tutta la sua vita e ora si ritrova in età avanzata, in piena crisi e completamente squattrinato, ma gli dicono che deve inventarsi un lavoro.
Lo prendono pure per il culo. Per scaricare la responsabilità su di lui e distrarre dal fatto che non ci sono politiche sociali serie.
In fondo si confida sempre sul fatto che uno abbia dei familiari che lo aiutano o che si venda la collanina della cresima al compro oro, giocandosi poi gli ultimi spicci sulle slot o con i grattaevinci, sperando così di dare una svolta alla situazione in cui si trova.
Chiudono gli stabilimenti, vanno nei paesi in cui costa meno la manodopera e si pagano meno tasse, mentre per quel poco lavoro che resta vengono organizzate lotte tra disperati al ribasso, con sempre meno diritti e stipendio.
Sento muratori che prendono 700 euro al mese, la metà di quello che prendevano pochi anni fa, con una famiglia da mantenere.
Leggo di un operaio della Fiat costretto a non andare in bagno e pisciarsi addosso, trattato  peggio di una bestia.
Una che conosco aveva un normale lavoro di commessa con un normale stipendio, hanno assunto due ragazze straniere disposte a fare lo stesso lavoro per meno della metà dello stipendio, e a dormire in magazzino su dei materassi buttati sul pavimento.
Nascono molti negozietti di alimentari gestiti da stranieri, sempre aperti, in cui i lavoratori si fanno 12 o 14 ore, senza una vita privata; nel frattempo un negozio che rispetta i diritti dei lavoratori, pagando il dovuto e facendoli lavorare 8 ore, deve chiudere.
Si sta creando un nuovo schiavismo, e i diritti acquisiti in decenni di lotte, anche sanguinose, stanno svanendo.
Tutto questo mentre la ristrettissima minoranza più ricca della popolazione diventa sempre più ricca, quindi la crisi non c'è, esiste solo per la maggioranza che non ha potere o conoscenze.
Ma la gente se la prende con lo straniero, meglio se è di pelle nera, o aspetta che qualche uomo forte venga a risolvere tutto.
O si diverte se rinchiudono nei cassonetti chi ci rovista.
Non si rendono neanche conto di essere diventati i cani da guardia del sistema che li opprime.
Solo un vero socialismo potrebbe farci uscire da questa situazione, ma il popolo bue ne ha paura.
Hanno paura dei costi di un salario minimo garantito, preferiscono che vadano alle mense dei poveri, così si mantengono i vari baracconi spesso religiosi o infiltrati da mafiosi, che  alla fine dei conti vengono pure a costare di più ai contribuenti, oltre al fatto che un salario minimo garantito, come esiste nella quasi totalità degli altri paesi europei, sarebbe completamente speso nei consumi necessari per sopravvivere, quindi reimmesso nel sistema economico, alzando il pil e creando occupazione; mentre adesso i soldi che guadagna speculando chi gestisce l'assistenza dei poveri vengono imboscati nei paradisi fiscali; come succede anche con i guadagni derivati dalle varie attività lavorative clandestine organizzate, che minano il lavoro regolare.
Eliminare lo sfruttamento dei lavoratoti, combattere il lavoro in nero e un salario minimo garantito sono necessari come l'aria, adesso, qui.


sabato 25 febbraio 2017

351 - SIAMO ALLO SFASCIO

Fasci, fascistoni, fascistoidi, fascistelli, fascistini.
Dichiarati o mascherati, palesi od occulti.
Crescono, ovunque.
Studentelli sui social
con i piercing, tatuaggi e barbetta,
con le foto della fidanzatina,
con le foto di papà e mammà,
esternamente sorridenti, ben vestiti, puliti,
ma dentro marci e fascisti.
Il loro pensiero è: dar fuoco al diverso.
Solo quello.
Fuoco al diverso. Fuoco al diverso.
A chiunque stoni nel sistema capitalistico
di sfruttamento dell'essere umano
che dicono di combattere,
che nella pratica difendono,
da sempre.
Bombe in piazza, bombe alla stazione
con targa fascista e guida americana.
Una per poco non l'ho vissuta dal vivo.
I miei nonni hanno avuto la vita rovinata dal fascismo.
I miei genitori erano nauseati dal fascismo.
Io non sono tradizionalista,
ma me l'hanno raccontato,
l'ho visto
e so distinguere a prima vista
lo sterco dalla cioccolata,
si sente l'odore, anche in lontananza,
si percepisce, si capisce
quanto il fascismo faccia schifo.
Anche se si maschera da destra sociale
che si nasconde dietro il socialismo
di facciata, del sansepolcrismo
del primo Mussolini,
quindi se ascolti un fascio sociale
ti dice che è solo stato rovinato da Hitler,
con la classica attitudine italiana
di dare sempre la colpa ad altro
per nascondersi la realtà
per giustificare i fallimenti
e gli ammazzati, come Matteotti.
Quello che servirebbe adesso è un vero socialismo
che difenda i cittadini e i lavoratori
dagli sfruttatori,
e non quello finto e mascherato
per truffare la gente
facendoli diventare
cani da difesa del sistema
aizzati massmediaticamente
dai loro sfruttatori
contro i più deboli e i diversi
per creare lotte tra poveri
che distraggano
dalle ruberie dei padroni
dai loro omicidi
e dal fatto che ci hanno, tutti, espropriati
dalle nostre vite.

Film: "Fascisti su Marte" (2006)

venerdì 27 gennaio 2017

350 - MODE E TEMPI

Mi piacciono quelli vestiti alla loro maniera, che non cambiano nel tempo.
Come i fighetti primi anni 80 che ancora girano con quei maglioncini in colori  pastello sulle spalle o legati in vita e con il caschetto alla Nino D'Angelo, ormai grigio e spelacchiato.
Oppure c'era uno qui che era conciato come i Cugini di campagna, con una parrucca enorme nera e vestito a fiori, era  rimasto alla moda del periodo degli hippy, così quando è morto mi sono accorto che aveva quasi 80 anni, sembrava sempre uguale, si era fermato nel tempo.
Ce n'era un altro che si considerava un gran figo, aveva sui 50 anni con un taglio di capelli a caschetto tipo Beatles, su una faccia da delinquente e la mascella squadrata, girava con dei completini unici che aveva solo lui, consistenti in calzoni corti e camicia a maniche corte in tessuti fantasia, a fiori o a pois in genere, della camicia lasciava sbottonati i bottoni più in basso così annodava i due lembi, come quando si va a cagare, lasciando la pancia prominente nuda con l'ombelico in vista, ricordava Raffaela Carrà ai tempi del tuca tuca; faceva il bovaro in una stalla come lavoro e alla sera usciva vestito in questa manera, anche in primavera col fresco, convinto di conquistare le donne con la sua personalità originale.
In un bar qui ci sono ancora dei vecchi vestiti da anziani e quando passo davanti rallento per ammirarli meglio, li guardo come fossero delle bestie in via d'estinzione, passano il tempo a giocare a carte, hanno quei pantaloni larghi con due pince per lato, lunghi anche in piena estate, camicia a maniche corte bianca o celeste chiaro, molti hanno quelle scarpe da uomo in pelle intrecciata che sembrano di vimini e non ne vedi in giro in vendita, le farà solo per loro qualche calzolaio che risiede in un'altra dimensione spaziotemporale o forse sono sempre quelle che avevano da giovani e le fanno risuolare; tutti nel bar sono vestiti così, non ce ne è uno con un paio di jeans o una maglietta, sono ammirevoli in questo periodo in cui tutti gli anziani cercano di apparire giovani in ogni modo.
Uno della mia età, anche l'ultima volta che l'ho visto, era vestito con il maglioncino senza maniche infilato dentro i jeans corti alla caviglia, col calzino bianco, come andava ai tempi in cui gli alternativi si mettevano in circolo sulla pista della discoteca quando suonavano Foreign Affair o Moonlight Shadow, le ragazze mettevano le borse in centro del cerchio e poi ballavano al rallentatore, dando come dei lenti calcetti verso il centro del cerchio, con la testa china e la faccia triste.
A me parevano abbastanza dei cretini, ma adesso li ricordo anche loro con nostalgia. In fondo si ribellavano in qualche maniera al sistema che predominava allora, negli anni 80, erano vestiti dimessi e non di marca, i ragazzi avevano i capelli lunghi o con tagli strani, le ragazze avevano i capelli lisci lunghi e non le acconciature cotonate di moda per le ragazze nel periodo, ancor meglio parlandoci si capiva che cercavano, seppure ingenuamente, qualcosa di diverso da quello che veniva imposto dalla moda e dal mercato.
Erano intossicati forte però, spesso ne sveniva qualcuno in discoteca.
Una volta ne è svenuto uno gigantesco con una crostata in testa, aveva i capelli tagliati a scacchi come una torta crostata, con quadrati pelati e i capelli facevano da bordo del quadrato, sarà stato due metri circa e grosso, non riuscivano a trasportarlo fuori i camerieri e il buttafuori, allora in aiuto hanno chiamato me e un altro, che eravamo i due più grossi nelle vicinanze, tutti insieme lo abbiamo sollevato e portato fuori all'aria aperta, mollandolo steso sul marciapiede (allora si usava soccorrerli così).
Si è ripreso.
Poi, non so perché, nei giorni seguenti hanno cominciato a dire in gìro che ero svenuto io in discoteca e mi avevano portato fuori di peso. Se me lo dicevano e spiegavo loro come invece erano andate veramente le cose mi guardavano strano, come se pensassero: "Senti per non fare brutta figura che storie si inventa sto tossico di merda!"
Ricordo anche una moda che c'eravamo inventati nel mio paese sul finire degli anni 70, consisteva nel non fare su il bordo inferiore dei jeans quando si compravano nuovi, ma di lasciarlo andare sotto gli stivaletti, così arrivava circa alla punta e camminando si stracciava la parte che finiva sotto le suole, in questo modo si avevano delle frange che attorniavano lo stivaletto, strisciando sul suolo, eravamo solo in tre o quattro conciati così, era una specie di moda punk autoctona e ci pareva di essere figherrimi. Sono capitato a Venezia, sono andato nei cessi pubblici vicino a Piazzale Roma per pisciare, ma erano esondati e c'erano 5 centimetri di liquame in tutto il locale, perciò io con la mia moda originale camminando nel liquame mi sono imbevuto i jeans di acqua e piscio, fino ad altezza del ginocchio.
Da allora ho abbandonato quella moda.

venerdì 20 gennaio 2017

349 - INCONSAPEVOLI

Stavo guardando i gruppi e le pagine che inneggiano a duce&fascismo, vedo delle donne anche giovani che hanno quelle idee, senza rendersi conto che con il loro amato duce le donne non avevano nemmeno il diritto al voto, non potevano votare perché erano considerate come delle bestie, per il duce la donne dovevano unicamente essere “madre e sposa esemplare”, adatte solo a proliferare e stare in casa mute&caste a pregare che vada tutto bene, poiché se aveva il sospetto di essere tradito il marito poteva ammazzare la moglie a suo piacimento e il gesto era scusato con pene minime come delitto d'onore dalla giustizia del tempo (per essere cancellato il delitto d'onore abbiamo dovuto aspettare il movimento del 68 e dei referendum degli anni 70, ma anche in questo caso si trovano dei deficienti che parlano male dei movimenti di emancipazione degli anni 60/70, invece di ringraziarli perpetuamente per avere conquistato le libertà di cui usufruiscono).
Quindi bisogna essere dementi totali per auspicare un ritorno al fascismo se si è donne.
Per non parlare se si è gay e ci sono anche dei gay fascisti.
Poi vedo pure alcuni harleysti nei gruppi fascisti, imbottiti di tv e cinema americano vivono in funzione della loro moto americana e rimpiangono il duce, che era un autarchico fanatico dell'italianità e, se ci fosse, la loro adorata moto gliela sfascierebbe immediatamente a manganellate.
Insomma certa gente palesemente non capisce niente ma vota, mentre io metterei degli esami come con la patente per poter votare, non può un demente di quelli suddetti avere un voto con lo stesso valore di un altro votante che invece si informa approfonditamente e lo dà consapevolmente.
Altrimenti il voto come è adesso falsa la democrazia, facendola diventare una dittatura di coloro che riescono a influenzare con i mezzi di comunicazione gli elettori con le menti più deboli, riuscendo così a farli votare persino contro se stessi.