sabato 30 aprile 2016

270 - NOI CHE...

Ho letto che Carlo Conti cerca delle frasi simpatiche che inizino con "Noi che..." per ricordare gli anni passati, ho pensato di inviargli anch'io alcune frasi simpatiche:

Noi che la strategia della tensione ci faceva saltare in aria alla stazione dei treni e poi i processi venivano depistati dalla P2, P2 a cui appartiene anche Silvio Berlusconi con tessera n.1816.

Noi che lo Stato infiltrava nelle manifestazioni agenti in borghese armati che sparavano, e chi non ci crede lo chieda a Giorgiana Masi.

Noi che la mafia collusa con apparati dello Stato ci nascondeva il fumo per far diffondere l'eroina.

Noi che alla tv sentivamo le stesse canzoni di merda che sentiamo ancora adesso, mentre tanti grandi della musica restano sconosciuti.

Noi che vivevamo negli anni di piombo ma sappiamo solo noi che c'era molto di buono nascosto da quel piombo, gettato appositamente sui ricordi.

Noi che ci stava sul cazzo Pippo Baudo quanto adesso Carlo Conti.




mercoledì 27 aprile 2016

269 - COME FARSI FREGARE PER TUTTO IL TEMPO DELLA NOSTRA VITA DAL SISTEMA CAPITALISTICO

Odio le facilitazioni, i pensieri comodi, le convenzioni sociali, ogni adeguarsi alle usanze comuni.
Quello che più odio è il recitare una parte per essere accettati in un contesto sociale, è l'atteggiamento umano più degradante e patetico che ci sia, per me.
Invece noto nella quasi totalità della gente che mi circonda non è così, recitano quasi tutti per nascondere ciò che sono, dentro di loro si fanno schifo pertanto non volendo farsi riconoscere cercano sempre di camuffarsi per essere accettati socialmente.
Io ho il vantaggio che sto veramente meglio da solo che in compagnia, e non per posa, non me ne vanto e non lo consiglio a nessuno perché so che non è una vita agevole. Ma io sto meglio così.
Questo mi dà il vantaggio di fregarmene di essere accettato da un qualsiasi gruppo sociale.
Non devo mettere in mostra dei segnali che mi facciano riconoscere e catalogare come appartenente a un qualche raggruppamento.
Non dico a nessuno di fare come me, ma neanche di falsarsi per essere ciò che non si è.
Bisogna evitare d'avere paura di noi stessi, accettandosi cercando sempre di migliorarsi ci accetteranno anche gli altri, se invece si recita conosceranno il personaggio che si interpreta, ma quando conoscendoci meglio vedranno il nostro vero volto saranno delusi dal trovare un'altra persona, capiranno che è tutta una recita e giustamente ci schiferanno considerandoci persone false e traditrici.
Invece se si è sinceri se ci apprezzano sarà per quello che siamo veramente, e anche se faremo ribrezzo a qualcuno perlomeno ci considererà onesti e sinceri, seppure schifosi.
È il volere piacere a tutti la fregatura che spinge a recitare, ed è un comportamento indotto in gran parte dalla televisione, in cui devono piacere a tutti per fare più ascolto, allora chi si forma mentalmente guardando la tv assume anche lui questo atteggiamento, cancellando così ogni forma di personalità propria, per diventare un essere insulso che in realtà più che piacere a tutti non dà fastidio a nessuno, soprattutto a chi detiene il potere.
Chi è ai vertici della piramide dello sfruttamento capitalistico adora le persone prevedibili e classificabili, per vendere meglio i prodotti che induce a desiderare, facendo leva proprio sulla voglia di adeguarsi agli altri e di farsi riconoscere socialmente, con la somma genialità che rende questa una dittatura perfetta di mettere a disposizione dei consumatori la versione contestatrice del sistema, per cui uno sarà considerato un vero contestatore solo se ha comprato i gadget messi a disposizione per essere riconosciuti come contestatori: così devi avere ascoltato certi dischi, visto certi film, letto certi libri e se vuoi sembrare ancora più libero dai condizionamenti sociali sarà ancor meglio avere una motocicletta, magari di quella determinata marca e girarci con quel determinato abbigliamento, in modo che nelle ore d'aria concesse agli schiavi dal sistema potrai sfoggiare i simboli che faranno credere a te e agli altri di essere uno veramente libero dai condizionamenti.


martedì 19 aprile 2016

268 - GLI ITALIANI MEDI E I REFERENDUM

Italiani medi non pigliatevi per il culo da soli col discorso che non avete capito questo referendum ed era confuso, diciamo la verità: all'italiano medio non gliene frega un cazzo di qualsiasi questione pubblica.
In 20 anni non è passato nessun referendum, tranne quello sulla privatizzazione dell'acqua solo perchè l'italiano medio temeva che gli aumentassero la bolletta.
L'italiano medio se c'è da imparare qualcosa che gli interessa si applica subito, sa immediatamente il funzionamento di complicatissimi giochi o di intricate slot machine o come ottenere scontato il televisore di moda o come fare l'abbonamento per vedere le partite della champions league.
Gli interessa solo quello che lo riguarda personalmente, non sa neppure cosa sia la cosa pubblica, lo noti dalla sostanziale indifferenza davanti agli scandali del denaro pubblico rubato, in qualsiasi altra nazione ci sono sollevazioni popolari e indignazioni per ammanchi di pochi euro, qui spariscono miliardi di euro nell'indifferenza generale; perché nel suo ragionamento l'italiano medio pensa che tanto sono soldi pubblici, mica i soldi suoi privati.
Lo stesso ragionamento che lo spinge a tenere pulita la sua casa e appena esce per strada comincia a gettare per terra la carta delle caramelle o la lattina di birra o il pacchetto di sigarette vuoto; che poi insieme alle cartacce gettate dagli altri italiani medi alla prima pioggia intensa finiscono a ostruire le grate delle fognature, così si allagano le strade e i piani terra delle case, poi vedi che intervistano gli allagati e senti che tutti danno la colpa allo stato che non passa a pulire le grate delle fognature. Ed è così su tutto, dall'evasore fiscale visto con benevolenza, alla casa abusiva che devasta l'ambiente, alla raccomandazione per far passare il figliolo scemo davanti a quello capace.
Qui per poter vivere in una vera democrazia bisogna togliere il diritto di voto all'italiano medio o espatriare.


sabato 16 aprile 2016

267 - OPINIONEGGIANDO

Un giorno su Facebook ho litigato con musicista barbuto pseudoalternativo, fan dei Joy Division, che parlando di aborto mi diceva la chiesa fa bene a ostacolare la pillola del giorno dopo, così imparano a pensarci prima. Un'altra volta c'era un altro pseudoartista barbuto che con cervellotici sofismi spiegava che non andrà a votare, ma mi sono accorto che non aveva capito niente, neppure per cosa doveva esprimere il parere. Mi chiedo cosa mi ha fatto collegare i due: la barba modaiola, l'artisteggiare o l'usare facebook per defecare pensieri, senza il filtro di un minimo ragionamento logico? Mi rispondo: è soprattutto il cagare pensieri senza filtri. Quello è il problema principale, aggravato dalla sicumera che hanno acquisito molti credendosi dei gran cervelli, deliziati dai mi piace per le proprie espressioni pseudoartistiche propinate sul web si montano la testa e presumono di essere pozzi di saggezza, perciò si mettono a sentenziare su tutto, dimostrando così di non sapere in realtà una sega. Provo nostalgia per le chiacchiere da bar a questo punto, almeno uno rischiava l'incolumità fisica sparando certe stronzate, o come minimo l'emarginazione sociale venendo considerato un vero deficiente, come sarebbe successo ai tipi succitati se fossimo stati tutti al bar che frequentavo prima di riversarci qui sul web a opinioneggiare su tutto.  Uno ci pensava su bene e cercava di informarsi prima di esprimere un'opinione.  Io faccio ancora così, come se fossi ragazzino in un bar frequentato da energumeni della sinistra anni 70, cerco di esprimermi solo quando sono sicuro di quello che dico e tengo conto della valenza sociale che può avere ciò che dico.  Però conservo sempre un'autonomia di pensiero che a quei tempi non c'era, ci litigavo spessissimo con quei tipi di sinistra, troppo ortodossi, persino il partito comunista di allora non mi piaceva, troppo dirigismo dall'alto e troppi cervelli all'ammasso dal basso che ripetevano la linea del partito, senza un minimo pensiero autonomo, era come se fosse una religione.

Pavel Kucinski

267 - OPINIONEGGIANDO

Un giorno su Facebook ho litigato con musicista barbuto pseudoalternativo, fan dei Joy Division, che parlando di aborto mi diceva la chiesa fa bene a ostacolare la pillola del giorno dopo, così imparano a pensarci prima. Un'altra volta c'era un altro pseudoartista barbuto che con cervellotici sofismi spiegava che non andrà a votare, ma mi sono accorto che non aveva capito niente, neppure per cosa doveva esprimere il parere. Mi chiedo cosa mi ha fatto collegare i due: la barba modaiola, l'artisteggiare o l'usare facebook per defecare pensieri, senza il filtro di un minimo ragionamento logico? Mi rispondo: è soprattutto il cagare pensieri senza filtri. Quello è il problema principale, aggravato dalla sicumera che hanno acquisito molti credendosi dei gran cervelli, deliziati dai mi piace per le proprie espressioni pseudoartistiche propinate sul web si montano la testa e presumono di essere pozzi di saggezza, perciò si mettono a sentenziare su tutto, dimostrando così di non sapere in realtà una sega. Provo nostalgia per le chiacchiere da bar a questo punto, almeno uno rischiava l'incolumità fisica sparando certe stronzate, o come minimo l'emarginazione sociale venendo considerato un vero deficiente, come sarebbe successo ai tipi succitati se fossimo stati tutti al bar che frequentavo prima di riversarci qui sul web a opinioneggiare su tutto.  Uno ci pensava su bene e cercava di informarsi prima di esprimere un'opinione.  Io faccio ancora così, come se fossi ragazzino in un bar frequentato da energumeni della sinistra anni 70, cerco di esprimermi solo quando sono sicuro di quello che dico e tengo conto della valenza sociale che può avere ciò che dico.  Però conservo sempre un'autonomia di pensiero che a quei tempi non c'era, ci litigavo spessissimo con quei tipi di sinistra, troppo ortodossi, persino il partito comunista di allora non mi piaceva, troppo dirigismo dall'alto e troppi cervelli all'ammasso dal basso che ripetevano lalinea del partito, senza un minimo pensiero autonomo, era come se fosse una religione.

Pavel Kucinski

martedì 12 aprile 2016

266 - NO POLIESTERE

Ogni tanto in giro capita di vedere qualche vecchio rinco puttaniere di stile berlusconiano, con i capelli tinti, la camicia scura di poliestere, gli occhiali da sole negli interni e la cavezza d'oro in vista.
La gente si apre in due come il Mar Rosso con Mosè per farlo passare, quando ti è vicino capisci tutto, ti tiri in parte anche tu,  e lui passa.
Noti che si gasa del fatto, crede di incutere timore e di venire rispettato per il suo aspetto grintoso.
Invece deve rigraziare per ciò solo il poliestere, essendo per la puzza tremenda da sudore marcio che emana la sua camicia del cazzo di poliestere che lo fanno tutti passare davanti alla svelta, anche se è in fondo alla fila,  poiché se si soffermasse farebbe venire gli sforzi di vomito anche alla più tosta delle massaie.
Lui crede di essere un duro, ma è duro solo di comprendonio.
Per evitare di essere coglioni i cotal maniera non comprate mai maglie o camicie in poliestere, neanche se ne hanno solo una minima parte.




venerdì 8 aprile 2016

265 - LA MAFIA PER TUTTI

La vera mafia non è il figlio di Riina in Rai, la vera mafia è la Rai, piena di raccomandati di partito, che fa pubblicità ma ti chiede il pizzo perché possiedi un televisore e adesso ti taglia la luce se non lo paghi, è l'idiozia dei programmi più stupidi che trasmette, sono i dirigenti e i conduttori provenienti da Mediaset riciclati dal piduista Berlusconi nella Rai per controllare anche la concorrenza e scaricare sui contribuenti gli stipendi da pagare, ...
La mafia è il sistema.
Pure la ditta che prende l'appalto pubblico e fa un lavoro scadente per rubare il denaro pubblico e quel lavoro era un argine e l'argine quando il fiume è in piena cede e si annega la gente e la causa è la natura ormai incontrollabile dicono dalla Rai, invece no, è stata la mafia.
Oppure gli ortaggi cancerogeni coltivati sui rifiuti tossici e venduti sul mercato mescolati agli altri sono la mafia.
Sono amenità simili la mafia e producono nella società l'humus su cui proliferano tutte le varietà di mafie possibili.
E la mafia sei tu, quando per non morire di fame e avere un lavoro miserabile sei costretto a farti raccomandare dal potente di turno, magari passando davanti a uno con più capacità che non ha conoscenze, qualcuno anche della sinistra che si adatta dirà che è giusto così, ma magari fai il medico, magari ti trovano un lavoro, magari non sai un cazzo, magari operi qualcuno e muore e magari diciamo tutti che sono disgrazie che capitano...capitano stocazzo, capitano se c'è la mafia diffusa ovunque.
E solo un reddito minimo garantito e dei diritti garantiti per tutti possono sconfiggere la mafia, così che la gente non sia più costretta a chedere favori e a competere in una guerra tra poveri per il ribasso di stipendi e diritti, al fine di far aumentare il profitto di chi comanda il gioco.
Al nostalgico fascistoide di turno che tirerà fuori il prefetto Mori e Mussolini che hanno combattuto la mafia e gli americani che l'hanno fatta rinascere nel dopoguerra, faccio notare che il fascismo era una forma di mafia, con un potere da rispettare e dei cittadini sudditi che dovevano obbedire a quel potere per ottenere ciò che spettava loro, mentre chi dissentiva veniva eliminato. Quindi hanno solo cercato di eliminare la concorrenza, magari inglobandola (da Wikipedia: Alcuni mafiosi erano membri del PNF, a conoscenza e con il favore di Benito Mussolini. Il principe Lanza di Scalea fu uno dei candidati nelle liste del PNF per le amministrative di Palermo mentre a Gangi il barone Antonio Li Destri, pure candidato del PNF, era protettore di banditi e delinquenti. Il carabiniere Francesco Cardenti così riferisce: "Il barone Li Destri al tempo della maffia era appoggiato forte ai briganti che adesso si trovano carcerati a Portolongone (Elba) se qualcuno passava dalla sua proprietà che è gelosissimo diceva: Non passare più dal mio terreno altrimenti ti faccio levare dalla circolazione, adesso che i tempi sono cambiati e che è amico della autorità [...] Non passare più dal mio terreno altrimenti ti mando al confino.").
Solo un socialismo vero e diffuso elimina la mafia.

 dal libro "Cento passi, cento sorrisi" Edizioni Zem
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