martedì 29 aprile 2014

239 - Quelli

Quelli che se non piacciono a qualcuno allora questo è sicuramente gay/lesbica forse sono cessi a loro insaputa.

lunedì 14 aprile 2014

237 - Una storia del cazzo

Ieri sera mi son messo a parlare col mio cazzo.
Ed è già una cosa strana.
Ma ancor più strano è che lui mi abbia risposto e ancor più sorprendentemente si è rivelato un tipo assennato, non il testa di cazzo che immaginavo.
Oggi vado dal dottore a farmi visitare e farò parlare solo lui, il mio pisello.
Sono stanco di tutto, da ora in poi mi farò guidare dal pene, se volete parlarmi rivolgetevi a lui.
Nei colloqui di lavoro me lo tirerò fuori e lascerò che parli lui per me.
Se il prete mi busserà alla porta che vuole benedirmi la casa estrarrò in silenzio il mio battacchio e farò un cenno al prete che parli con lui.
Se le forze dell'ordine mi fermeranno per strada io sbatterò fuori l'uccello che parli con loro; se mi arresteranno per atti osceni e mi trascineranno in tribunale alle domande del giudice risponderò tirandomelo fuori, facendo rispondere al mio membro.
Direte che mi diranno che non lo sentono, che non sentono nessuna voce provenire dal cazzo, che vorranno portarmi in ospedale psichiatrico; niente paura, io li fregerò tutti, ho un asso nella manica: ho appena terminato un corso per ventriloquo e il pupazzo potete immaginarvi chi è.

venerdì 11 aprile 2014

236 - L'oggetto dei desideri

Chi si sente una nullità se non ha un oggetto che desidera si rassegni, lo sarà anche se lo avrà.


giovedì 3 aprile 2014

235 - Nessuna fermata

Casualmente accendo la tv e capito su una trasmissione condotta da Lilli Gruber in cui si diceva che Matteo Salvini, segretario della Lega è un appassionato di musica e i suoi preferiti sono Giorgio Gaber e Fabrizio de André.
C'è qualcosa che non mi torna.
Poi penso a Formigoni che va ai concerti metal o a Gasparri che come film preferito cita Blade Runner, e m'immagino le voci delle anime candide che si rifiutano di crederci, sentendo queste notizie dicono non è vero, che lo diranno per farsi belli, sperano non sia possibile.
Invece purtroppo mi sono reso conto che è vero, ma pensandoci bene sostituisco il "purtroppo" con "per fortuna", perché penso all'inizio del punk, del vero punk in continua evoluzione, mai uguale a se stesso, sempre senza fermarsi. Così come qualsiasi movimento che abbia segnato il nostro tempo è stato una breve corsa fuori dal contesto, ma quando si viene raggiunti e si comincia a essere inglobati allora bisogna essere già altrove.
Ecco il punto della questione: siamo fermi, noi, noi che la pensiamo in un certo modo e stiamo ancora con punti di riferimento di decenni fa, per cui siamo stati raggiunti persino dai tipi suddetti.
Condividiamo citazioni sentite di persone morte da anni, canzoni risapute e strasentite, mentre quando si prova a mettere una novità o qualcosa fuori dagli schemi non c'è quasi nessuno che ci degna anche solo di un ascolto.
Curiosità zero, voglia di cambiamento sottozero.
Senza un fermento culturale si leggono, guardano e ascoltano praticamente solo degli oggetti, che avulsi dal contesto sociale in cui ci si trovavano sono diventati prodotti, tranquillizzanti e sterilizzati, essendo lontani dal loro significato originario sono innocui oggetti, buoni per regalarseli nelle ricorrenze prestabilite.
Essere alternativi è rivolta, è magma, fuoco continuo, bruciare continuamente in un'eterna corsa verso nuove idee; non è ritrovarsi in un pub con mestizia fissando le etichette delle birre e ascoltando il rassicurante già sentito.
Si muore lentamente quando si smette di correre via.
È necesssario  muoversi continuamente senza farsi mai raggiungere e inglobare, bruciando verso orizzonti sempre nuovi.