lunedì 14 aprile 2014

237 - Una storia del cazzo

Ieri sera mi son messo a parlare col mio cazzo.
Ed è già una cosa strana.
Ma ancor più strano è che lui mi abbia risposto e ancor più sorprendentemente si è rivelato un tipo assennato, non il testa di cazzo che immaginavo.
Oggi vado dal dottore a farmi visitare e farò parlare solo lui, il mio pisello.
Sono stanco di tutto, da ora in poi mi farò guidare dal pene, se volete parlarmi rivolgetevi a lui.
Nei colloqui di lavoro me lo tirerò fuori e lascerò che parli lui per me.
Se il prete mi busserà alla porta che vuole benedirmi la casa estrarrò in silenzio il mio battacchio e farò un cenno al prete che parli con lui.
Se le forze dell'ordine mi fermeranno per strada io sbatterò fuori l'uccello che parli con loro; se mi arresteranno per atti osceni e mi trascineranno in tribunale alle domande del giudice risponderò tirandomelo fuori, facendo rispondere al mio membro.
Direte che mi diranno che non lo sentono, che non sentono nessuna voce provenire dal cazzo, che vorranno portarmi in ospedale psichiatrico; niente paura, io li fregerò tutti, ho un asso nella manica: ho appena terminato un corso per ventriloquo e il pupazzo potete immaginarvi chi è.

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