venerdì 16 dicembre 2016

348 - Copyright ©

Se credete che mettendo alla fine di quello che scrivete su Facebook il simbolo © siete protetti e non vi fregheranno niente allora potete credere anche che arrivi Babbo Natale con la slitta trainata dalle renne, che la Befana voli su una scopa, che Berlusconi sia un abile imprenditore, che la Tav non costi in Italia sei volte più che nelle altre nazioni, che la P2 fosse solo un'associazione di gente ambiziosa, che i comunisti siano tutti cattivoni che vogliono farvi star male e che il Papa vi voglia tanto tanto tanto bene.
Insomma non preoccupatevi, è normale, siete solo degli italiani medi, creduloni e romantici, con due baffi da uomo o meno, credete in Dio, nell'Enalotto, nei Tg.
Invece io sono uno di quei balordi che vede retroscena e complotti quasi ovunque, perché cerco d'approfondire, perché sono un dissociato, uno spiantato, uno scapestrato; non badatemi; emarginatemi pure, lasciatemi con i tipi strani come me fuori dalla vostra vita.
Voi credete in quello che vi inculcano e vivrete più spensierati di me.
E mettete il © sotto le vostre rime scopiazzate dai libri di scuola, non sia mai che ve le copino e incautamente ci tocchi leggerle un'altra volta.


giovedì 8 dicembre 2016

347 - ARTISTI E ANALFABETI FUNZIONALI

Artista e analfabeta funzionale sono due delle definizioni più usate sui social network oggigiorno; artista in un uso elogiativo, analfabeta funzionale in un uso denigratorio.
Ma le due categorie spesso non esistono o se esistono a volte son presenti in un'unica persona.
Uno può essere un vero artista istintivamente, senza alcuna cultura o capacità di comprensione ma riuscirà a trasmettere emozioni tramite la sua opera meglio dei più dotti. Oppure può ammantare la sua mediocrità con una patina artistica, ecco che nel caso degli scrittori se la tireranno da gran sapienti, usando termini desueti e deridendo chiunque scriva il minimo refuso con discorsi da nazisti grammaticali, poi magari leggi loro cosa scrivono e ti trovi di fronte alla fiera delle banalità, spesso pure scopiazzate da altri, perché non sono neanche capaci di scrivere delle stupidaggini da sé, devono copiarle.
Ovviamente è preferibile chi è creativo ma poco colto di chi è colto ma vuoto, senza ispirazione, nonché se la tira da gran artista sapiente. Ma il tipo del secondo caso darà dell'analfabeta funzionale a quello del primo, non comprendendo che invece è lui il vero analfabeta funzionale, innanzitutto per l'uso improprio del termine, non avendo capito niente in proposito finisce per dare dell'analfabeta funzionale a chiunque abbia un pensiero diverso dal suo ("Gli analfabeti funzionali sono le persone che non ci piacciono, i diversi da noi". - Erik Boni - http://www.dudemag.it/attualita/chi-parla-di-analfabetismo-funzionale-e-un-analfabeta-funzionale/ ).
Se ne trovano molti che criticano chiunque si discosti dalla loro visione delle cose, invece di tenere la mente aperta a nuovi stimoli si chiudono, piantano i paletti e solo quello che appartiene alla loro visione va bene,  il resto è spazzatura per il semplice motivo che non rientra nelle regole che si sono imposti e che ritengono di valore universale in ragione alla loro arroganza.
Perciò faccio un appello agli artisti pieni di sé:  prima di cercare le pagliuzze negli occhi degli altri date una controllatina alla trave che, magari a vostra insaputa, avete nel vostro occhio o nel vostro ano.

sabato 3 dicembre 2016

346 - Escatologicamente scatologici: le feci come fine ultimo dell'umanità

La cacca rilassa, farla e parlarne, perché rilassa?
In maggior parte l'umanità si vergogna di fare escrementi, agognando a una perfezione divina di bellezza e purezza che non contempla la cacca.
Se si vede una bellissima donna, di quella bellezza assoluta ed eterea, con un corpo armonioso e sensuale, un sorriso e una simpatia che sono un arcobaleno di colori nel grigio della vita, un'intelligenza che abbaglia e affascina, ecco che una simile perfezione diventa una nostra dea, un esempio di una creatura che ha raggiunto quella meta di bellezza, equilibrio e consapevolezza che tutti noi ci poniamo, ma che solo pochi raggiungono e per un periodo molto limitato della vita, prima che gli inevitabili fenomeni dell'invecchiamento deteriorino quella perfezione esteticamente; perciò quando ci appare questa visione il cervello si rifiuta di pensare che abbia anche lei quelle incombenze che riteniamo vergognose e disdicevoli come defecare o urinare, si fatica a immaginarla mentre al mattino si accinge a evacuare.
Non riusciamo nella nostra aspirazione alla bellezza assoluta ad accettare la parte corporale della nostra persona, vogliamo scindere lo spirito dal corpo, così come vogliamo scindere la perfezione di un corpo dal suo funzionamento che ci rende tutti appartenenti al genere animale.
Vogliamo corpi perfetti, che non invecchiano e non defecano.
Questa visione distorce la nostra vita, peggiorandola.
Poiché se invece accettassimo l'idea di essere tutti esseri che nascono, crescono, invecchiano, crepano e lo fanno mangiando, bevendo, defecando, urinando noi tutti vivremo meglio, più pienamente, senza farci troppe menate e masturbazioni mentali, ma invece badando ai valori concreti.
Ci sarebbero meno razzismi e ghettizzazioni, perché uno diverso da noi e lontano dal nostro ideale di bellezza non verrebbe ignorato, emarginato o peggio ancora perseguitato come succede oggi.
Vivrebbero meglio persino i belli, perché anche la donna bellissima di cui facevo l'esempio non vivrebbe nel terrore di perdere quella bellezza e quel carisma per una semplice scorreggiona sfuggita o per qualsiasi altra funzionalità corporale non contemplata nel nostro ideale di bellezza, che ci siamo costruiti artificialmente; inoltre avanzando con gli anni non ricorrerà a cure estetiche chirurgiche per modificare il suo aspetto, per inseguire quell'immagine di bellezza fugace che aveva raggiunto in gioventù, diventando così la caricatura di ciò che era, ridicolizzandosi.
Solo accettandoci ci salveremo in questa vita, persino i più belli se accettano di invecchiare acquisiscono un fascino maggiore di quelli che non lo accettano ricorrendo alle maschere chirurgiche.
Persino gli animali starebbero meglio, nella nostra folle ricerca della bellezza assoluta coinvolgiamo anche loro e quando il bel cucciolo comincia a defecare ecco che comincia ad avvicinarsi il suo abbandono, perché non è più quell'immagine perfetta che ci eravamo fatti.
Per questo quando si parla di cacca ci si rilassa, si ride di quello che siamo, cagatori che vorrebbero essere statue perfette, ferme nel tempo.
L'escatologia dell'umanità, il fine ultimo e assoluto della nostra esistenza, potrebbe paradossalmente essere proprio ciò che riteniamo più lontano e vergognoso: l'accettare la defecazione (sperando che qualcuno non si metta con un'accetta a fare a pezzi le sue feci).
Accettando il fatto che siamo anche dei gran defecatori possiamo vivere tutti più consapevolmente e pienamente questa vita; persino in un eventuale escatologico al di là si potranno avere migliori chances, grazie all'aiuto della scatologia durante l'esistenza.