giovedì 28 marzo 2013

157 - Istituzioni

"Ha offeso le istituzioni" sento dire, ma che assurdità è?
Sono le cosiddette istituzioni che ci tolgono ogni dignità, aiutando i ladri di stato a rubare e invece di tagliare gli sprechi condannando i ladroni fanno pagare ruberie e sprechi ai cittadini, riducendoli alla disperazione, senza futuro, costringendoli a vivere miseramente, mentre i farabutti di ogni specie si arricchiscono sulle loro spalle protetti dalle cosiddette istituzioni.
Guai a chi li offende, vogliono così sembrare gente autorevole e rispettabile.
Ma sono solo ridicoli.
E hanno rotto il cazzo.
Così è una dittatura: politici corrotti, industriali evasori e una casta dirigenziale strapagata legati tra di loro, complici, mentre chi è fuori dalla loro cerchia non può nemmeno criticare, nemmeno parlare, è lesa maestà; quando invece sono loro che offendono l'istituzione principale che è il popolo, di cui sarebbero al servizio e invece lo tradiscono, lo sfruttano, lo derubano, non facendo gli interessi della popolazione ma solo i propri interessi e quelli dei loro complici.
Vanno processati e incarcerati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata e continuata, appropriazione indebita, alto tradimento, e per svariati altri reati.
Devono essere sequestrati tutti i beni loro e dei loro prestanome, che hanno ottenuto dolosamente.
Altrimenti non saremo mai un paese civile.



venerdì 8 marzo 2013

156 - Festa della donna


La festa della donna mi ricorda la festa dell'handicappato o la giornata in cui danno da mangiare ai senzatetto, un giorno per lavarsi la coscienza e dal giorno dopo tornare a comportarsi come prima.
Nei posti di potere vedo prevalentemente maschi bianchi.
Se un uomo ha molte donne è un portento da ammirare, invece se una donna ha molti uomini è una troia da denigrare.
Una donna se non è sessualmente attraente non può neanche accedere a molti lavori, dalla commessa alla giornalista televisiva.
Un mazzetto di mimose, ubriacarsi e palpare i genitali a uno spogliarellista non cambieranno la situazione, anzi servono a distrarre dai problemi livellando verso il basso le menti, sono l'ora d'aria concessa ai detenuti.
Quelle che hanno sacrificato la vita per la parità dei diritti non credo che approverebbero.


155 - artisti guerrieri

Jimi Hendrix

La scrittura e l'arte in genere aiutano a darsi uno scopo e a non ricadere nel malessere esistenziale deprimendosi; siamo in  una guerra: gli stronzi sono in maggioranza e hanno il potere, noi siamo artisti guerrieri di una tribù minoritaria che non si adeguano alle imposizioni.
Ci vuole coraggio e non bisogna arrendersi mai altrimenti fai il gioco del nemico, e se ci fosse un dio vedrebbe che quelli nel giusto siamo noi, siamo le forze del bene che combattono per un mondo migliore.
Quindi un guerriero/guerriera non deve arrendersi mai e non indebolirsi con sostanze dannose, ma deve andare avanti con le sue idee cercando di difenderle contro gli omologatori del sistema.



martedì 5 marzo 2013

154 - apprendere

Tutto quello che ho capito è che bisogna imparare tanto e continuare sempre a imparare, apprendendo cose nuove ogni giorno, ma bisogna anche scordarselo, occorre scordarsi di sapere e seguire l'istinto.
Così, con un substrato da cui pescare e senza le barriere delle convenzioni inculcate, il pensiero può correre libero e selvaggio scovando idee preziose e originali.

venerdì 1 marzo 2013

153 - Come diventare poeti famosi


Milioni di poesie vagano, milioni di poeti sognano, ognuno vorrebbe un attimo di attenzione, una carezza all'ego, almeno un dito in culo di notorietà.
Ma come emergere in questo mare in tempesta agitato tra assopita indifferenza e sogni supponenti?
E ci sono le leggi del mercato che devi seguire obbediente, per pubblicare poesie che criticano le leggi del mercato e chi le segue obbediente.
Mi dicono gli esperti che le poesie non interessano a nessuno, solo a un ristretto pubblico, al massimo vendi poche migliaia di copie in Italia se sei un poeta famosissimo nell'ambiente.
E poi cos'è questa smania di pubblicare un libro che leggeranno poche persone che spesso sono quelle che già ti conoscono? Mi pare che sia un desiderio di essere accettati socialmente, si desidera concretizzare i propri pensieri in un oggetto-libro che socialmente dà un immagine e un ruolo di scrittore.
Si passa agli occhi delle persone che incontriamo ogni giorno da sbandato/drogato/alcolizzato/facciadimmerda a poeta/scrittore/intelligentone , ci si immagina persone realizzate, si immaginano le persone dell'altro sesso che ci assaliranno pervase dallo spasmodico desiderio di accoppiarsi con noi. Tutto ciò solo pubblicando un libro col nostro nome in bella mostra, con i nostri pensieri che entreranno in tanti altri cervelli accendendo scintille di ribellione, la ribellione si propagherà e la popolazione si rivolterà contro il sistema capitalistico che ci opprime annientandolo, rendendo il mondo un posto più vivibile, e noi venderemo tantissimi libri diventando talmente miliardari che pure le dive di Hollywood si prenoteranno per donarci un fellatio.
Sogni, illusioni, speranze di poveri umani asociali che si aggrappano disperati a quelle parole scritte con fatica, spremendo la propria intelligenza per cercare un senso alla propria esistenza, in questa tempesta che velocemente attraversiamo lungo il tragitto figadimadre-cassadamorto.
Ma al di là delle spiritosaggini e delle malinconiche constatazioni come fare per far conoscere ciò che si scrive?
COSE IMPORTANTI DA TENERE SEMPRE PRESENTI:
1 - Non farsi influenzare dalle convenzioni sociali e cominciare a non agognare troppo la pubblicazione di un libro cartaceo, tenendo presente in ogni caso che ci sono editori che ti pubblicano senza spendere un centesimo, perciò non pagare niente né accettare di dover vendere copie obbligatoriamente, loro sono imprenditori e devono assumersi il rischio, se invece i costi li scaricano su di te sono solo dei furbastri che vogliono sfruttarti, tutti sono capaci di fare gli imprenditori senza rischiare niente e facendo mettere materia prima (poesie) e soldi che coprano la pubblicazione al lavoratore (in questo caso l'aspirante poeta che ha lavorato per creare quelle poesie).
2- Se vuoi farti conoscere tramite i social network o un sito o un blog puoi tranquillamente raggiungere più gente di tutti i libri del poeta più di successo italiano.
3 - Usa qualsiasi mezzo ti piaccia usare per farti conoscere, realizzando video, cd, serate nei pub, serate poetiche, festival dei motociclisti o della birra, serate di streap-tease, leggendo le poesie al mercato o di notte alle mignotte lungo i viali, ogni occasione è buona per diffondere ciò che vuoi dire.
4 - È importante  usare la creatività tenendo presente il mercato attuale; se le trasformi in canzoni o le sistemi dentro un testo teatrale hai più possibilità di guadagnarci qualcosa, o anche una trasmissione di poesie in una rete televisiva locale che col digitale si sono moltiplicate e si creano spazi che avrebbero notevoli potenzialità. Ricordiamoci che nonostante il web la televisione è ancora quella che muove le scelte delle persone, esempio Wislawa Szymborska è andata in testa alla classifica dei libri più venduti dopo che Saviano si è messo a leggere in televisione le sue poesie, prima se gliela nominavi credevano fosse un codice fiscale.
QUINDI:
la poesia ha un enorme potenziale, tutti quelli che apprezzano gli aforismi, quelli che si leggono i testi delle canzoni, quelli che apprezzano i testi rap, cercano parole che abbiano un significato, che trasmettano qualcosa; ricordiamoci il famoso festival dei poeti a Castel Porziano (ROMA) nel 1979 invaso da migliaia di persone, molti perché pensavano ci fosse Patti Smith allora all'apice del successo, ma anche quelli cercavano parole significative.
Il problema principale è che quando uno cerca poesia trova dei sapientoni esaltati che usando paroloni desueti rompono i coglioni spesso senza dire niente, creando solo cumuli di merda secca, ci vuole invece una poesia che raggiunga le persone senza perdere un grammo della propria forza, anzi acquisendone dalla semplicità.
La poesia di merda secca danneggia la vera poesia e la diffusione di qualsiasi genere poetico.
Uno che comincia a interessarsi di poesia attraverso le forme più accessibili poi, se gli piacciono, si avvicinerà anche alle forme più complesse.