venerdì 28 luglio 2017

368 - PRECIPITEVOLISSIMEVOLMENTE

Perché nelle poesie non usate mai la parola precipitevolissimevolmente? Ovvio alla mancanza:
Cadde tra le tue labbra
la mia anima
precipitevolissimevolmente
m'ingoiasti
nelle tue abitudini
divenni i tuoi pasti
mi amasti
mi usasti
ti stancasti
mi defecasti
e lo sciacquone tirasti.
In eterna notte priva di stelle ora
senz'anima vago
dopo gli ultimi rossi persi dai tramonti
prima delle luci tra la rugiada delle albe
come un gabbiano smarrito
spinto solo dal desio
verso Desio
o Vimercate
o Carugate
dipende
da quando è il giorno
del mercato,
ma quando arrivo
essendo che vago
solo di notte
non c'è più
un cazzo.

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