domenica 19 luglio 2015

319 - RIVOLTA GRAMMATICALE

Se scrivete ventitre o cinquantatre è sbagliato, l’accento va sempre segnato nei composti con tre, che sono parole polisillabiche accentate sull’ultima sillaba.
Allora magari scrivete ventitrè, ma manco per il cazzo, sbagliato.
Dovete scrivere ventitré, così è esatto.
Nel frattempo probabilmente avete perso il filo del discorso e scordato cosa dovevate scrivere.
La grammatica oggi mi pare in larga parte superata e controproducente, se scrivo la rispetto, ma certi orpelli inutili sono tipici di una mentalità italiana che si rispecchia pure nelle leggi astruse. C'è gente che gode a complicarsi la vita e a complicarla agli altri, manca una mentalità pratica.
Se io scrivo ventitre non c'è spazio per fraintendimenti perciò ogni accento imposto è pleonastico, quindi eliminabile, invece necessita in giacché per distinguerlo da giacche (a parte che giacché non lo usa più nessuno).
Pure l'accento in ciò è inutile, nonché l'apostrofo del po' inconfondibile col fiume Po, dotato di maiuscola.
Io poi gli eliminerei tutti gli inutili apostrofi.
Mentre sarebbe di mettere l'accento obbligatorio, invece che è facoltativo, su una parola sdrucciola, accentata alla terzultima sillaba, per non confonderla con identica parola piana, cioè accentata sulla penultima sillaba, quindi per distinguere il capitano le cose e il capitano di una nave, la retina di un occhio e la retina per pescare, ecc.

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